Lavori 640 : fino a settembre attive limitazioni al traffico

Per consentire la prosecuzione dei lavori di ammodernamento e adeguamento della strada statale 640 “Strada degli Scrittori” fino al 12 settembre prossimo, saranno attive alcune limitazioni al traffico sull’Autostrada A19 “Palermo Catania”, all’altezza dello svincolo di Caltanissetta. Lo comunica Anas.

 Nel dettaglio, limitazioni riguarderanno l’Autostrada A19 Palermo Catania, in prossimità dello svincolo di Caltanissetta : il flusso del traffico in direzione Palermo verrà deviato lungo la carreggia opposta (direzione Catania), allestita a doppio senso di marcia.

Maxi tamponamento sulla 640

E’ stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico ed è ricoverato in Rianimazione, all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Il quarantaduenne favarese che, nella serata di sabato, è rimasto coinvolto nell’incidente stradale che si è verificato sulla statale 640, all’altezza del territorio di Racalmuto, ha riportato un grave trauma toracico, con interessamento di un rene, e diverse fratture. Un quadro clinico molto più grave rispetto a quanto ipotizzato subito dopo i primi soccorsi. Ad accertare i traumi e le fratture che l’automobilista ha riportato sono stati, naturalmente, tutti i meticolosi accertamenti clinici ai quali è stato sottoposto.  L’uomo – per cui i medici mantengono riservata la prognosi – era alla guida della Golf che è stata violentemente tamponata dall’Audi A3 Sedan, sulla quale viaggiavano due giovani di Canicattì, per fortuna rimasti illesi.

Oltraggio alla memoria del giudice Rosario Livatino

Dopo il recente caso del busto di Giovanni Falcone decapitato a Palermo, un altro monumento dedicato alla memoria di un magistrato martire è stato danneggiato, stiamo parlando della stele commemorativa voluta dai genitori del giudice Rosario Livatino nel luogo del delitto avvenuto il 21 settembre del 1990 in c.da Petrusa, lungo la Strada Statale 640. Probabile che l’autore del gesto, aiutato da un grosso martello, abbia colpito con violenza l’epigrafe in travertino che riporta il nome del giudice ragazzino. Dopo aver spaccato la lapide, la porzione di marmo è stata adagiata nella scarpata retrostante il monumento, nei pressi del luogo dove cadde il magistrato. Proprio questa modalità, porterebbe ad escludere l’atto vandalico fine a se stesso. Il danneggiamento è stato scoperto nella tarda mattinata di ieri da un operaio di passaggio, solo in serata però la denuncia alle autorità che hanno avviato le indagini del caso. La notizia dell’accanimento di ignoti contro un monumento dedicato ad un martire della giustizia, ha suscitato l’indignazione della collettività, unanime è stato il coro di condanna sia delle istituzioni che dell’opinione pubblica. Le indagini della Polizia chiariranno l’origine del gesto, ciò che è sicuro è che l’autore o gli autori, se erano in cerca di visibilità, hanno raggiunto questo obbiettivo, un’altra certezza però è quella relativa alla memoria di un popolo che nessun martello potrà scalfire.

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