Continue bonifiche di discariche in via Gioeni: nuovamente in pessime condizioni

E’ una guerra impari quella che si combatte ad Agrigento fra gli operatori ecologici delle ditte del Raggruppamento di imprese che hanno in appalto il servizio di igiene ambientale, Iseda, Sea e Seap e gli incivili che continuano ad agire in barba a qualsiasi disposizione e senso civico.

La parte a sud della Via Gioeni, dove insiste un’area incolta poco prima dell’incrocio con la via XXV aprile, si è nuovamente trasformata in pochi giorni, in una nuova discarica abusiva di ogni genere di rifiuti.

Solo pochi giorni addietro, gli operatori ecologici avevano bonificato l’area raccogliendo sacchetti di spazzatura lasciata ai bordi della strada, appesi alla recinzione metallica o lanciati oltre le staccionate di legno che delimitano alcune zone pericolose.

Tutti i cittadini – fa appello l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – devono essere coinvolti in questa battaglia contro l’inciviltà, affiancando il Comune e le imprese per fare in modo che la situazioni migliori. Tutti noi dobbiamo controllare e segnalare episodi di malcostume e non voltarci dall’altra parte quando siamo testimoni di questa mancanza di senso civico”

Via Favignana, i residenti “aspettano”

Nell’ultimo anno la situazione è peggiorata ma da circa 15 anni il costone di via Favagnina, a Monserrato, perde pezzi. Lo socrso 27 febbraio un boato avvertito dagli abitanti della zona, un’altro pezzo era andato giù. Le 7 famiglie della palazzina al civico numero 5 hanno dovuto lasciare gli appartamenti . Rientrati dopo due settimane a seguito dei sopralluoghi della Protezione Civile Regionale che aveva garantito la stabilità dell’immobile. Da allora si attendono risposte, tutte legate ad un finanziamento in Via d’urgenza. “Urgenza che sembrerebbe stentare a trovare soluzione considerato il silenzio assordante attorno alla vicenda”, interviene così il consigliere comunale di Agrigento, Marco Vullo che torna a sollecitare l’amministrazione di Palazzo dei Giganti e gli organi Regionali dell’Assessorato Territorio ed Ambiente e della Protezione Civile, chiedendo un’azione immediata per la messa in sicurezza del costone franoso che minaccia il complesso di palazzine in via Favignana compresa la Chiesa di San Lorenzo. “Si attendono ancora risposte- scrive Vullo- che qualcuno batta un colpo, prima dell’arrivo delle piogge e prima che la situazione precipiti di nuovo e ci scappi la tragedia. Continuano a verificarsi anche se lentamente ulteriori piccoli cedimenti, così mi continuano a riferire i residenti che non sono per nulla tranquilli e si sentono abbondonati dalle istituzioni. Non si può più aspettare, non c’è tempo da perdere, occorre intervenire – osserva ancora il consigliere del gruppo “Uniti per la Città” – serve una seria accelerazione dell’iter da parte degli Enti che, a vario titolo, risultano interessati all’emergenza, in modo da rendere esecutivo il progetto di consolidamento e da reperire i relativi fondi, necessari a realizzare le opere”.

Comune Agrigento: “potenziate le scerbature”

“Sono in corso da giorni, le scerbature in vari punti della città e delle periferie”. Ne da comunicazione il comune di Agrigento che continua: “Dopo il Lungomare e le zone di San Leone, ora le squadre di scerbatori sono al lavoro al Villaggio Peruzzo. Si tratta di quattro squadre, composte in prevalenza da netturbini, che da mercoledì 2 maggio, raddoppieranno, su disposizione dell’Amministrazione. Una vera e propria “task force” composta da otto squadre di scerbatori, dunque, che per un mese sarà impegnata a pieno ritmo, nelle scerbature, in tutto il territorio cittadino. Nelle immagini, gli operai al lavoro al Villaggio Peruzzo. “

Agrigento, nuovo centro di accoglienza? Comitato chiede risposte

Avrebbero visto una impresa pulire la struttura , in via Giovanni XXIII ad Agrigento, dove da qualche tempo sono puntati i riflettori perchè si teme la nascita di un nuovo centro di accoglienza. L’apertura del centro d’accoglienza, per immigrati minorenni non accompagnati, a Porto Empedocle ha nuovamente messo in allarme gli agrigentini che, da qualche tempo, si sono riuniti in un comitato.  “Alla luce della recente e repentina apertura del centro di Porto Empedocle, avvenuta a quanto pare all’insaputa di tutti, – scrivono dal comitato – si chiede che il sindaco, il prefetto e l’assessore al ramo, Gerlando Riolo, diano notizie ufficiali su eventuali richieste di nullaosta pervenute da uffici regionali, relativamente all’apertura di nuove strutture che insisterebbero ancora sul nostro territorio”. “Non tollereremo di essere presi in giro dalla nostra amministrazione” – hanno concluso dal comitato cittadino – . E, nel frattempo, a Porto Empedocle la tensione rimane alta dopo l’apertura “a sorpresa” del nuovo centro di accoglienza in via Roma. I commercianti si dicono pronti a scendere in piazza e hanno organizzato una riunione proprio per organizzare la protesta. L’attuale coordinatore del comitato dei commercianti di via Roma, Alfonso Lazzara, dopo che ignoti hanno imbrattoato la porta del suo negozio con escrementi , lascerà l’incarico ad un collega che sarà nominato nelle prossime ore.”Non abbiamo avuto più alcuna interlocuzione con le istituzioni, in primo luogo con la Prefettura – afferma Lazzara al quotidiano La Sicilia – per non parlare della giunta e del Consiglio comunale che, facendosi la guerra, dimostrano di non essere nelle condizioni di affrontare e risolvere la questione”.

Giovane aggredita da un cane a Montevago

Continuano ad arrivare notizie che raccontano di aggressioni di cani randagi. L’ultimo episodio arriva da Montevago dove una giovane 20enne è finita al pronto soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca dopo che è stata morsa proprio da un cane randagio. La giovane è stata azzannata da un grosso cane ad un braccio ed all’addome ed i medici hanno dovuto darle diversi punti di sutura. La 20enne è finita per terra ed è stata salvata dal provvidenziale intervento di un militare della Guardia di finanza.  La polizia municipale sta effettuando i controlli per cercare di ritrovare l’animale. Non sono poche le segnalazioni che arrivano alla nostra redazione di gruppi di cani randagi che circolano liberamente per diversi comuni dell’agrigentino. Il territorio sta facendo i conti da troppo tempo col problema del randagismo. La gente è stanca e chiede a chi di competenza di risolvere il problema.

Randagi inseguono e tentano di azzannare due dodicenni

Chi percorre il villaggio Mosè di Agrigento spesso si trova davanti numerosi cani randagi. Diverse nel tempo sono state le aggressioni. Ieri due dodicenni sono riusciti a mettersi in salvo. Gli animali li hanno seguiti ed hanno cercato più volte di azzannarli. I ragazzini sono riusciti a mettersi in salvo salendo sul tetto di un’autovettura lasciata parcheggiata sul ciglio della strada. Lo ha raccontato oggi il quotidiano La Sicilia.

Lanciato l’allarme, sono poi intervenuti i responsabili degli uffici che si occupano di randagismo. Se i protagonisti della vicebda non fossero stati i 12enne che habno avuto la prontezza di salire sul tetto di un’auto ma una mamma con tanto di figli al seguiro o qualche anziano la vicenda, di certo, si sarebbe chiusa diversamente. Più volte il nostro tg ha raccontato di aggressioni e del fenomeno randagismo ma, purtroppo, niente sembra essere cambiato. Il randagismo in molti centri della provincia agrigentina è divenuta una vera e propria piaga rispetto alla quale, tuttavia, i Comuni sembrano non poter fare molto vista la poca presenza di strutture adeguate. Ad Agrigento esiste solamente una struttura non ancora completata in contrada Consolida che, comunque, servirà solo come rifugio sanitario per un limitato numero di animali: qui potranno essere solamente medicati, chippati e sterilizzati. Per la gestione del servizio vero e proprio l’Ente ha realizzato un bando da 250mila euro appaltato alla Sigma Srl di Siculiana. A queste somme si sono aggiunte, per l’anno 2016, oltre 108mila euro liquidate all’Enpa per la gestione del canile di contrada Ciavolotta dove sono ospitati un’ottantina di animali. Struttura che lo stesso Ente aveva giudicato non adeguato per ospitare tutti i cani che lì erano presenti da anni e che, nel frattempo sono stati inviati in Campania per essere ospitati da una società . In tutto sono mille i cani randagi ospitati tra rifugi e canili ad Agrigento, Siculiana, Licata, Ribera, Sciacca e Santa Margherita. Ma queste strutture non bastano e a confermarlo è la vera e propria invasione di randagi.

Agrigento. “Chi detta le regole è anche tenuto a rispettarle”? l’indignazione di un cittadino

“Chi detta le regole secondo voi è anche tenuto a rispettarle”? Questa è stata la domanda postaci telefonicamente da un cittadino di Agrigento, una chiamata insolita che anziché aprirsi con i convenzionali saluti è iniziata con l’interrogativo a cui comunque abbiamo risposto con un secco SI. Subito dopo però il cittadino ci ha spiegato l’oggetto della sua segnalazione. Lo stesso, ha documentato una singolare vicenda accaduta nei giorni scorsi al cimitero comunale “Bonamorone” di Agrigento dove, lungo i viali, è assolutamente vietato entrare in automobile. Divieto che però, secondo quanto segnalatoci, non è valido per tutti. Una macchina del comune infatti, è stata immortalata in sosta tra le sepolture. Un comportamento quello del dipendente conducente dell’auto, che ha fatto indignare il cittadino che ha considerato il gesto come una mancanza di rispetto, non solo per i cittadini ma anche per gli stessi defunti che vi riposano. Lo stesso, tramite la redazione di Agrigento TV, da sempre cassa di risonanza dei problemi cittadini, chiede al Comune di Agrigento di rispettare le regole e di mettere in atto, realmente, l’assunto che figura in tutte le aule di tribunale, ovvero quello che recita “La legge è uguale per tutti”.

 

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