Acqua pubblica, comitato presenta esposto

Il comitato per la gestione dell’acqua pubblica Inter.Co.PA ha presentato un esposto nei confronti dell’ATI (Assemblea Territoriale Idrica), presso la Procura di Agrigento e la Corte dei Conti, “in considerazione del fatto- si legge in una nota- che nonostante sia stato richiesto accesso agli atti per i canoni di Concessione della convenzione stipulata con Girgenti Acque, dopo oltre 45 giorni non abbiamo ricevuto nulla. La richiesta si è resa necessaria- continua il comitato- per comprendere come mai Girgenti Acque ha proceduto, dal 2007 ad oggi, ad adeguare i canoni e le tariffe da caricare in bolletta secondo i parametri stabiliti dall’AEGEESI e dall’inflazione, mentre il canone di concessione non è mai stati adeguato agli stessi”.

Caro estinto quanto mi costi? Presto in Italia potrebbe arrivare anche la tassa sui morti

E’ risaputo che in un Paese come il nostro, l’imponente pressione fiscale non fa certo fare sogni tranquilli a milioni di contribuenti che costretti a stringere la cinghia, devono fronteggiare il magro bilancio familiare. Una volta si poteva dire che si smetteva di pagare le tasse quando si passava a miglior vita, adesso anche quest’ultima affermazione potrebbe essere messa a rischio da una nuova tassa, quella sui morti appunto. La 12esima commissione permanente ‘Igiene e sanità’ del Senato sta infatti esaminando il ddl sulla ‘Disciplina delle attività funerarie‘. Il testo, propone di definire i soggetti che possono operare nel settore funebre, riorganizzare la tipologia di operatori privati, riordinare il sistema cimiteriale e combattere l’evasione fiscale. Gli effetti di queste novità se introdotte, porteranno quasi certamente ad un aumento dei costi per i familiari dei cari estinti.

Il disegno di legge prevede innanzitutto l’assoggettamento a IVA 10% dei servizi funerari, che fino a oggi invece erano esenti dall’imposta. Ciò comporterà inevitabilmente un aumento dei costi di un funerale tipo; ad esempio se oggi per un funerale si spendono in media 3.000 euro, con la nuova norma la spesa aumenterà a 3.300 euro.

È previsto inoltre un contributo fisso per ogni funerale, pari a 30 euro rivalutati ogni anno in base al tasso di rivalutazione monetaria ISTAT da corrispondersi a cura del mandatario del funerale. L’importo è destinato a finanziare la vigilanza e il controllo da parte delle aziende locali.

Il disegno di legge introduce anche l’obbligo per i Comuni di destinare il 20% della TASI incassata ai cimiteri affinché possano coprire i loro costi.
Tra le novità previste anche quella che prevede la riduzione delle agenzie funebri presenti sul territorio. Il disegno di legge in discussione al Senato stabilisce che le imprese funebri che organizzano dai 301 ai 1000 funerali l’anno dovranno assolutamente avere tre mezzi di proprietà, più sei dipendenti assunti a tempo indeterminato e un direttore tecnico.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]Nel caso in cui l’impresa funebre organizzi più di 1.000 funerali, essa dovrà essere in possesso di quattro carri funebri e avere dodici dipendenti a tempo indeterminato iscritti sul libro paga.
Forse è il caso di dire, “caro” estinto, ma non nel senso affettivo naturalmente, i tempi sembrano maturi anche per una tassa sull’aria che respiriamo, sarà cosi? Staremo a vedere!