Il TAR ammette azienda di Ribera nella graduatoria per i contributi del programma sviluppo rurale

Riceviamo e pubblichiamo nota trasmessa dall’avvocato Girolamo Rubino

Con bando ritualmente pubblicato l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura indiceva una selezione per l’erogazione di contributi per il sostegno ad investimenti in favore della trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti agricoli. La società Parlapiano Fruit con sede in Ribera partecipava alla procedura di cui sopra presentando una domanda di contributo sia per l’ammodernamento dei macchinari destinati alla lavorazione della frutta da ubicare all’interno di una struttura preesistente sia per la realizzazione di un nuovo capannone dotato di celle frigorifere; la domanda formulata dalla detta società veniva collocata tra quelle ammissibili ma non finanziabili per mancata capienza delle risorse disponibili. Con provvedimento del luglio 2018 veniva disposto il rifinanziamento della misura in questione, con conseguente scorrimento della graduatoria e collocazione della domanda presentata dalla società riberese tra le istanze finanziabili; tuttavia la società riberese riceveva una comunicazione di avvio del procedimento di archiviazione dell’istanza, in ragione dell’asserita omessa presentazione della documentazione attestante la cantierabilità del progetto nel termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria provvisoria. La società presentava articolate deduzioni attestando che la richiesta di permesso di costruire presentata nel marzo del 2017 era da ritenersi tacitamente accolta, non essendo stato opposto alcun diniego dall’amministrazione comunale entro il termine normativamente prescritto ed avendo altresì la società comprovato la conformità urbanistica ed edilizia dell’opera proposta. Nonostante i chiarimenti forniti l’Assessorato confermava l’archiviazione della pratica in ragione dell’asserita mancata presentazione della documentazione afferente la cantierabilità del progetto antro i termini prescritti. A questo punto la società riberese proponeva un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento di archiviazione dell’istanza di finanziamento. In particolare gli avvocati Rubino e Alfieri hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di potere, avendo la società dimostrato che si era attivata sin da un periodo precedente rispetto alla presentazione della domanda a richiedere alla competente amministrazione comunale il permesso di costruire e che detto permesso di costruire avrebbe dovuto ritenersi tacitamente assentito per effetto del decorso del termine di legge; ed avendo altresì chiarito mediante le osservazioni di avere ottenuto il provvedimento espresso avente ad oggetto il permesso di costruire nel termine di novanta giorni decorrenti dallo scorrimento della graduatoria in questione. Si è costituito in giudizio l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare. Il TAR Sicilia, Palermo, Sezione Prima, condividendo le tesi difensive degli Avvocati Rubino e Alfieri, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, disponendo l’ammissione con riserva della società ricorrente alla procedura selettiva. Pertanto, per effetto del provvedimento cautelare reso dal TAR, la società riberese potrà accedere al contributo richiesto in misura pari ad oltre un milione di euro. 

Pubblicato in TAR

Nuova condanna per l’ASP di Agrigento su ricorso di alcuni odontoiatri agrigentini

Un gruppo di odontoiatri , titolari di studi e ambulatori odontoiatrici ubicati nella provincia di Agrigento accreditati con il servizio sanitario regionale, aveva chiesto l’assegnazione di un bugdet, ma l’Asp di Agrigento non ha mai provveduto alla contrattualizzazione.

Pertanto, con apposito atto di invito, hanno chiesto all’ASP di Agrigento di essere convocati per la contrattualizzazione; ma tale atto di invito restava privo di riscontro. Successivamente gli stessi odontoiatri, con apposita istanza di accesso, trasmessa all’ASP di Agrigento, chiedevano di estrarre copia della documentazione afferente l’ammontare delle risorse assegnate con decreto assessoriale all’ASP.

Anche questa istanza non ha però avuto ripsosta.  A questo punto, i dentisti hanno presentato un ricorso giurisdizionale, patrocinato dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, con il quale si chiede al TAR Sicilia l’annullamento del silenzio serbato dall’ASP sulla richiesto di accesso agli atti. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha dichiarato la cessazione della materia del contendere e ha condannato l’Azienda Sanitaria Proviniale  al pagamento delle spese giudiziali.

Gli odontoiatri agrigentini proponevano un secondo ricorso per la declaratoria di illegittimità del silenzio inadempimento formatosi sulla richiesta di contrattualizzazione. Si è costituita in giudizio l’ASP di Agrigento, rappresentata e difesa dall’Avvocato Massimiliano Mangano, eccependo l’inammissibilità del ricorso, non sussistendo asseritamente un obbligo dell’ASP di riscontrare le istanze di contrattualizzazione, essendo stata sempre asseritamente richiesta un’attività materiale e non provvedimentale, nonchè eccependo la disintegrità del contraddittorio, per omessa notifica del ricorso all’Assessorato Regionale della Salute, nonchè infine l’infondatezza comunque nel merito del ricorso medesimo.

Il TAR Sicilia,Palermo,Sezione Prima, Presidente il DR. Calogero Ferlisi, Relatore la Dr.ssa Aurora Lento, condividendo le tesi sostenute dagli Avvocati Rubino e Impiduglia secondo cui l’Assessorato Regionale della Salute è estraneo al giudizio, in quanto la contrattualizzazione della strutture accreditate è di competenza dell’ASP, e sussiste un obbligo di provvedere sull’istanza di contrattualizzazione avanzata dai ricorrenti, ha ritenuto fondato il ricorso, dichiarando l’illegittimità del silenzio serbato dall’ASP di Agrigento sull’istanza avanzata dai ricorrenti, con conseguente obbligo di pronuncia entro trenta giorni, con previsione di nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempimento entro il termine assegnato, e con nuova condanna dell’ASP al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, laddove non venga adottato un provvedimento espresso entro trenta giorni, interverrà in via sostitutiva quale commissario ad acta il Dirigente Generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’Assessorato regionale della Salute, o un suo delegato, mentre l’ASP di Agrigento dovrà pagare le spese giudiziali afferenti due gradi di giudizio.

Il TAR condanna la Regione Siciliana. Illegittimo il decreto assessoriale di istituzione dell’elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi

La legge regionale n. 8 del 2016 prevedeva che con decreto dell’assessore regionale della famiglia e del lavoro fosse istituito l’elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi; conseguentemente l’Assessore regionale della famiglia, con proprio decreto, prevedeva la possibilità ai lavoratori di presentare l’istanza di inserimento nell’elenco tramite posta elettronica certificata o per raccomandata entro il 30 settembre dello scorso anno. Alfonso Di Piazza, 42 enne assessore comunale di Cammarata, aveva spedito il proprio plico per essere inserito nell’elenco, ma l’istanza arrivò a destinazione oltre i termini e quindi escluso. Per questo motivo, l’uomo aveva presentato ricorso al TAR che adesso, grazie al patrocinio degli avvocati Rubino e Impiduglia, è stato accolto. Pertanto Di Piazza sarà incluso con riserva, nell’elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi mentre l’assessorato regionale della Famiglia pagherà le spese giudiziali.

 

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