Uil: “strade provinciali, vogliamo capire i tempi per la messa in sicurezza”

La Uil di Agrigento continua a farsi sentire sul difficile nodo della viabilità stradale e in particolar modo sulle arterie di competenza provinciale che “da troppi anni – dice il segretario provinciale, Gero Acquisto- non hanno visto una manutenzione ordinaria e straordinaria per quanto concerne i lavori di ripristino e di messa in sicurezza, con i risultati pessimi che hanno portato a chiusure continue in importanti aree del territorio.

Adesso qualcosa comincia a muoversi, dallo sblocco dei fondi del Patto per il Sud ai 90 milioni di euro che l’Assessorato regionale all’infrastrutture ha destinato al libero di Consorzio di Agrigento per ripristinare un bel numero di strade che sono in condizioni indegne. Il nostro sollecito non può che andare agli organi preposti per bandire e mettere a gara l’iter progettuale per accelerare con la cantierizzazione delle opere che sono di vitale importanza per la nostra provincia e ridare dignità provinciale.”

Uil: “Finalmente si fa chiarezza sulla somministrazione illecita e gli appalti”  

La Uil di Agrigento interviene, con Gero Acquisto e Roberto Migliara dell’Ufficio Vertenze, dopo le verifiche che sta effettuando l’Ispettorato Regionale del Lavoro in Sicilia attraverso una task force, compreso il territorio agrigentino, che sta procedendo al’accertamento della natura legale delle cooperative che usufruiscono di agevolazioni nelle assunzioni dei lavoratori che vengono ceduti attraverso somministrazioni fittizie di appalti o servizi in ogni comparto produttivo. Acquisto e Migliara affermano: “Finalmente qualcosa nel nostro territorio e in Sicilia comincia a muoversi sulle tutele legali e sul rispetto dei contratti di lavoro. La vigilanza è fondamentale; le cooperative che operano nel settore della logistica  e che fanno ampio ricorso ad appalti e somministrazione non hanno operato correttamente e gli ispettori del lavoro stanno mettendo a nudo queste distorsioni del sistema che, penalizzando oltremisura i lavoratori e il rispetto dei contratti di lavoro, eludono il reale costo del lavoro. Per questo l’Ufficio Vertenze della Uil è pronto ad accogliere tutte le segnalazioni e le denunce che saranno fatte nel nostro sindacato.”

Cgil, Cisl e Uil:”Ancora una volta la politica non fa squadra”

Le Segreterie Confederali agrigentine di Cgil-Cisl-Uil, rappresentate da Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto, intervengono sulla Festa dell’Autonomia Siciliana, il 72° anniversario, celebrata ieri ad Agrigento alla presenza dei massimi rappresentanti del governo regionale nella cornice della Valle dei Templi di Agrigento. I tre sindacalisti affermano: “Non è la prima volta che la politica, in manifestazioni importanti che possono essere motivo tra l’altro di confronto con le parti sociali per discutere delle difficoltà oggettive che vive questa provincia, evita di invitare i rappresentati sindacali del territorio. Dobbiamo constatare, nostro malgrado, che questo atteggiamento e questi comportamenti non premiano l’autorevolezza del governo in carica. Le tante vertenze aperte e quelle che purtroppo si stanno aprendo non trovano alcuna interlocuzione. Noi vogliamo sperare ancora una volta – concludono i tre- che da parte della politica ci sia un atto di contrizione e si passi a una nuova fase propositiva, costruttiva e ricca di risultati positivi.”

Uil Agrigento: “il Giro d’italia e l’anniversario della visita di Papa Wojtila devono essere l’inizio di un cambiamento”.

La Uil di Agrigento, interviene con il segretario generale Gero Acquisto, dopo la storica giornata di ieri che ha segnato una tappa importante per la nostra provincia che deve essere da stimolo per tutti, sia per la tappa del Giro d’Italia, anche se purtroppo funestata da un gravissimo incidente, sia per il 25° anniversario della storica visita di Papa Wojtila a piano San Gregorio ad Agrigento che è scolpita nel cuore delle coscienze per il messaggio fortissimo che ha lanciato contro la mafia e la violenza bieca che tendeva e purtroppo ancora cerca di insinuarsi nel nostro territorio. “Finalmente sono tornati i grandi eventi dopo tantissimo tempo nel nostro territorio e questo è un fatto naturalmente positivo, ma che non basta. La tappa del Giro d’Italia è la cartolina di un territorio quello agrigentino dalle enormi potenzialità che però ancora deve crescere e si trova a subire ritardi di comunicazione viaria, di servizi, di mancanza di programmazione che devono essere superati. Avere la ribalta internazionale da parte di 190 televisioni di tutto il mondo per una manifestazione seguita come il giro è una grande vetrina per la valorizzazione, la promozione e la visibilità della nostra provincia, però negli ultimi 25 anni dopo la stagione d’oro, dei mondiali di ciclismo, di off-shore e manifestazioni culturali e di spettacolo che ci stavano proiettando sulla ribalta internazionale, qualcosa si è inceppata, adesso si deve ripartire. Ci chiediamo da tempo come organizzazione sindacale, che fine hanno fatto i fondi per il Patto per il Sud che riguardano il turismo, la valorizzazione dei beni culturali, dei centri storici, dell’erosione della fascia costiera oltre che della viabilità secondaria, abbiamo sottolineato più volte che ci deve essere sinergia tra enti locali, regione e Stato Centrale, si deve accelerare e si deve individuare subito perchè finora ci sono stati questi ritardi. Infatti la Uil agrigentina ha sempre dimostrato di essere pronta al dialogo. Il turismo è la prima fonte di crescita per i nostri comuni. Fa riflettere ancora come mai con una fascia costiera stupenda, solo le spiagge di Menfi si aggiudicano le bandiera blu, abbiamo altri posti incantevoli ma ancora indietro come servizi.

Ci vuole una programmazione seria e dei progetti che siano credibili per dare impulso al turismo, i servizi oggi fanno la differenza e le occasioni date dai finanziamenti vanno utilizzate e spese in tempi brevi e correttamente.

Agrigento può ancora uscire dall’ isolamento,abbiamo le possibilità di farlo ma dipende da tutti i soggetti in campo:politici, sociali ed economici per dare un cambio di passo.

Ecco perché l’anatema dei vescovi di ieri ad Agrigento dopo il discorso di Papa Wojtila contro la mafia e la sopraffazione è sempre attuale ed è caposaldo per i tantissimi cittadini siciliani onesti e che credono nei valori di giustizia, legalità e crescita sana della società”.

Da USB Vigili del Fuoco un “piano di lavoro” per Lampedusa

È stata una festa non fine a se stessa quella che lo scorso primo maggio si è svolta a Lampedusa dove il coordinamento nazionale dell’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco e il collettivo Askavusa sono scesi in piazza per rivendicare i diritti universali dell’uomo e per rilanciare l’immagine dell’Isola agrigentina.

Da troppi anni – dicono dall’USB – l’isola di Lampedusa viene usata per creare emergenze o mettere in scena retoriche ed immagini che vanno a giustificare ed alimentare politiche di sfruttamento, reclusione, disumanizzazione.

Lampedusa – aggiungono dall’organizzazione sindacale – è luogo fondamentale per la pesca mediterranea, rifugio per chi naviga, meta turistica e oasi di pace da smilitarizzare”.

Durante la manifestazione è stato presentato il piano del lavoro per Lampedusa, si tratta di un documento programmatico che tra le priorità vede, intanto garantire i diritti dei lavoratori, eliminare definitivamente la militarizzazione dell’isola e garantire delle adeguate politiche di salvaguardia dell’ambiente.

Tutti temi quest’ultimi affrontati dal responsabile del coordinamento nazionale USB Vigili del Fuoco Costantio Saporito che sul palco allestito nella principale piazza dell’isola ha rivendicato i diritti di Lampedusa e dei suoi abitanti.

Gli organizzatori hanno anche voluto parlare di un “ponte” ideale che da Lampedusa collega Reggio Calabria dove il primo maggio è stato dedicato ai braccianti agricoli e Catania che ha dedicato la ricorrenza alle problematiche della Palestina.

Una unione di luoghi volta a restituire dignità a Lampedusa affinché quest’ultima diventi luogo di pace e dialogo tra i popoli.

Uil Agrigento: “Vedremo nei fatti questa finanziaria regionale”

La Uil di Agrigento interviene con il Segretario Generale Gero Acquisto dopo l’approvazione da parte del Parlamento siciliano della finanziaria regionale “Non vogliamo dare dei giudizi affrettati e definitivi ma anche questa finanziaria approvata allo scadere del gong nella notte del 30 aprile di primo acchito non ci sembra per nulla rivoluzionaria e incentrata a un percorso di rilancio economico e sociale per gli isolani. Molti hanno parlato di questa finanziaria come “marchettificio” o assalto alla diligenza, noi non riusciamo a capire bene quale percorso potrà intraprendere e quali migliori e vantaggi troveranno concretamente le tante categorie che aspettano risposte, come i tanti inoccupati soprattutto giovani sempre più tentati dopo il fallimento di Garanzia Giovani, di lasciare la Sicilia. E’ vero che qualche segnale positivo c’è per l’aumento dei fondi per i disabili gravissimi e gravi, finalmente ci siamo allineati ad altre regione più virtuose, ma sulle politiche di investimento per le imprese e gli aiuti alle famiglie ancora c’è molto da fare. In questa finanziaria sono passate norme che dovrebbe chiudere la vergognosa del precariato degli enti locali con i contrattisti e gli lsu, perchè oltre le proroghe sono previste le stabilizzazioni, però adesso la politica non può più scherzare sulla pelle dei lavoratori, vogliamo capire se ci sono realmente le risorse e i comuni avranno la capacità assunzionale nelle dotazioni organiche di questa platea che comunque in molti casi regge i servizi fondamentali dei comuni e che norme alla mano nazionali e regionali possono essere assunti a tempo indeterminato. Le note dolenti purtroppo arrivano per la nostra provincia, ancora una volta ci aspettavamo di più dai parlamentari agrigentini a parte un finanziamento di 150 mila per la riapertura del Teatro Samonà di Sciacca non abbiamo letto degli interventi strutturali ed essenziali per il nostro territorio. Non capiamo ancora una volta perchè i parlamentari di questa provincia non riescono ad incidere a dispetto di parlamentari di altre province vedi Messina, Catania o Trapani che sono più fattivi. Secondo noi ci vuole maggiore concertazione con il territorio e le forze sociali, e Agrigento non può rimanere in questo perenne limbo i danni economici e la crisi qui è ancora più conclamata e pungente, bisogna intervenire presto, 37 mila residenti che hanno lasciato i nostri territori negli ultimi anni verso altre parti d’Italia e del mondo, questo è il dato più drammatico che deve far riflettere tutti”.

Contestazione di inadempienze alla Girgenti Acque, l’Ati affida l’incarico al legale: è raffica di interventi

“I sindaci si riappropriano delle loro prerogative, il governo del territorio,il 27 aprile 2018 potrebbe diventare una data storica”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cisl agrigentina, Maurizio Saia, dopo che ieri l‘assemblea territoriale idrica ha approvato l’ordine del giorno che da incarico all’avvocato Giuseppe Mazzarella di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze della Girgenti Acque. Da oggi inizia il conto alla rovescia per i cittadini della provincia di Agrigento- afferma Saia- che potrebbero in tempi brevi riappropriarsi dell’acqua.

L’atto di diffida fisserà uno o più termini nei confronti del gestore, per porre fine alle gravi inadempienze riscontrate dall’ATI e successivamente si avvieranno le procedure per la rescissione del contratto”. Per il il sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, ” è stato raggiunto un traguardo importante inseguito da anni. L’inizio dell’iter di risoluzione del contratto con i mezzi che l’avvocato Mazzarella indicherà è un punto significativo. Per una volta la politico- continua La Rocca Ruvolo-, ha ottemperato ad un obbligo rispetto a quelle che sono state le inadempienze del gestore in questi dieci anni. Puntare alla risoluzione del contratto vuol dire innanzitutto ridare ossigeno ai cittadini vessati”. Cgil e Federconsumatori chiedono “coerenza fino alla fine. Occorre cominciare a pensare al “dopo Girgenti Acque”- dicono Massimo Raso e Ilenia Capodieci- per assicurare in termini di economicità, efficienza ed equità questo fondamentale servizio ai Cittadini, salvaguardando anche gli investimenti annunciati per il rifacimento delle reti. Auspichiamo che la magistratura agrigentina possa celermente appurare le responsabilità penali e civili su questa infausta gestione.”

Uil:” ok boom di presenze ma pensiamo ai servizi”

452mila 800 sbigliettamenti. Li ha registrati il parco archeologico Valle dei templi di Agrigento. I turisti, dunque, sembra proprio si interessino sempre più alla maestosità dei templi dorici. Nei primi sette mesi dell’anno si è registrato un aumento del 25% di presenze rispetto il 2016, un trend che negli ultimi anni è più che positivo. Dati certamente positivi per la valle ma cosa accade nel centro città e a San Leone? È la domanda che si pone e pone la Uil agrigentina, con il suo segretario gererale Gero Acquisto. “Perchè – dice- non si riescono ad intercettare gli stessi visitatori fuori dal parco? Pensiamo che ancora si debba fare molto per efficentare i servizi ed essere da attrattiva per chi vuol restare ad Agrigento e dare altre opportunità ai turisti per visitare la città al fine di smuovere l’economia locale e dei comuni della fascia costiera”. La Uil suggerisce ai comuni , potenzialmente ad attrattiva turistica, di unirsi per essere competitivi anche fuori dalla Valle, soprattuto nella prospettiva di altri eventi che da qui a breve si svolgeranno ad Agrigento, tra questi la tappa del giro d’Italia 2018 e la candidatura di Agrigento Capitale della cultura italiana 2020 “che devono trovare- afferma il sindalista- la città tutta pronta per migliorare e garantire servizi che a oggi non sono ancora ottimali, dall’aumento delle corse del trasporto urbano per e verso la Valle che sono indispensabili per aumentare il flusso di turisti in città”. Gero Acquisto propone la creazione di una cabina di regia aperta alle organizzazioni sindacali e alle associazioni per guardare ad ampio raggio le carenze che si riscontrano e si dice a disponibile a qualsiasi confronto con l’amministrazione comunale agrigentina, in primis, gli albergatori e tutti gli operatori turistici.

Italcementi, i sindacati incontrano i lavoratori

Si sentono abbandonati. Sono delusi i 25 ex lavoratori dell’Italcementi che vedono esaurire ogni ammortizzatore sociale ed ogni risorsa economica. Li hanno incontrati i sindacati confederali che hanno , a loro volta, scritto al Prefetto di Agrigento. “E’ stato davvero complicato stemperare la rabbia e la tensione di questi 25 Lavoratori – dicono Cgil Cisl e Uil-. Italcementi ha deciso di riorganizzare la sua presenza nel Paese decidendo, incredibilmente, di partire dalla parte più debole dello stesso, convertendo il sito produttivo dello stabilimento di Porto Empedocle in Centro di Macinazione”.

Questo ha determinato un “esubero” di 25 unità che sono fuori ormai dal 14 Dicembre 2014.

“Esiste un accordo- continuano i sindacati- che impegna l’Azienda alla ricollocazione di 25 unità in altri Stabilimenti presenti in Italia oppure in eventuali Aziende che verranno a collocarsi nell’area non utilizzata dello Stabilimento di Porto Empedocle: ad oggi nessuno di questi impegni ha avuto una concreta attuazione!

Il massimo del risultato è stata la proroga di tale impegno al 2018. L’Azienda non può dichiarare la sopravvenuta “inidoneità” a lavorare in altri stabilimenti per dei Dipendenti che hanno una storia decennale nello stabilimento di Porto Empedocle.

L’altra aggravante è il “fattore tempo”. Sono passati quasi 3 anni dal licenziamento- tuonano i sindacati- e riteniamo utile che l’Azienda ci dica cosa c’è di concreto circa i ragionamenti fatti su un diverso utilizzo dell’Area di Porto Empedocle”.

Per tutto questo, Cgil, Cisl e Uil invitano ITALCEMENTI, il Comune di PORTO EMPEDOCLE, CONFINDUSTRIA ad un nuovo incontro per la sottoscrizione di protocollo che possa dare tranquillità agli ex dipendenti.

Agrigento. “Chiediamo il ripristino del ponte Petrusa” il coro del sit-in della CISL

Si sono dati appuntamento sul ponte Petrusa, sindacalisti, cittadini, politici e associazioni, il viadotto della Strada Statale 122 Agrigento – Favara, parzialmente demolito è interdetto da circa 6 mesi.

Nel sit – in organizzato dalla CISL, i cittadini hanno pacificamente dimostrato il proprio disappunto sulle scelte di Anas nell’avviare le opere di demolizione per poi abbandonare il cantiere del ponte che per problemi strutturali, deve essere abbattuto e ricostruito.

La non transitabilità del viadotto, lungo poco più di 100 metri, provoca notevoli disagi negli spostamenti tra i due centri, ma non solo, in c.da Petrusa si trova anche una delle più grandi case circondariali della Regione.

Per superare l’ostacolo del ponte parzialmente demolito, i fruitori della strada sono costretti a fare un giro di circa 16 km, ad accusare maggiormente i disagi sono i residenti della contrada

Oggi, dal ponte Petrusa, i manifestanti hanno chiesto a gran voce il ripristino del viadotto.

Per la cronaca, secondo quanto riferitoci recentemente da ANAS, quest’ultima società, starebbe ancora progettando l’intervento da eseguire, quindi per la consegna definitiva dell’opera, si prospettano tempi lunghi. Al sit-in odierno si è registrata anche una buona partecipazione di amministratori e consiglieri comunali di Favara e Agrigento.

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“Facciamo del 2017 l’anno del lavoro”

Sta per chiudersi il 2016 e i sindacati tracciano un bilancio. Un anno di annunci , la speranza è che il 2017 sia più concreto. “Dev’essere l’anno nel quale a quegli impegni deve seguire l’apertura dei cantieri”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cgil agrigentina, Massimo Raso che continua: “Noi monitoreremo ognuna delle opere annunciate e talloneremo ogni Ente che deve dare corso all’iter necessario. Altre risorse possono essere attivate se sapremo usare celermente e con intelligenza i fondi europei della nuova programmazione. L’edilizia è praticamente in ginocchio e realizza valori di “massa salariale” che rappresentano il minimo storico. La povertà si è allargata: siamo la provincia del “lavoro povero” e dalle pensioni povere che non superano i mille euro. La CGIL- conclude Raso- continuerà a fare la sua parte”. Gero Acquisto, segretario della Uil agrigentina, definisce il 2016 come l’anno delle emergenze dal punto di vista occupazionale. “Il nostro sistema produttivo e aziendale- afferma Acquisto- anche nel 2016 ha sofferto molto la crisi e la concorrenza degli altri paesi”.

La speranza di Acquisto è che “il 2017 segni un cambio di passo, tornerà una decontribuzione più forte per i neo assunti ma sarà difficile uscire dalla crisi, anzi quasi impossibile. Anche il sistema di protezione- afferma il sindacalista della Uil- e degli ammortizzatori sociali sarà meno garantista con la scomparsa della cassa integrazione generale e della mobilità in deroga”.

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Uil: “Il personale della nettezza urbana potrà essere spalmato”

Sembra trovare concreta soluzione la vertenza dei netturbini ad Agrigento. In circa 50 rischiano di perdere il lavoro a causa della riduzione del quinto d’obbligo. In città gli operatori ecologici sono 150 ma sembra esserci un surplus di 50 lavoratori che il comune non potrebbe permettersi. La proposta era quella di smalmare questi 50 netturbini in altri comuni dove, invece, c’è carenza di personale. Proposta che adesso si fa concreta. A darne notizia è la Uil di Agrigento che ha incontrato il Presidente della Srr. “Il personale della nettezza urbana- assicura Gero Acquisto, segretario generale della Uil agrigentina- può essere spalmato all’interno degli undici comuni”. L’incontro tra Acquisto , il segretario della Uil trasporti Nino Stella, con il presidente della Srr , si è svolto ieri e ,oltre del destino del presonale , si è discosso anche sulla gestione integrata dei rifiuti.

Abbiamo notato che l’incontro e il confronto appena iniziato tra il Presidente della Srr Agrigento est con le parti sociali è partito con il piede giusto-commenta Acquisto- anche se siamo allo stato embroniale. Sui futuri bandi della gestione integrata dei rifiuti che riguarderà gli undici comuni ricadenti la srr, ancora non è stato chiarito se i futuri bandi dell’appalto dei rifiuti saranno gestiti con il servizio in house o con un bando esterno”. Sulla problematica del personale della nettezza urbana, il Presidente della Srr ha parlato di un piano di riequilibrio del personale in servizio che alla fine di tutte le verifiche dovrebbe  portare allo spalmamento del personale all’interno degli undici comuni attraverso un principio solidale che garantisca sia il servizio sia i posti di lavoro. “Questo sarà trattato a breve- continua il segretario della Uil- in un successivo tavolo tecnico con le parti sociali non appena i numeri saranno definiti. Riteniamo che con il dialogo si possa arrivare al raggiungimento di obiettivi condivisi per un servizio efficiente e una tutela dei lavoratori”.

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Vertenza rifiuti. Intervento della Uil

La gestione dei rifiuti ad Agrigento fa ancora parlare. Ed è soprattutto la riduzione del quinto d’obbligo a far discutere. Da un lato c’è chi dice che sembra definitivamente archiviato il taglio del quinto d’obbligo sull’appalto, e , quindi , il licenziamento di circa 50 netturbini, dall’altro c’è c chi smentisce. La Uil di Agrigento, con il segretario generale Gero Acquisto e con il segretario trasporti Nino Stella, ha incontrato l’amministrazione comunale e assicura l’archiviazione del quinto d’obbligo ma, la Confael, in un certo senso, smentisce dichiarando che la questione è solo rimandata a dopo le vacanze natalizie. Acquisto e Stella , in una nota stampa, poi, bacchettano alcuni consiglieri comunali di Agrigento invitandoli a “non mettere bandierine, il nostro interlocutore – dicono- è l’amministrazione comunale, non i consiglieri di maggioranza”. La Uil auspica una maggiore incisività da parte della amministrazione comunale sulla vertenza del servizio e la gestione integrata dei rifiuti per uscire dall’impasse e per dare una definitiva tranquillità ai cittadini agrigentini e agli operatori ecologici .” La Uil – CONTINUANO I DUE- ha delineato un percorso che sia di massima trasparenza, economicità e di migliorie all’intero servizio dei rifiuti in una logica che veda la politica locale tutta, sedersi attorno a un tavolo assumendosi responsabilità e una governance chiara senza schemi preconcetti e da uomini soli al comando”. Il sindacato invita tutti a una maggiore sobrietà e a lavorare per raggiungere l’obiettivo finale, ovvero, mettere la parola fine alla vertenza.

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Dopo 8 anni Piero Mangione lascia la guida dello SPI

Lunedì 19 Dicembre alle 9.30 nella “Sala Pio LA TORRE” della CGIL Agrigentina in programma il “cambio della guardia” della più SPI (Sindacato Pensionati Italiani) che negli ultimi 8 anni è stato diretto da Piero MANGIONE e che, per norma statutaria, deve lasciare l’incarico.

Spetterà allo SPI Regionale indicare il nome del successore che sarà sottoposto alla consultazione ed alla votazione dell’Assemblea Generale degli IScritti.

Il nome che proporranno sarà quello di Vincenzo BALDANZA, pensionato, ex funzionario del Genio Civile di Agrigento, Dirigente Provinciale e Regionale della Funzione Pubblica CGIL.

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Agrigento. I sindacati incontrano l’A.C. sulla situazione economica del Comune

Al Comune di Agrigento si è svolto un incontro tra le
organizzazioni sindacali confederali CGIL, CISL e UIL e
l’amministrazione Firetto per discutere sulla situazione economica
dell’Ente.
La CGIL , presente con Alfonso Buscemi e Piero Mangione “ ha
apprezzato la decisione dell’amministrazione comunale – si legge
in una nota- di un confronto continuo nel tentativo di salvare il
Comune”. E’ stato chiesto di approfondire tutta la tematica che
investe le politiche sociali.
Infine, è stata rimandata ad un tavolo con l’assessore Fontana la
discussione sul possibile licenziamenti di altri venti netturbini.
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