“Morte sospetta” al San Giovanni di Dio, procura procedimento penale

I familiari di una donna di 63 anni di Palma di Montechiaro, morta al San Giovanni di Dio di Agrigento, chiedono chiarezza sulla improvvisa morte di Marianna Bellia. Lunedì scorso era andata all’ospedale perché lamentava dolori all’addome, i medici sono intervenuti per sospetti calcoli renali, ma dal “San Giovanni di Dio” la donna non è più uscita viva. In poco più di un giorno è spirata . I familiari vogliono capire cosa sia successo e si sono affidati allo studio legale 3A. La Procura di Agrigento , attraverso il Pubblico Ministero, Emiliana Busto, ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia sulla salma. I risultati dell’esame autoptico, che sarà effettuato domani , a partire dalle 9, saranno decisivi per stabilire le cause del decesso e se sussistano responsabilità da parte dei sanitari che hanno avuto in cura la donna.

Tribunale, si insedia Salvatore Vella

Cerimonia d’insediamento, questa mattina, del procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. Davanti al presidente Pietro Maria Antonio Falcone,  presenti tutte le istituzioni e le forze dell’ordine della provincia.  Parole di elogio sono arrivate dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio: “Siamo contenti di questa nomina, Vella ha dimostrato ampliamente grandi di doti di eloquenza e sagezza, sia come magistrato, come ad esempio nei processi di mafia, sia per come interloquisce con la società civile, su temi delicati come l’immigrazione clandestina”. Era la fine dello scorso marzo quando il Plenum del Consiglio superiore della magistratura decise: Salvatore Vella è il nuovo procuratore aggiunto di Agrigento. Vella prende il posto che era stato ricoperto, per otto anni, dal magistrato uscente Ignazio Fonzo che, nell’aprile del 2017, è stato nominato aggiunto a Catania.

Salvatore Vella si insedia come procuratore aggiunto

E’ arrivato il momento dell’insediamento. Martedì, a mezzogiorno, dinanzi al presidente del tribunale di Agrigento Pietro Maria Antonio Falcone e al collegio penale, si insedierà formalmente il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella.  Era la fine dello scorso marzo quando il Plenum del Consiglio superiore della magistratura decise: Salvatore Vella è il nuovo procuratore aggiunto di Agrigento. Vella prende il posto che era stato ricoperto, per otto anni, dal magistrato uscente Ignazio Fonzo che, nell’aprile del 2017, è stato nominato aggiunto a Catania.

Netturbino accusato di abusi sulla figlia: la vittima conferma in aula

Conferma le accuse nei confronti del padre, pur mostrando un profondo travaglio. In molti casi le vengono evidenziate le divergenze rispetto a quanto aveva detto in precedenza ai carabinieri. Alla fine, comunque, la sua testimonianza è stata acquisita e sarà pienamente utilizzabile in un eventuale processo. Il procedimento è quello a carico del netturbino cinquantenne finito in carcere il 10 gennaio con l’accusa di avere ripetutamente violentato e picchiato la figlia. Ieri, fra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, si è celebrato l’incidente probatorio.
A chiedere l’interrogatorio della donna, in modo da acquisire la prova e renderla pienamente utilizzabile al processo, era stata il pm Russo sottolineando l’urgenza di acquisire subito la testimonianza in quanto “la vittima versa in una condizione di particolare vulnerabilità”. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati iscritti sul registro degli indagati, con le accuse di false dichiarazioni al pubblico ministero e favoreggiamento, altri due figli, la moglie e i cognati del principale indagato che avrebbero mentito, lo scorso 16 settembre quando furono chiamati a testimoniare, per sviare l’inchiesta.

Rifiuti: lotta agli incivili.

Nasce una task force per cercare di sconfiggere il fenomeno degli incivili che si ostinano a non fare la differenziara. Ieri un vertice in Procura che ha sancito la nascita del coordinamento composto da vigili urbani e carabinieri del reparto anticrimine che dovrà realizzare con apparecchiature specifiche controlli ancora più mirati. Da ora in poi non si procederà più soltanto con una multa ma per gli sporcaccioni scatterà anche una denuncia penale: ” dovranno andarsi a cercare un avvocato- ha commentano il sindaco Firetto- molto spesso i rifiuti indifferenziati o speciali vengono abbandonati in aree sottoposte a vincoli”. Nella città dei templi, inoltre, parte la linea dura sul controllo dei rifiuti prodotti dalle grandi utenze (enti pubblici, grandi aziende e supermercati). A partire dal 3 maggio prossimo, gli addetti alla raccolta dei rifiuti differenziati, prima di effettuare il ritiro nelle grande utenze, effettueranno, con l’assistenza della Polizia Locale, il controllo della regolarità del conferimento della frazione secca residua. Nel caso venissero rilevate anomalie, verrà elevata una sanzione amministrativa e lo smaltimento in discarica resterà a carico dei trasgressori. L’assessore comunale all’Ecologia, Nello Hamel, ha già fatto notificare, tramite posta certificata, la diffida ad effettuare la corretta differenziazione dei rifiuti, ricordando ai grandi utenti che l’adempimento non è facoltativo ma è un obbligo di legge. Da Agrigento a Porto Empedocle. Anche nella città marinara continua la ”lotta” contro il malcostume, ancora purtroppo molto diffuso, di gettare rifiuti fuori orario o lungo strade e marciapiedi pubblici, creando così discariche abusive sempre più difficili da ripulire. Grazie al coordinamento del Comandante dei Vigili Calogero Putrone, solo nella giornata del 25 Aprile, sono state sanzionate 11 persone, scoperte a lasciare rifiuti indifferenziati di ogni tipo a Piano Lanterna, in pieno centro empedoclino. Questi 11 verbali, vanno ad aggiungersi ai circa 15 elevati sono nelle ultime due settimane sempre a Porto Empedocle, dai Vigli urbani che nelle operazioni diurne, vengono spesso affiancati dagli operatori ecologici della Realmarina. “A fine maggio, al massimo ai primi di giugno – ha ribadito l’assessore all’ecologia Salvatore Baiamonte – partiremo con il potenziamento estivo delle zone balneari , soprattutto ai Lidi mentre abbiamo acquistato, con le nostre indennità, telecamere di ultima generazione per incrementare i controlli anti incivili in diverse zone del centro e delle periferie”.

L’inchiesta su La Gaipa potrebbe allargarsi

Confermati gli arresti domiciliari per l’imprenditore agrigentino Fabrizio La Gaipa, l’inchiesta ora potrebbe allargarsi. Una ipotesi al momento, ma non da essere totalmente esclusa.

Secondo quanto riportato dal “Giornale di Sicilia”, gli investigatori vogliono capire se si tratta di un sistema ripetuto. La Gaipa, come si ricorderà, è finito agli arresti dopo essere stato accusato di avere presumibilmente estorto parte dello stipendio risultante in busta paga ad alcuni dipendenti. Un’accusa che lo stesso Fabrizio, ed il fratello Salvatore, hanno respinto, parlando di “acconti” versati ai dipendenti e poi restituiti. Una tesi che non aveva convinto il pm titolare dell’inchiesta che aveva chiesto la conferma delle misure cautelari, ieri disposte dal gip del Tribunale di Agrigento.

Inoltre, si starebbe indagando anche su un altro fatto. Sarebbe infatti stato ritrovato sul tergicristalli dell’auto di uno degli ex dipendenti, ritenuto il principale accusatore, un accendino. Un fatto che si sta cercando di decifrare.

“Rubava l’acqua della condotta pubblica per poi rivenderla”, scarcerato

Ha ammesso i fatti ed ha spiegato che i suoi familiari erano totalmente all’oscuro del furto. E’ accaduto durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Alfonso Malato. Il Gip ha convalidato l’arresto ed, accogliendo le tesi degli avvocati di fiducia del ventisettenne: Salvatore Pennica ed Alfonso Neri, ha disposto l’immediata scarcerazione dell’indagato. Al giovane è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora in territorio di Agrigento.

Sbarchi fantasma nell’agrigentino, Procura avvia indagine

La procura di Agrigento ha avviato un’indagine su quelli che sembrano essere “sbarchi fantasma” sulle coste agrigentine. A testimoniare il fenomeno sono barche arenate e documenti d’identita’ in arabo sulla sabbia. Nell’agrigentino i migranti arrivano senza essere avvistati e si disperdono nell’entroterra prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. L’ultimo ritrovamento e’ quello del documento di un cittadino tunisino nei pressi di un’imbarcazione spiaggiata nella Riserva naturale di Torre Salsa. Piccoli natanti eludono i controlli e il monitoraggio del nucleo Ricerca e Soccorso della Guardia Costiera. Gli inquirenti cercheranno di capire come, chi stabilisca le rotte e si vi siano complicita’ da terra. Sono sei i pescherecci, di diverse dimensioni, al momento si trovano arenati sul bagnasciuga delle coste agrigentine. Per uno di loro e’ stata gia’ disposta la demolizione. Le imbarcazioni vengono utilizzate da migranti dell’area del Maghreb e in alcuni casi gli arrivi sono stati filmati e fotografati da bagnanti presenti in spiaggia. Buona parte degli sbarchi pero’ avviene di notte. Durante l’ultimo sopralluogo degli investigatori e’ stato ritrovato un documento di identita’ di un ragazzo tunisino, classe 1994 su cui si stanno svolgendo i necessari approfondimenti. E, intanto, anche Save the Children sospende i soccorsi ai migranti nel Mediterraneo. Le decisioni sono determinate dalla volontà della Libia di istituire una zona Sar, “limitando l’accesso delle Ong in acque internazionali” . “Ci troviamo costretti a questa decisione a causa della mutata situazione di sicurezza nel Mediterraneo”,si legge in una serie di tweet “non possiamo più continuare il nostro lavoro, non possiamo garantire la sicurezza degli equipaggi”, “l’espansione delle acque territoriali libiche e le minacce alle Ong non ci lasciano altra scelta”.

Il Csm propone Salvatore Vella come procuratore aggiunto

Alla Procura di Agrigento è arrivato sei anni fa e, di recente, il Csm aveva deliberato il suo trasferimento alla Procura di Trapani come sostituto. Ma adesso Salvatore Vella potrebbe andare a ricoprire l’incarico di procuratore aggiunto al tribunale di Agrigento. A proporlo è la quinta commissione dello stesso Consiglio superiore della magistratura. Il plenum del Csm deciderà nelle prossime settimane.  La presa di possesso del suo nuovo incarico a Trapani sarebbe dovuta avvenire alcuni mesi fa ma è stata rinviata per evitare lo svuotamento dell’ufficio agrigentino visti i numerosi trasferimenti degli ultimi tempi. Salvatore Vella, 47 anni, attualmente è pubblico ministero ad Agrigento ed ha un curriculum di grande spessore, con esperienze anche alla Procura di Sciacca ed alla Dda di Palermo. Vella è uno che conosce molto bene il fenomeno mafioso dell’Agrigentino ma èanche un grande conoscitore e studioso del fenomeno dell’immigrazione clandestina. Il magistrato Ignazio Fonzo, che per otto anni ha ricoperto l’incarico di procuratore aggiunto ad Agrigento, mercoledì mattina ha prestato giuramento a Catania dove ricoprirà lo stesso ruolo. Da ieri il capo dell’ufficio inquirente del tribunale Luigi Patronaggio dirige un ufficio che, in attesa di rinforzi, è sempre più sguarnito. Nelle scorse settimane è stato trasferito il magistrato Alessandro Macaluso che ha preso servizio nello stesso ufficio di Termini Imerese. Nelle settimane precedenti i magistrati Santo Fornasier e Brunella Sardoni hanno lasciato i loro uffici per andare a svolgere lo stesso incarico nelle Procure, rispettivamente, di Ragusa e Trapani. Per ricoprire l’incarico di procuratore aggiunto di Agrigento, inizialmente, la rosa era composta da otto nomi. La “corsa” per il posto di vice del procuratore Luigi Patronaggio, poi, si è ristretta ed è scesa a quattro nominativi.

Agrigento, la vertenza giudiziaria sul risarcimento per il crollo di Palazzo Lo Jacono approda in appello

Risarcimento del danno per il crollo di Palazzo Lo Jacono Maraventano ad Agrigento, il proprietario dello storico immobile ricorre alla Corte d’Appello. Lo stesso imputa all’Ente Comune, responsabilità nel collasso avvenuto il 25 aprile del 2011, data quest’ultima che quell’anno coincideva con la Pasquetta. Due anni fa’, il titolare dell’immobile aveva chiesto la condanna del Comune di Agrigento e un risarcimento danni di 150 mila euro. Richieste però che non sono state accolte dai giudici del Tribunale di Agrigento, ed ecco quindi che lo stesso proprietario adesso ha ricorso in appello. Ricordiamo che per il crollo della Palazzina del Centro Storico la Procura della Repubblica di Agrigento aveva iscritto sul registro degli indagati 7 persone, tra tecnici e funzionari del Comune di Agrigento che nel periodo compreso tra il 2008 e il 2010 sono stati coinvolti nei lavori di messa in sicurezza dello stesso palazzo. Tra gli indagati anche l’ex sindaco Marco Zambuto che però nel 2014, venne assolto, per non aver commesso il fato, dall’accusa di crollo colposo. In merito al ricorso presentato in appello dal proprietario, il Comune di Agrigento sarà difeso dall’avvocato Rita Salvago l’incarico è stato affidato dall’attuale primo cittadino, Lillo Firetto.

 

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Agrigento. Slitta udienza preliminare su un presunto giro di truffe ai danni dell’INPS

Aziende agricole fantasma create nel licatese e a Palma di Montechiaro, per truffare l’INPS, dopo le indagini della Procura della Repubblica di Agrigento avviate nel 2010 e concluse nel 2013, ieri al Tribunale di Via Mazzini è stata rinviata al prossimo 17 febbraio la prima udienza del processo che vede alla sbarra 63 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere, falso e la truffa. Dalle indagini condotte dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento, l’associazione “fabbricava” aziende che operavano fittiziamente nel settore agricolo. Sulla carta risultavano numerose assunzioni di braccianti che però servivano solo, una volta terminati i rapporti, a incassare i soldi dell’indennità di disoccupazione. Inoltre i falsi posti di lavoro, servivano alle aziende anche per incassare i contributi pensionistici e le indennità di malattia.[wp-rss-aggregator]