Siculiana (Ag). Barcone di migranti arriva sulla spiaggia di c.da “pietre cadute” i bagnanti: erano scortati dalle autorità

Un altro barcone è giunto all’ora di pranzo con il suo carico di essere umani, questa volta è accaduto sulla spiaggia “pietre cadute” sempre in territorio di Siculiana. Una settantina di giovani nord africani, che dalle testimonianze raccolte tra i bagnanti presenti, sarebbero stati osservati a vista da un’imbarcazione delle autorità marittime, nonostante la “scorta” però i migranti, sempre secondo alcuni testimoni, sono scesi liberamente in spiaggia per poi dileguarsi. Le forze dell’ordine, sarebbero giunte sull’arenile dopo circa 90 minuti lo sbarco che è anche stato documentato con gli smartphone dalle persone presenti in spiaggia. Estese poi le ricerche, una quindicina di migranti sono stati intercettati ed accompagnati presso la caserma stazione Carabinieri di Siculiana, mentre le fiamme gialle hanno sequestrato alcuni zaini abbandonati in spiaggia.

A Siculiana Marina l’ennesimo sbarco di migranti

Ennesimo sbarco di migranti ieri lungo le coste agrigentine, nel pomeriggio a Siculiana Marina, sulla spiaggia antistante il camping “Le Canne”. Un barcone in legno, lungo una decina di metri con una cinquantina di persone a bordo è giunto in prossimità dell’arenile, scene simili a quelle registrate in passato con i migranti in fuga e l’imbarcazione abbandonata alla deriva con il motore ancora acceso e l’avvio delle ricerche dei migranti delle forze dell’ordine. In serata, alla caserma dei Carabinieri di Siculiana, erano in 17 quelli individuati e trasferiti in una struttura di accoglienza di Trapani, tra loro anche una donna e un uomo per il quale si è reso necessario il trasporto in Ospeale per accertamenti sanitari. Il gruppo dei migranti, provenienti dalla regione del Maghreb, è arrivato a Siculiana in buone condizioni di salute, alcuni addirittura senza i segni della lunga e rischiosa traversata, circostanza quest’ultima che potrebbe rafforzare l’ipotesi di un traffico di migranti legate alla presenza di grandi navi madri che dalle coste africane si muovono, cariche di essere umani, verso l’Italia, giunti a pochi chilometri dalla costa poi, il trasbordo su piccole imbarcazioni che arrivano a destinazione.

Sbarchi fantasma. Grasso: “terroristi sui barconi? Solo un’ipotesi”

“Non si possono fare ipotesi sulla possibile appartenenza dei migranti ‘fantasma’ che sbarcano sulle coste siciliane a cellule islamiche. Vanno tutti identificati e il controllo c’è. Non si può creare un fenomeno su una ipotesi”.

Lo ha detto – secondo quanto riferisce l’Ansa – il presidente del Senato Pietro Grasso a margine delle commemorazioni organizzate nell’anniversario dell’uccisione dell’imprenditore Libero Grassi.

“Noi sappiamo se il Paese ha retto sotto il profilo della prevenzione. – ha aggiunto – Siamo fiduciosi che i controlli che si fanno durante gli sbarchi possano evitare infiltrazioni di qualsiasi tipo. E poi non vedo la figura del terrorista che rischia di morire durante la traversata. Se deve morire, secondo la loro ottica deviata, deve morire gloriosamente”. Grasso, parla dell’Italia, del rischio attentati in Italia. “Come tutti i paesi dell’Europa – dice – siamo un obiettivo. Finora, per fortuna, non siamo stati bersaglio del terrorismo islamico. E non possiamo che essere soddisfatti di questo risultato”.

“Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, 4 fermi ed un arresto

4 sudanesi fermati e un tunisino arrestato, l’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e reingresso in Italia nonostante i decreti di espulsione. Mercoledì scorso, la Squadra Mobile ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto due sudanesi di 23 e 20 anni , entrambi erano sbarcati, il giorno prima, a Porto Empedocle, assieme ad altri 97 migranti. “Il provvedimento si è reso necessario – scrivono dalla Questura – alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti a loro carico, poiché indiziati, in concorso, del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e del fondato pericolo di fuga”.

Giovedì, sempre i poliziotti della Mobile, ad Agrigento, hanno arrestato un tunisino di 20 ritenuto responsabile del reato di reingresso illegale nel territorio nazionale attraverso la frontiera marittima di Lampedusa nel corso dello sbarco registratosi sull’isola il 22 agosto. Un rientro fatto dal ventenne che era già “gravato” da un decreto di espulsione emesso dal prefetto della provincia di Brescia nel settembre dello scorso anno.

Ieri, poi, i poliziotri hanno eseguito, d’iniziativa, il fermo di indiziato di delitto per altri due sudanesi di 20 e 19 anni: lo scorso 14 luglio avrebbero effetto il trasporto illegale di 129 migranti dalla Libia verso l’Italia, procurando a tutti l’ingresso illegale in Italia, attraverso la frontiera marittima di Lampedusa.

Siculiana. Sbarco di migranti a Torre Salsa

Nell’arco di 24 ore, due barconi carichi di migranti sono giunti sulle coste agrigentine, dopo lo sbarco di Punta Grande un’altra imbarcazione lunga 11 metri è approdato sul litorale di Torre Salsa a Siculiana. Il barcone era stato avvistato al largo da un peschereccio che aveva allertato la Capitaneria di Porto. Due motovedette della Guardia Costiera avevano raggiunto il barcone dei migranti che però è riuscito a dileguarsi. Giunti sulla terraferma, un nutrito gruppo di persone, circa 90, probabilmente provenienti dai paesi del Nord Africa, dopo essersi liberati di indumenti bagnati e di quant’altro avrebbe reso difficile la fuga, hanno cercato di dileguarsi in fretta, una quarantina però, sono stati subito rintracciati dalle forze dell’ordine, l’imbarcazione utilizzata nella traversata è stata sequestrata.

Sbarchi fantasma nell’agrigentino, Procura avvia indagine

La procura di Agrigento ha avviato un’indagine su quelli che sembrano essere “sbarchi fantasma” sulle coste agrigentine. A testimoniare il fenomeno sono barche arenate e documenti d’identita’ in arabo sulla sabbia. Nell’agrigentino i migranti arrivano senza essere avvistati e si disperdono nell’entroterra prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. L’ultimo ritrovamento e’ quello del documento di un cittadino tunisino nei pressi di un’imbarcazione spiaggiata nella Riserva naturale di Torre Salsa. Piccoli natanti eludono i controlli e il monitoraggio del nucleo Ricerca e Soccorso della Guardia Costiera. Gli inquirenti cercheranno di capire come, chi stabilisca le rotte e si vi siano complicita’ da terra. Sono sei i pescherecci, di diverse dimensioni, al momento si trovano arenati sul bagnasciuga delle coste agrigentine. Per uno di loro e’ stata gia’ disposta la demolizione. Le imbarcazioni vengono utilizzate da migranti dell’area del Maghreb e in alcuni casi gli arrivi sono stati filmati e fotografati da bagnanti presenti in spiaggia. Buona parte degli sbarchi pero’ avviene di notte. Durante l’ultimo sopralluogo degli investigatori e’ stato ritrovato un documento di identita’ di un ragazzo tunisino, classe 1994 su cui si stanno svolgendo i necessari approfondimenti. E, intanto, anche Save the Children sospende i soccorsi ai migranti nel Mediterraneo. Le decisioni sono determinate dalla volontà della Libia di istituire una zona Sar, “limitando l’accesso delle Ong in acque internazionali” . “Ci troviamo costretti a questa decisione a causa della mutata situazione di sicurezza nel Mediterraneo”,si legge in una serie di tweet “non possiamo più continuare il nostro lavoro, non possiamo garantire la sicurezza degli equipaggi”, “l’espansione delle acque territoriali libiche e le minacce alle Ong non ci lasciano altra scelta”.

Sequestro Iuventa, Mons. Montenegro: ” attenzione a fare di tutta un’erba un fascio”

Dopo il sequestro di Iuventa e l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico dell’organizzazione tedesca, adesso si ragiona sull’opportunità del codice di comportamento. L’arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas italiana, mons. Francesco Montenegro parla su Repubblica. ” Se la Ong tedesca davvero ha agito nel modo che viene detto si troverà sola. Nessuno avallerà le sue scelte-ha detto-. Ma attenzione a fare di tutta un’erba un fascio. Non è giusto che per colpa di uno la “nuvola di Fantozzi” ricopra tutti”. Mons. Francesco Montenegro aspetta “che le autorità facciano le loro indagini prima di esprimere un giudizio definitivo”. Ma, pur riconoscendo che non possono essere in nessun modo condivise le eventuali azioni concordate fra trafficanti e Ong, invita “a riflettere e a non imporre codici di comportamento che non in tutto e per tutto possono essere accettati”. “Alcune cose non vanno a mio parere- ha contiuato don Franco-. Diverse Ong lavorano egregiamente pur senza aver mai previsto l’uso di armi a bordo. Questa regola, se dovesse passare, va contro la nostra deontologia. Credo che avremmo il diritto di imporre un’obiezione di coscienza in merito. Ci sono cose, insomma, sulle quali occorre forse riflettere meglio”. Nel 2013 la visita di Papa Francesco a Lampedusa, da allora sembra che poco o niente sia cambiato in tema di immigrazione e per mons. Montenegro il motivo, forse, è la paura. “Un africano che arriva coi barconi- ha detto- ci spaventa mentre un africano che arriva per giocare a calcio lo accogliamo e lo paghiamo anche. È un controsenso. Nel 1950 si disse che ci sarebbe stato questo esodo ma nessuno pensò di fare nulla. Nel 2050 troveremo le nostre case vuote e rimpiangeremo di non aver favoritoun’effettiva accoglienza. Chi le occuperà? Il 2050 è vicino, non è lontano. Oggi purtroppo continuiamo a creare il nuovo riproponendo il vecchio. Riproponiamo muri e reticolati anche se la storia dice che sono stati inutili, tant’è che li abbiamo abbattuti”.

Agrigento. Sbarco di migranti sulla spiaggia di Drasy

Due barconi in legno e il loro carico di uomini, dal nord Africa si sono spinti fino alle coste agrigentine, un viaggio carico di speranza, uno dei tanti che spinge milioni di uomini e donne a mettere in gioco la propria vita pur di fuggire dai paesi d’origine. Ed ecco quindi che ieri sera, due imbarcazioni, eludendo i controlli, sono riuscite ad approdare sull’arenile della spiaggia di Drasy, nei pressi di Punta Bianca. Non precisato il numero delle persone a bordo, sulla sabbia i vestiti bagnati usati durante la traversata e le buste di plastica che probabilmente contenevano gli abiti asciutti indossati dai migranti al loro arrivo. Uno scenario non nuovo, che però ritorna sulle nostre coste dopo un lungo periodo di tregua. Del gruppo di persone arrivate, sicuramente anche delle donne, come testimoniato da alcuni indumenti lasciati in spiaggia e da un paio di ballerine. Scesi dai barconi di circa 7 metri di lunghezza, prima il sabotaggio dei motori, per renderne così inutile ogni riutilizzo, e poi, alla luce della luna, il cammino per le campagne, lasciandosi alle spalle quel mare spesso insanguinato. Dei passanti li avrebbero notati vagare in strada e da qui la segnalazione al 113. Sul posto, personale della Polizia e della Guardia Costiera. In 11 sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine, una donna è stata anche trasferita in ospedale. A bordo delle imbarcazioni, ci sono ancora le taniche di carburante. Le persone rintracciate sono state accompagnate ad Agrigento nella caserma “Anghelone” della Polizia di Stato per l’avvio dell’iter di identificazione.

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