Disabili psichici , chi mette le risorse?

“La paura del raggiungimento degli obiettivi economici, l’indifferenza o cos’altro induce le ASP a non rispettare la legge sulla quota di compartecipazione al ricovero disabili psichici?” E’ l’interrogativo che pone il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro sulla vigente normativa in materia. La norma prevede che i disabili psichici, senza adeguato supporto familiare, vengano ricoverati in comunità alloggio, regolarmente iscritte all’albo regionale. La retta da corrispondere alle Comunità consta di una parte sociale che è a carico del Comune di residenza del disabile e una parte sanitaria che è a carico dell’ASP , i comuni devono provvedere ad anticipare l’importo totale della rette ed esercitare, successivamente, l’azione di rivalsa nei confronti dell’ASP, per il recupero della quota sanitaria della retta, che grava sul fondo sanitario regionale. “L’ASP – tuona Silvio Cuffaro- non soltanto non corrisponde quanto dovuto ai comuni, ma addirittura si oppone ai legittimi decreti ingiunti, con motivazioni fantasiose e non conferenti. Considerato che negli anni si sono accumulati importi di centinaia di migliaia di euro, se non di milioni, che i comuni devono ricevere dall’ASP- conclude il sindaco di Raffadali- si rende assolutamente necessario, da un lato accelerare la definizione dei contenziosi giudiziari in corso e, dell’altro, un urgente intervento legislativo che ponga direttamente a carico dell’ASP la quota sanitaria per i ricoveri, pena il rischio di default dei comuni.”

Rifiuti ad Agrigento. Cittadino al sindaco “perchè non facciamo come a Siracusa”?

Ieri in redazione ci è giunto una e-mail di un cittadino di Agrigento che ha posto, tramite la nostra redazione, un interrogativo all’amministrazione comunale sulla questione legata alla gestione dei rifiuti nella città dei Templi. Una riflessione puntuale sull’esperienza vissuta dall’agrigentino in un’altra città siciliana.

“Spettabile redazione giornalistica – ci ha scritto – vorrei porre alla vostra attenzione, un esempio pratico di come potrebbe essere risolto ad Agrigento il problema degli incivili o delle discariche abusive che “decorano” tutti i quartieri della nostra città. Quest’anno per le ferie, ho deciso di restare nella nostra bella terra, insieme alla mia famiglia abbiamo scelto Siracusa, città calda e ospitale che a differenza della nostra Agrigento, offre tanto, in termini di servizi, sia agli abitanti sia ai turisti. Ad ogni modo, onde evitare in possibili disguidi, vorrei soffermarmi sul tema dei rifiuti. Quello che ho subito notato – precisa l’agrigentino in vacanza – è stata la pulizia dei luoghi, strade perfettamente spazzate e marciapiedi liberi da erbe infestanti. Oltre a questa circostanza che per un agrigentino è di non poca importanza, ho visto anche che la raccolta differenziata non avviene come da noi, esclusivamente a domicilio, ma in alcune zone, ci sono delle pattumiere in strada. Per il resto – si legge ancora nella e-mail – mi sono informato con alcuni abitanti e ho appreso che la differenziata non interessa ancora tutto il territorio cittadino ma la soluzione delle pattumiere in strada, almeno nella zona centrale, sta evitando il proliferasi di discariche, ecco quindi che mi chiedo e tramite voi, attento organo di stampa, inoltro l’interrogativo all’amministrazione comunale di Agrigento “perché anche da noi, vista la manifesta incapacità nel risolvere il problema, non si adotta una soluzione simile”? A mio avviso – conclude – le pattumiere in strada, consentirebbero a quei cittadini che più volte il sindaco ha definito “incivili” ma che, probabilmente sarebbe più opportuno chiamare evasori, di non sporcare la città.”

Si può essere più o meno concordi con la soluzione proprosta dal cittadino, fermi restando così le cose però non è certamente ammissibile che in molte zone del territorio comunale, le discariche abusive rimangano a marcire sotto il caldo sole di Agosto nell’indifferenza globale di chi le alimenta e di chi dovrebbe avere l’arduo compito di tutelare la salute pubblica. In via Toniolo, i cumuli di nauseabonda spazzatura non vengono raccolti da circa tre settimane e la situazione igienico sanitaria peggiora di giorno in giorno.

“Morte sospetta” al San Giovanni di Dio, procura procedimento penale

I familiari di una donna di 63 anni di Palma di Montechiaro, morta al San Giovanni di Dio di Agrigento, chiedono chiarezza sulla improvvisa morte di Marianna Bellia. Lunedì scorso era andata all’ospedale perché lamentava dolori all’addome, i medici sono intervenuti per sospetti calcoli renali, ma dal “San Giovanni di Dio” la donna non è più uscita viva. In poco più di un giorno è spirata . I familiari vogliono capire cosa sia successo e si sono affidati allo studio legale 3A. La Procura di Agrigento , attraverso il Pubblico Ministero, Emiliana Busto, ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia sulla salma. I risultati dell’esame autoptico, che sarà effettuato domani , a partire dalle 9, saranno decisivi per stabilire le cause del decesso e se sussistano responsabilità da parte dei sanitari che hanno avuto in cura la donna.

Cammarata (AG). I NAS chiudono i locali del 118 risultati non idonei

Locali non idonei a proseguire le attività sanitarie, questa in sintesi è stata la motivazione che ha indotto i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità ha diposorre la chiusura della postazione 118 di Cammarata.

Il sopralluogo dei militari dunque ha fatto emergere le criticità che la segreteria aziendale della Confederazione Italiana Medici Ospedalieri aveva già segnalato sia all’ASP di Agrigento sia all’assessorato regionale alla Sanità.

Si è arrivati alla chiusura e allo sgombero della postazione del 118 di Cammarata con gli operatori, addetti al servizio, che hanno trascorso la notte in auto – dichiara in una nota la CIMO- senza che l’azienda si sia premurata di trovare una soluzione alternativa . A nessuno, né in azienda né in assessorato – aggiunge la Confederazione dei Medici Ospedalieri – sembrano interessare i problemi legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro, ma la scomoda e battagliera segreteria aziendale Cimo ha continuato a denunciare queste situazioni ai limiti della decenza e del decoro dei lavoratori. Si è preferito – scrivono ancora dalla stessa segreteria – aspettare l’intervento dei Nas e la chiusura dei locali assegnati al 118, con conseguente multa da pagare e correlato procedimento penale. Speriamo – si legge ancora nella nota – almeno che adesso qualcosa di concreto venga fatto, senza dover attendere le calende greche e senza che gli operatori del 118 continuino a trascorre le notti di guardia per strada in perfetto stile terremotati”.

Sull’argoimento interviene anche la segreteria provinciale dell’Unionio Sindacale di Base che, nel rimarcare i disagi evidenziati dalla CIMO si complimenta anche con NAS e Magistratura per l’operazione eseguita.

Rifiuti. L’assessore Hamel non mantiene la promessa, a Zingarello non parte il porta a porta

Il quartiere balenare agrigentino di Zingarello è al collasso, la discarica autorizzata dal Comune di Agrigento in viale del Sole mette a rischio l’incolumità degli abitanti e la promessa dell’assessore comunale al ramo, ovvero che da oggi anche nel quartiere periferico sarebbe stata avviata la raccolta porta a porta, non è stata mantenuta.

Non è bastato l’epsosto presnetato lo scorso 26 maggio dagli abitanti dove gli stessi, contestavano al Comune diverse violazioni alle vigenti normative tra i quali anche l’ipotesi di reato di disastro ambientale.

Hamel, dopo l’incendio che ignoti avevano appiccato ai rifiuti ed in seguito alle lamentele dei residenti, lo scorso 30 maggio, aveva annunciato la probabile partenza del servizio porta a porta per la data odierna. Stamattina però, il risveglio di Zingarello è stato uguale a quello dei giorni scorsi, viale del Sole è colmo di rifiuti e nessuna notizia del porta a porta.

Alle promesse non mantenute dei politici, gli italiani dovrebbero essere abituati, ma quando si mette a rischio la salute pubblica però il caso meriterebbe un’attenzione diversa.

Intanto la denuncia degli abitanti fa’ il suo corso e nei giorni scorsi, in viale del Sole, personale delle forze dell’ordine ha eseguito dei rilievi fotografici.

Della rimozione dei cassonetti e il relativo avvio della raccolta differenziata porta a porta, non solo non ne hanno notizia gli abitanti, ma nessuna comunicazione sarebbe stata ancora pervenuta alle stesse ditte che dovrebebro svolgere il servizio.

Siamo una località di mare – ci dicono alcuni residenti – ma le promesse da marinaio le rispediamo al mittente, con l’estate alle porte – aggiungono gli abitanti – chiediamo l’immediata rimozione dei cassonetti e l’avvio del porta a porta. La nostra salute è a rischio e chi, se non il Comune, ha il dovere di tutelarla”?

IL Buccheri La Ferla di Palermo celebra i “30 anni di accoglienza alla vita”

“30 anni di accoglienza alla vita”. Un congresso sulle patologie ostetriche organizzatodall’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo in vista del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
dell’ospedale. Per l’occasione, l’Unità Operativa Complessa di ostetricia e ginecologia, diretta dalla dott.ssa Maria Rosa D’Anna ha organizzato un congresso dal titolo: “Multidisciplinarietà e Patologie ostetriche”.

Atteso dagli specialisti è l’incontro di domani, 17 Maggio, presso il San Paolo Palace diPalermo (dalle ore 9,00 fino alle ore 18,30).
Da parecchi anni, l’Unità Operativa di Ostetricia è il primo punto nascita della Sicilia con circa 2500 parti l’anno, 67 mila nel corso dei 30 anni.

In occasione del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
– dichiara la dott.ssa D’Anna -abbiamo pensato di organizzare un evento  scientifico che propone temi di patologia ostetrica con i quali quotidianamente ci confrontiamo, oltre ad una serie di progetti inerenti la specialità, che stiamo portando avanti, nell’intento di migliorare i risultati della salute materno-feto-
neonatale. Nelle varie sessioni – continua –  saranno presentati casi clinici commentati da un diversi esperti e saranno esposte le linee guida attuali e gli studi in corso sull’argomento. Ogni professionista deve conoscere le azioni da svolgere, in quale sequenza ed in quali tempi. Occorre standardizzare il più possibile i processi per condurre una assistenza puntuale, precisa ed aderente alle procedure ed alle linee guida. In ambito di emergenze ostetriche oltre alla simulazione il confronto clinico fra diversi professionisti rappresenta – conclude – una grande risorsa”.

Gravi carenze igienico-sanitarie legate all’abbandono indiscriminato dei rifiuti. L’Asp prende posizione

Decisa presa di posizione da parte del servizio igiene ambienti di vita dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento contro le gravi carenze igienico sanitarie che si stanno registrando in buona parte del territorio provinciale come conseguenza di una diffusa inciviltà legata all’abbandono indiscriminato di rifiuti di ogni genere. Con una nota diretta ai sindaci della provincia e ai commissari SSR ATO 11 dei Distretti Agrigento Est e Ovest, Vittorio Spoto, responsabile del Servizio afferente al Dipartimento di prevenzione Asp, evidenzia le notevoli criticità che rischiano di compromettere la salubrità di intere zone e che assumono ulteriore rilevanza con l’approssimarsi della stagione estiva e delle alte temperature. Pur plaudendo all’attivazione delle procedure per l’istituzione del servizio di raccolta differenziata che certamente costituiscono una decisa miglioria rispetto al precedente sistema di raccolta la nota mette comunque in luce diverse problematiche cui è assolutamente necessario porre rimedio. “Duole constatare – si legge in un passaggio – che una procedura in teoria migliorativa, si è trasformata, nei fatti, in un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie dei comuni. Ci si riferisce, nello specifico, al censurabile fenomeno di abbandono dei sacchetti di rifiuti che in alcune zone assurge alle dimensioni di discarica incontrollata”. Da qui la richiesta di intensificare le azioni di controllo e prevenzione già in corso: “si chiede pertanto agli organi in indirizzo, ciascuno per quanto di specifica competenza, di porre in essere ogni iniziativa utile a garantire il rispetto delle procedure già codificate per la raccolta differenziata e la repressione di ogni minima forma di abbandono in luogo pubblico dei rifuti”.

Morbillo, morto 41enne agrigentino ricoverato a Catania

E’ agrigentino il 41enne morto all’ospedale “Ferrarotto” di Catania dopo aver contratto il morbillo. L’uomo – si legge sul quotidiano La Sicilia – era immunodepresso e con un carcinoma al polmone, dunque il virus contratto potrebbe essere stato una concausa del decesso. Si tratterebbe del quarto decesso per morbillo in Italia dall’inizio dell’anno.

Secondo quanto diffuso dal bollettino dell’Istituto superiore di sanità, il 41enne, non vaccinato, avrebbe iniziato ad avere i primi sintomi di febbre l’8 settembre, mentre il 10 è comparso l’esantema. “Questo caso – spiega al quotidiano il direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale catanese, Arturo Montineri – è in linea con gli altri tre decessi per morbillo che si sono registrati finora nel 2017 e cioè un’infezione da morbillo in un paziente gravemente immunocompromesso con altre patologie e, quindi non si può essere nemmeno sicuri che a provocare il decesso sia stato il morbillo. Si può parlare di concausa e di una situazione patologica che si è aggiunta ad una situazione già compromessa”.

Ospedale di Sciacca. Il sindaco Valenti: “Situazione intollerabile. Convocherò i vertici Asp”

“Una situazione intollerabile”. È quanto dichiara il sindaco Francesca Valenti dopo la notizia dell’imminente ridimensionamento del numero dei medici nell’area di emergenza dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca e la segnalazione di altri problemi nella struttura di contrada Seniazza.

“Convocherò al Comune – annuncia il sindaco Francesca Valenti – i vertici provinciali dell’Asp e chi ha la gestione diretta dell’ospedale, per capire qual è l’attuale situazione, cosa si prospetta e, soprattutto, cosa la direzione dell’Azienda Sanitaria intende fare nell’immediato per porre rimedio all’emergenza della carenza d’organico a cui si andrà incontro con la partenza di due medici verso altri ospedali. L’Asp non può lasciare il presidio di Sciacca con un numero inadeguato di medici. È intollerabile che si mortifichi la sanità di Sciacca e del territorio con il venir meno di professionalità. La direzione deve rassicurare le istituzioni e la città sul mantenimento della qualità dei servizi e sul corretto funzionamento della struttura”.

Licata, Cambiano sollecital’invio di medici al San Giacomo D’Altopasso.

Disagi all’interno dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso di contrada Cannavecchia, a Licata, sembrerebbe a causa della mancanza di medici. Il sindaco, Angelo Cambiano, ha scritto ai vertici dell’Asp per sollecitare a disporre il trasferimento, anche temporaneo, da altri ospedali, dei medici necessari a garantire la continuità del servizio.  <<Onestamente – sono le parole del Sindaco – la mancanza di incisività da parte di coloro che reggono le sorti anche dell’ospedale di Licata, ci preoccupa enormemente. Non è possibile registrare una tale situazione in tempi normali, immaginiamoci in questo periodo in cui la popolazione cresce a dismisura, con la presenza di immigrati tornati per le ferie, e di tanti turisti ai quali assicurare servizi efficienti e costanti. Per cui – conclude il primo cittadino – confido molto, nella sensibilità di chi ha l’onere di gestire la sanità pubblica nel nostro territorio, perchè doti l’ospedale del personale necessario, nel più breve tempo possibile>>.

Regione: sui vitalizi l’ARS querela la Rai e Giletti; Crocetta ritorna sulle disabilità gravi

In seguito alle polemiche sorte in Sicilia dopo le puntate del 19 e 25 febbraio scorsi della trasmissione RAI l’Arena di Giletti, con oggetto i vitalizi elargiti agli ex parlametari regionali della Sicilia, il Consiglio di presidenza dell’Assemblea regionale siciliana, all’unanimità, ha dato mandato all’avvocato Enrico Sanseverino del Foro di Palermo di valutare i profili di responsabilità delle dichiarazioni rilasciate dal giornalista e conduttore della trasmissione. Il Consiglio di presidenza del Parlamento regionale, ha anche dato mandato al legale di “avviare le più opportune azioni giudiziarie in sede civile e penale nei confronti della Rai e dello stesso conduttore”. La decisione dell’organismo è stata presa “per salvaguardare – si legge in una nota – l’immagine e il prestigio del Parlamento siciliano”. E spostandoci dal Palazzo dei Normanni a quello di Orleans, il governatore della Regione, Rosario Crocetta, in una dichiarazione rilasciata all’agenzia ANSA, dice di avere scoperto un dato falso sul numero di disabili gravissimi presenti nella Provincia di Agrigento. “Non sono 719 i disabili gravissimi nei sette distretti socio-sanitari di Agrigento, come risultava dai dati trasmessi dai comuni all’assessorato alla Famiglia, ma 262”. Così Crocetta all’Ansa dopo le verifiche fornite su sua richiesta direttamente dall’ASP di Agrigento. “Nel distretto di Agrigento secondo i dati in possesso dell’assessorato alla Famiglia, aggiornati al 2015, i disabili gravissimi erano 323, l’Asp rivela che sono 71 su una popolazione di 146.982. In quello di Bivona – ha precisato Crocetta – non c’è nemmeno un disabile gravissimo che necessita di assistenza h24 mentre i dati dell’assessorato, acquisiti dai comuni, indicano 37 casi. A Canicattì per l’assessorato – dice ancora il governatore – sono 33, mentre per l’Asp 7; a Casteltermini sono 8 e non 29; a Licata sono per l’Asp 42 invece di 144, un numero che Crocetta aveva indicato come spropositato; a Ribera sono 34 e non 53. L’unico dato che combacia, tra il prospetto fornito dai comuni e quello dell’Asp – aggiunge Crocetta – è quello di Sciacca: 100 disabili gravissimi. Nella nota trasmessa al governatore, l’Asp scrive che rispetto ai 719 disabili segnalati dai sette distretti socio-sanitari, tolti i 262, cioè quelli gravissimi, “al netto di quelli nel frattempo deceduti pari al 5%, i rimanenti necessitano comunque di assistenza giornaliera tra 6 e 12 ore”.

 

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Il TAR condanna l’assessorato regionale della Salute su sanzioni per aggregazione tardiva dei laboratori di analisi

I titolari di due laboratori di analisi cliniche con sedi rispettivamente a Palma di Montechiaro e Aragona, si erano appellati al TAR Sicilia, per impugnare il decreto dell’Assessore Regionale della Salute che disciplina il sistema di aggregazione dei laboratori di analisi in Sicilia , contenente una previsione di decadenza automatica dell’accreditamento nell’ipotesi di omessa presentazione, entro i termini previsti. I titolari dei due laboratori, patrocinati dagli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri hanno fatto leva sull’illegittimità di una previsione temporale assai ristretta, 60 giorni, per l’aggregazione tra laboratori per il raggiungimento di una soglia minima di prestazioni, contestualemnte i due legali, hanno anche posto l’indice sull’illegittimità della sanzione della automatica decadenza dell’accreditamento di ogni singola struttura nell’ipotesi di esito negativo del procedimento di accreditamento dell’aggregato. I difensori hanno altresì censurato la violazione dei principi comunitari in materia di concorrenza e di autonomia privata. Si è costituito in giudizio l’assessorato regionale della Salute, che chiedeva il rigetto del ricorso, avanzato dai due laboratori. Già il Presidente della Terza sezione del TAR Sicilia, aveva accolto la richiesta di misure cautelari monocratiche avanzata dai difensori , sospendendo l’efficacia della sanzione automatica contenuta nel decreto assessoriale impugnato. Da ultimo il Tar condividendo le censure formulate dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha accolto il ricorso condannando l’assessorato regionale della Salute anche al pagamento delle spese giudiziali.

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“Prevenzione oncologica e conoscenza della malattia”, convegno ad Agrigento.

“Prevenzione oncologica e conoscenza della malattia” è stato il tema del seminario dibattito, svoltosi in mattinata all’Ex collegio dei Filippini di Agrigento. L’iniziativa di sensibilizzazione è stata promossa dall’Amministrazione Comunale di Agrigento in collaborazione con l’Asp, e l’associazione “Amico onlus”.

Tra i relatori presente anche il dott. Gaetano Geraci, responsabile provinciale del dipartimento di prevenzione epidemiologica dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

Geraci, alla attenta platea di spettatori, ha descritto le tre campagne gratuite di prevenzione oncologica avviate dall’Azienda.

Nello specifico, il direttore del centro screening, ha parlato degli esami diagnostici, completamente gratuiti, volti alla scoperta del tumore della mammella, di quello alla cervice uterina e del cancro del colon retto.

Ricordiamo che questi esami, sono rivolti ad un target di popolazione ben individuato dall’ASP, che grazie ai dati anagrafici, invia degli inviti ad effettuare gli screening, direttamente nelle case dei soggetti potenzialmente a rischio.

Nel caso ad esempio, dei controlli per il tumore della cerviceuterina, il target della popolazione femminile interessato è quello di età compresa tra i 25e 64 anni, che ogni 3anni dovrebbero sottoporsi al pap test.

Una mammografia invece, dovrebbe essere effettuata almeno ogni due anni, dalle donne di età compresa trai 50 e 69 anni.

Un semplice esame diagnostico infatti, può rilevare la presenza del tumore che è causa principale di mortalità.

Terza ed ultima campagna di screening dell’ASP d Agrigento è quella relativa alla ricerca del sangue occulto nelle feci a cui dovrebbero sottoporsi, indistintamente uomini e donne di età compresa tra i 50 e 69 anni. Un semplice esame utile ad individuare il temibile tumore del colon retto che in Provincia di Agrigento colpisce circa 200 persone all’anno.

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Sospetto caso di meningite a Licata, l’Asp di Agrigento avvia le dovute procedure; in tempo per le vaccinazioni stagionali

Sospetto caso di meningite virale a Licata dove una ragazza 15enne del luogo è stata preventivamente ricoverata all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” e poi trasferita al reparto di “Malattie infettive” dell’ospedale dei bambini “Di Cristina” di Palermo.

L’Asp invita tutti gli agrigentini ad eseguire preventivamente le vaccinazioni. Se venisse accertato che si tratta di meningite virale non sarà necessario sottoporre nessuno dei familiari ed amici alla profilassi; procedura che scatta solo in caso di meningite batterica.

Inoltre, la campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale, per la prevenzione e le complicanze, è già attiva dallo scorso 24 ottobre. Le vaccinazioni vengono effettuate direttamente presso gli studi dei medici di famiglia, dei pediatri ed in tutti i presidi vaccinali aziendali. Il servizio è gratuito per chi ha compiuto i sessantacinque anni e per i soggetti a rischio.

Il periodo indicato per la somministrazione del vaccino antinfluenzale stagionale va da ottobre a dicembre inoltrato, quindi si è ancora in tempo, dato che l’apice della diffusione nella nostra regione coincide con il periodo che va da fine di gennaio a marzo. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]