Disabili psichici , chi mette le risorse?

“La paura del raggiungimento degli obiettivi economici, l’indifferenza o cos’altro induce le ASP a non rispettare la legge sulla quota di compartecipazione al ricovero disabili psichici?” E’ l’interrogativo che pone il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro sulla vigente normativa in materia. La norma prevede che i disabili psichici, senza adeguato supporto familiare, vengano ricoverati in comunità alloggio, regolarmente iscritte all’albo regionale. La retta da corrispondere alle Comunità consta di una parte sociale che è a carico del Comune di residenza del disabile e una parte sanitaria che è a carico dell’ASP , i comuni devono provvedere ad anticipare l’importo totale della rette ed esercitare, successivamente, l’azione di rivalsa nei confronti dell’ASP, per il recupero della quota sanitaria della retta, che grava sul fondo sanitario regionale. “L’ASP – tuona Silvio Cuffaro- non soltanto non corrisponde quanto dovuto ai comuni, ma addirittura si oppone ai legittimi decreti ingiunti, con motivazioni fantasiose e non conferenti. Considerato che negli anni si sono accumulati importi di centinaia di migliaia di euro, se non di milioni, che i comuni devono ricevere dall’ASP- conclude il sindaco di Raffadali- si rende assolutamente necessario, da un lato accelerare la definizione dei contenziosi giudiziari in corso e, dell’altro, un urgente intervento legislativo che ponga direttamente a carico dell’ASP la quota sanitaria per i ricoveri, pena il rischio di default dei comuni.”

“Quota 100”: una mazzata anche sull’Asp

Un turnover bloccato da anni e gli effetti di ‘Quota 100′. La finestra di pensionamento anticipato per i 62enni con 38 anni di contributi sulle spalle, misura cardine della legge di Bilancio 2019 del governo giallo-verde, fa paura anche alla sanità dell’agrigentino. L’asp 1 subirà una notevole riduzione di personae, ad oggi già carente. Sono stati tantissimi coloro che hanno presentato e stanno continuando a formalizzare istanza per andare in pensione anticipata. L’Asp di Agrigento perderà – fra “Quota 100” e raggiunti limiti d’età – dirigenti medici, collaboratori, assistenti e coadiutori amministrativi, ma anche infermieri. Soltanto all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” – almeno per il momento – andranno via una dozzina di dipendenti: infermieri per la maggior parte, ma anche agente ed operatore tecnico, una ostetrica e operatori socio-sanitari. Raffica di pensionamenti anche in tutte le altre strutture ospedaliere dell’Agrigentino.  All’Asp, come anche nei Comuni dell’Agrigentino, non si intravedono bandi di concorso per poter fronteggiare quella che, in tutti gli enti pubblici, potrebbe trasformarsi in una vera e propria emergenza determinata dalla carenza di organico. E, intanto, l’Asp1 di Agrigento cerca – per incarichi a tempo determinato – i dirigenti medici di Radiodiagnostica, Pediatria e Ostetricia e Ginecologia. E’ da due anni che l’azienda sanitaria provinciale prova a formulare una graduatoria per incarichi a tempo determinato. “Nonostante siano stati convocati tutti i candidati che hanno inoltrato domanda – scrivono proprio dall’Asp – continuano a persistere notevoli criticità. Per assicurare continuità assistenziale nei presidi ospedalieri dell’Asp di Agrigento” è stato, dunque, diramato un nuovo avviso pubblico. I medici potranno candidarsi fino al prossimo 15 aprile.

Sanità, visita ispettiva della commissione Salute dell’Ars all’ospedale ”Cervello” di Palermo

Visita ispettiva della commissione Salute dell’Ars al presidio ospedaliero “Cervello” di Palermo. L’ispezione è stata disposta dalla presidente della sesta commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, Margherita La Rocca Ruvolo, dopo le denunce del fotografo siciliano Pucci Scafidi, rilanciate da diversi organi di informazione, sui tempi d’attesa e le condizioni igieniche del pronto soccorso.

“La situazione fotografata visitando il pronto soccorso e i reparti pnemautologia e medicina generale non è certamente delle migliori e in qualche modo occorre intervenire”, dice Margherita La Rocca Ruvolo. A partecipare alla visita ispettiva anche i deputati Giuseppe Arancio, Elvira Amata e Salvatore Siragusa. “E’ certamente da apprezzare – sottolinea – il lavoro svolto all’interno della struttura dai tanti professionisti che cercano di dare il massimo delle loro competenze seppur in condizioni di precarietà e in mancanza delle risorse necessarie, ma i medici lavorano sotto organico e i disagi saranno quindi inevitabili fino a quando non si interverrà con lo sblocco delle assunzioni, un problema che è più di carattere generale e che non riguarda solo l’ospedale ‘Cervello’, dove invece è paradossale la dislocazione del reparto di pneumatologia in due distinti luoghi, distante l’uno dall’altro.

La problematicità della gestione di un reparto diviso in due si complica – aggiunge la presidente della commissione Salute dell’Ars – se si pensa che il medico di guardia è uno solo ed è quindi costretto a fare la spola da una parte all’altra. Nel reparto di pnemautologia, 45 posti letto, i medici sono 16: non pochi, ma bisogna considerare i tre endoscopisti che coprono reperibilità anche per Villa Sofia e altri quattro medici che svolgono principalmente attività per utenza esterna. Fra qualche mese un medico andrà in pensione e ci saranno quattro medici in meno rispetto a una pianta organica che sostanzialmente non tiene conto del fatto che si coprono due reparti separati all’interno della stessa struttura.

Il reparto di medicina, con i suoi 21 posti letto, ha un solo operatore sociosanitario per turno. Le condizioni strutturali, in molti reparti, lasciano a desiderare. Quello che un tempo era il fiore all’occhiello della sanità palermitana richiede ora, in diversi reparti, urgenti interventi di edilizia sanitaria. I disagi in generale sono molteplici e a farne le spese, purtroppo, sono i pazienti. La commissione – conclude La Rocca Ruvolo – farà una relazione della visita ispettiva e valuterà come affrontare la situazione insieme all’assessore per la Salute Ruggero Razza affinché vengano garantiti i livelli essenziali di assistenza al ‘Cervello’ e in tutti gli ospedali siciliani”.

Prestigioso riconoscimento per il medico Giovanni Alongi

Prestigioso riconoscimento per il medico siciliano Giovanni Alongi, cardiologo all’ospedale Piemonte di Messina.

Il professionista nativo di Agrigento s’è aggiudicato il prestigioso premio di “Best Ultrasound Assessor”, quale migliore valutazione EcocolorDoppler tra 300 specialisti provenienti da tutto il mondo, in occasione del congresso internazionale di flebologia, tenutosi a Cortina d’Ampezzo dal 23 al 26 gennaio scorsi.Il dott. Giovanni Alongi è specializzato nel trattamento delle patologie venose con tecniche innovative come il “ClaCs” (che utilizza il Laser associato alla mappatura con Realtà aumentata Veinviewer), per quanto riguarda le teleangectasie e le vene reticolari; la Mousse Emodinamica e la Glue (Colla cianocrilato) che permettono di trattare senza chirurgia e anestesia in maniera efficace e ambulatoriale safene e vene varicose di grosso calibro con risultati superiori alla chirurgia senza complicanze, come anche testimoniato e raccomandato dalle linee guida internazionali.

Nuova condanna per l’ASP di Agrigento su ricorso di alcuni odontoiatri agrigentini

Un gruppo di odontoiatri , titolari di studi e ambulatori odontoiatrici ubicati nella provincia di Agrigento accreditati con il servizio sanitario regionale, aveva chiesto l’assegnazione di un bugdet, ma l’Asp di Agrigento non ha mai provveduto alla contrattualizzazione.

Pertanto, con apposito atto di invito, hanno chiesto all’ASP di Agrigento di essere convocati per la contrattualizzazione; ma tale atto di invito restava privo di riscontro. Successivamente gli stessi odontoiatri, con apposita istanza di accesso, trasmessa all’ASP di Agrigento, chiedevano di estrarre copia della documentazione afferente l’ammontare delle risorse assegnate con decreto assessoriale all’ASP.

Anche questa istanza non ha però avuto ripsosta.  A questo punto, i dentisti hanno presentato un ricorso giurisdizionale, patrocinato dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, con il quale si chiede al TAR Sicilia l’annullamento del silenzio serbato dall’ASP sulla richiesto di accesso agli atti. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha dichiarato la cessazione della materia del contendere e ha condannato l’Azienda Sanitaria Proviniale  al pagamento delle spese giudiziali.

Gli odontoiatri agrigentini proponevano un secondo ricorso per la declaratoria di illegittimità del silenzio inadempimento formatosi sulla richiesta di contrattualizzazione. Si è costituita in giudizio l’ASP di Agrigento, rappresentata e difesa dall’Avvocato Massimiliano Mangano, eccependo l’inammissibilità del ricorso, non sussistendo asseritamente un obbligo dell’ASP di riscontrare le istanze di contrattualizzazione, essendo stata sempre asseritamente richiesta un’attività materiale e non provvedimentale, nonchè eccependo la disintegrità del contraddittorio, per omessa notifica del ricorso all’Assessorato Regionale della Salute, nonchè infine l’infondatezza comunque nel merito del ricorso medesimo.

Il TAR Sicilia,Palermo,Sezione Prima, Presidente il DR. Calogero Ferlisi, Relatore la Dr.ssa Aurora Lento, condividendo le tesi sostenute dagli Avvocati Rubino e Impiduglia secondo cui l’Assessorato Regionale della Salute è estraneo al giudizio, in quanto la contrattualizzazione della strutture accreditate è di competenza dell’ASP, e sussiste un obbligo di provvedere sull’istanza di contrattualizzazione avanzata dai ricorrenti, ha ritenuto fondato il ricorso, dichiarando l’illegittimità del silenzio serbato dall’ASP di Agrigento sull’istanza avanzata dai ricorrenti, con conseguente obbligo di pronuncia entro trenta giorni, con previsione di nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempimento entro il termine assegnato, e con nuova condanna dell’ASP al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, laddove non venga adottato un provvedimento espresso entro trenta giorni, interverrà in via sostitutiva quale commissario ad acta il Dirigente Generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’Assessorato regionale della Salute, o un suo delegato, mentre l’ASP di Agrigento dovrà pagare le spese giudiziali afferenti due gradi di giudizio.

Cambio al vertice dell’Asp di Agrigento

La giunta regionale ha deliberato le designazioni dei nuovi manager della sanità siciliana attingendo, così come previsto dalla normativa vigente, dalle short list scaturite dalle valutazioni della Commissione di selezione. Per l’Asp di Agrigento: è stato scelto Giorgio Santonocito che prende il posto di Gervasio Venuti.

“Il criterio seguito dal governo- dice il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, è stato quello di non riconfermare nei propri ruoli coloro che erano stati designati dal precedente governo.”

Un progetto per ridurre i tempi d’attesa nel reparto di radiologia dell’ospedale di Sciacca.

L’Asp di Agrigento approva un progetto per ridurre i tempi d’attesa nel reparto di radiologia dell’ospedale di Sciacca. La Direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale , nell’intento di snellire le liste delle prenotazioni, ha disposto il potenziamento delle attività per il periodo che va dal 4 settembre al 27 novembre 2018 integrando l’azione ordinaria del reparto di radiologia di Sciacca con turni aggiuntivi durante i quali sarà possibile effettuare ecografie, tomografie computerizzate, risonanze magnetiche e mammografie. Nello specifico, il “surplus” d’azione deliberato dall’Asp prevede che, nel periodo indicato, si possano effettuare dalle 15 alle 18 di tutti i martedì le prestazioni extra di risonanza magnetica senza mezzo di contrasto. Nei giorni di giovedì 20 settembre, 18 ottobre e 15 novembre, ancora dalle 15 alle 18, sono invece programmati turni integrativi per le mammografie. Il 20 settembre, il 4 e 18 ottobre ed il 15 novembre saranno giorni dedicati anche a prestazioni pomeridiane di ecografia addominale. Le ecografie mammarie integrative si svolgeranno invece dalle ore 15 alle 18 del 6 e 27 settembre, 11 e 25 ottobre, 8 e 22 novembre. Le mattine di sabato 15 settembre, 6 e 20 ottobre, 3 e 17 novembre, dalle ore 8 alle 14, saranno dedicate a sfoltire le agende per le prestazioni di tomografia computerizzata con mezzo di contrasto mentre quelle del 13 ottobre e del 10 novembre, sempre negli stessi orari, verranno impiegate per le risonanze magnetiche nucleari con e senza mezzo di contrasto. Il periodo aggiuntivo di lavoro, preventivamente concordato con gli operatori sanitari coinvolti, permetterà dunque di contrarre i volumi e i tempi delle prestazioni radiologiche e sarà compensato dall’Azienda, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, attraverso un impegno economico di quasi undicimila euro.

Asp. Ottanta dirigenti medici e cento collaboratori professionali escono dal precariato

Una corposa trance di stabilizzazioni potenzia gli organici dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Ottanta dirigenti medici e cento collaboratori professionali escono dal precariato.Sono stati convocati presso la Cittadella della salute del viale della Vittoria per sottoscrivere il contratto di lavoro a tempo indeterminato e realizzare quello che, a detta di molti, può considerarsi un traguardo storico. Una nuova ondata di stabilizzazioni, deliberata con una serie di provvedimenti dalla Direzione strategica dell’Asp ha reso infatti possibile l’assunzione a tempo indeterminato di ottanta dirigenti medici e ben cento collaboratori professionali di vari profili sanitari che, dopo anni di lavoro scanditi da ripetuti rinnovi di incarichi per periodi circoscritti, escono finalmente dal precariato. Per ciò che riguarda il personale medico, si tratta di 4 oncologi, 6 medici di medicina interna, 4 patologi clinici, 3 urologi, 2 chirurghi vascolari, 2 otorinolaringoiatri, 1 neurologo, 4 pediatri, 2 neonatologi, 2 ortopedici, 8 ginecologi, 7 psichiatri, 2 nefrologi, 2 anestesisti e rianimatori, 8 cardiologi, 2 medici di medicina trasfusionale, 7 di chirurgia d’accettazione ed urgenza, 6 di medicina fisica e riabilitativa, 7 di chirurgia generale, 1 di medicina nucleare. A completare la procedura di reclutamento prevista dal comma 1 dell’articolo 20 del decreto legislativo 75 del 2017, il cosiddetto “decreto Madia”, anche 62 infermieri, 15 tecnici di laboratorio biomedico, 13 farmacisti, 6 ostetriche, 3 tecnici sanitari di radiologia medica ed un tecnico di neurofisiopatologia. La nuova, massiccia assunzione a tempo indeterminato consente di coprire quasi il 50% del fabbisogno triennale 2018-2020 di personale ed è destinata a non fermarsi visto che, nelle prossime settimane, ulteriori stabilizzazioni saranno portate a compimento ai sensi del comma 2 dello stesso articolo di legge. Il restante 50% circa dei posti disponibili verrà attribuito attraverso le procedure di mobilità già deliberate, pubblicate in GURS e in fase di pubblicazione in GURI. Se tutti i posti disponibili non saranno coperti attraverso la mobilità, verranno attivati nuovi concorsi per accesso dall’esterno. Oltre a consentire l’uscita dal precariato del personale interessato, l’iter appena concluso ha sortito l’effetto di evitare gravi criticità presso i reparti ospedalieri dove i sanitari stanno prestando servizio. I vari professionisti avrebbero infatti potuto lasciare le strutture agrigentine per assumere nuovi incarichi presso altre aziende sanitarie dove sono in corso analoghe procedure concorsuali di reclutamento di personale. La direzione aziendale, dopo aver acquisito la disponibilità dei professionisti a continuare a esercitare il proprio mandato presso l’Asp di Agrigento, ha in diversi casi avviato, come previsto dall’Assessorato Regionale della Salute in una recente circolare, un virtuoso esempio di dialogo interistituzionale con le varie aziende. Ciò ha consentito ai sanitari di esercitare il loro diritto di scelta rimanendo nel territorio provinciale e continuando ad assistere i pazienti agrigentini.

In attesa della conclusione delle procedure di stabilizzazione indette ai sensi del comma 2 dell’art. 20 della legge Madia e delle procedure di assunzione attraverso mobilità da altre aziende pubbliche, sono stati indetti bandi per acquisire personale in comando, i cui termini di presentazione delle domande sono già conclusi, che porteranno a breve un ulteriore contributo professionale alla sanità della provincia di Agrigento.

Morte sospetta di un giovane empedoclino

La morte di un giovane empedoclino di 29 anni è stata annunciata dai suoi cari sui social network. In un post pubblicato da un cugino del giovane scomparso, scrive di una broncopolmonite curata al Policlinico di Palermo ma che, durante la degenza in ospedale, forse a causa delle difese immunitarie basse, avrebbe contratto una non precisata patologia che secondo il parente, sarebbe stata trasmessa da un paziente straniero ricoverato nella stessa stanza. Una pubblica denuncia che quindi solleva dei dubbi sulla morte del giovane agrigentino che era abbastanza conosciuto a Porto Empedocle.

IL Buccheri La Ferla di Palermo celebra i “30 anni di accoglienza alla vita”

“30 anni di accoglienza alla vita”. Un congresso sulle patologie ostetriche organizzatodall’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo in vista del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
dell’ospedale. Per l’occasione, l’Unità Operativa Complessa di ostetricia e ginecologia, diretta dalla dott.ssa Maria Rosa D’Anna ha organizzato un congresso dal titolo: “Multidisciplinarietà e Patologie ostetriche”.

Atteso dagli specialisti è l’incontro di domani, 17 Maggio, presso il San Paolo Palace diPalermo (dalle ore 9,00 fino alle ore 18,30).
Da parecchi anni, l’Unità Operativa di Ostetricia è il primo punto nascita della Sicilia con circa 2500 parti l’anno, 67 mila nel corso dei 30 anni.

In occasione del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
– dichiara la dott.ssa D’Anna -abbiamo pensato di organizzare un evento  scientifico che propone temi di patologia ostetrica con i quali quotidianamente ci confrontiamo, oltre ad una serie di progetti inerenti la specialità, che stiamo portando avanti, nell’intento di migliorare i risultati della salute materno-feto-
neonatale. Nelle varie sessioni – continua –  saranno presentati casi clinici commentati da un diversi esperti e saranno esposte le linee guida attuali e gli studi in corso sull’argomento. Ogni professionista deve conoscere le azioni da svolgere, in quale sequenza ed in quali tempi. Occorre standardizzare il più possibile i processi per condurre una assistenza puntuale, precisa ed aderente alle procedure ed alle linee guida. In ambito di emergenze ostetriche oltre alla simulazione il confronto clinico fra diversi professionisti rappresenta – conclude – una grande risorsa”.

Conferenza dei sindaci su piano rimodulazione rete ospedaliera provinciale

Sindaci, amministratori e dirigenti medici della provincia hanno preso parte oggi pomeriggio, su iniziativa del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, all’incontro periodico, previsto dalla Conferenza dei Sindaci, per la definizione del Piano di rimodulazione della Rete provinciale ospedaliera ad opera della Regione Siciliana. All’incontro era presente il Presidente della Commissione legislativa parlamentare alla salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo e la Dirigente dell’Assessorato Regionale alla Sanità, Lucia Lisacchi.Nei numerosi interventi sono state evidenziate le criticità dei vari territori in materia di sanità e funzionamento di ospedali e guardie mediche ma sono state avanzate anche numerose proposte. “L’incontro di oggi  – ha dichiarato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – è stato un utile confronto sulle condizioni funzionali dei presidi ospedalieri della provincia in vista del nuovo Piano di Rete ospedaliera regionale come l’efficientamento dei pronto soccorso dell’agrigentino, come pure il necessario rafforzamento dei posti letto. Consegneremo all’Assessorato Regionale – ha concluso Firetto – una bozza con le richieste di modifica”. 

Gravi carenze igienico-sanitarie legate all’abbandono indiscriminato dei rifiuti. L’Asp prende posizione

Decisa presa di posizione da parte del servizio igiene ambienti di vita dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento contro le gravi carenze igienico sanitarie che si stanno registrando in buona parte del territorio provinciale come conseguenza di una diffusa inciviltà legata all’abbandono indiscriminato di rifiuti di ogni genere. Con una nota diretta ai sindaci della provincia e ai commissari SSR ATO 11 dei Distretti Agrigento Est e Ovest, Vittorio Spoto, responsabile del Servizio afferente al Dipartimento di prevenzione Asp, evidenzia le notevoli criticità che rischiano di compromettere la salubrità di intere zone e che assumono ulteriore rilevanza con l’approssimarsi della stagione estiva e delle alte temperature. Pur plaudendo all’attivazione delle procedure per l’istituzione del servizio di raccolta differenziata che certamente costituiscono una decisa miglioria rispetto al precedente sistema di raccolta la nota mette comunque in luce diverse problematiche cui è assolutamente necessario porre rimedio. “Duole constatare – si legge in un passaggio – che una procedura in teoria migliorativa, si è trasformata, nei fatti, in un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie dei comuni. Ci si riferisce, nello specifico, al censurabile fenomeno di abbandono dei sacchetti di rifiuti che in alcune zone assurge alle dimensioni di discarica incontrollata”. Da qui la richiesta di intensificare le azioni di controllo e prevenzione già in corso: “si chiede pertanto agli organi in indirizzo, ciascuno per quanto di specifica competenza, di porre in essere ogni iniziativa utile a garantire il rispetto delle procedure già codificate per la raccolta differenziata e la repressione di ogni minima forma di abbandono in luogo pubblico dei rifuti”.

L’assessore Razza promette 2,5 milioni per la sanità agrigentina

Ammontano a 2,5 milioni di euro i fondi destinati dalla Regione siciliana per la sanità agrigentina. I numeri sono stati resi noti dall’assessore alla Salute, Ruggero Razza, incontrando la stampa durante l’inaugurazione del nuovo pronto soccorso all’ospedale Civico di Palermo.

L’assessore ha annunciato fondi complessivi di 30 milioni di euro destinati dalla Regione siciliana per la sanità nell’Isola. Di questi 26 milioni di euro sono investimenti già autorizzati e più di 4 milioni per la rete radio 118 e 113. alla provincia di Catania saranno destinati 6,4 milioni, poi 4,9 milioni di euro per Palermo, 3 milioni per Trapani, 2,5 milioni per Agrigento, 2,4 milioni per Siracusa, 2,3 per Messina, 1,8 milioni per Ragusa è un milione per Enna.

Frattura al femore e “cure sbagliate”, chiesti 500 mila euro all’Asp

Chiesto una maxi risarcimento da oltre 500 mila euro all’Asp di Agrigento per presunte cure mediche errate a seguito di una frattura al femore destro provocata da un incidente stradale nel 2009.

E’ stata infatti presentata una istanza di risarcimento per “responsabilità da colpa medica consequenziale alle ritenute errate cure ricevute”. L’Ente si è costituita in giudizio.

“Il fumo brucia il cuore”: una singolare installazione artistica alla Cittadella della salute

Una grossa sigaretta che schiaccia e danneggia un cuore bruciandone irreparabilmente la superficie. Si presenta così una singolare installazione artistica collocata, su iniziativa dell’Unità di educazione e promozione della salute Asp, proprio all’ingresso del padiglione che ospita la Direzione generale e la sede legale dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Donata dalla ditta “Organize” di Palermo, l’opera trae spunto da alcune recenti ricerche scientifiche che dimostrano che, anche una sola sigaretta al giorno, rappresenta un elevato rischio di insorgenza di patologie cardiache.