Consorzio universitario Agrigento, la Corte dei Conti condanna Mifsud

La Corte dei Conti ha condannato in contumacia, perché non si è mai presentato al cospetto dei giudici, l’ex presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio universitario di Agrigento, Joseph Mifsud, a risarcire allo stesso Consorzio oltre 49.300 euro. Si tratta della cifra che comprende lo stipendio e l’indennità di risultato dell’ex segretario generale Giuseppe Vella, oggi a Palermo. Il compenso, secondo i magistrati contabili, è stato non ancorato ad alcun parametro di riferimento e notevolmente superiore a quanto corrisposto al predecessore di Vella nell’incarico sia alla Provincia di Agrigento che al Consorzio universitario.

Agrigento avrà una prestigiosa sede universitaria: ma ancora non si conoscono quali corsi di laurea ospiterà

Paradossi e speranze ad Agrigento,  tra qualche anno la città potrebbe avere una prestigiosa sede universitaria in pieno centro, ma ad oggi, l’offerta formativa dell’Ateneo di Palermo, proprietaria dello stabile, non ha ancora previsto l’attivazione dei realtivi corsi di Laurea che potrebbero avviarsi nei locali dell’ex ospedale di via Atenea.

In mattinata, il magnifico rettore Fabrizio Micari è giunto nella città dei Templi per la presentazione del progetto che trasformerà il monumentale complesso le cui origini risalgono ai Chiaramonte, in una moderna e funzionale sede universitaria. Progetto che per la verità nel tempo è stato presentato più volte ma che, secondo i responsabili dell’Ateneo e dell’amministrazione Comunale di Agrigento sarebbe in dirittura di arrivo. Entro il prossimo autunno infatti, dovrebbe aversi anche il progetto esecutivo, da li poi la pubblicazione del relativo bando per i lavori il cui importo complessivo è di 6 milioni e 100 mila euro, di cui 2 milioni e 600 mila euro, sono finanziati dalla stessa Università la restante parte, 3 milioni e mezzo, arriverà dai finanziamenti previsti  nel progetto di riqualificazione urbana denominato “Girgenti”. La durata prevista delle opere è di due anni e mezzo, quindi, al netto dei tempi burocratici e degli eventuali ricorsi , è possibile stimare la consegna dell’opera entro il 2021.

Agrigento quindi potrebbe, riappropriarsi di un edificio, che nei secoli è stato continuamente mutato nell’aspetto e nelle funzioni. Ma la domanda che in molti si pongono è, questa sede universitaria, accoglierà mai degli studenti, o meglio, l’immobile ospiterà dei corsi di laurea e se si, quali?

Il rettore Micari è stato categoricio, se ne discuterà in fase di elaborazione del prossimo piano formativo dell’Ateneo, quello che per intenderci programma l’anno accademico 2019 – 2020.

 

Cua, si prendono accordi con la Romania

Accordo tra Agrigento e Galati. Tra il Consorzio Universitario di Agrigento e l’università romena “Dunarea de Jos” della Romania.

E’ stata sottoscritta una convenzione grazie alla quale nei luoghi del polo della città dei Templi, partiranno importanti corsi quali quello in Ingegneria Agroalimentare triennale. Una vera “panacea” quello della partnership con la Romania che nei mesi ha anche contattato diverse ditte dell’agrigentino utili al fine di far effettuare stage e tirocini lavorativi ai futuri studenti.

Una macchina che ha ripreso a muoversi, quella del polo di Agrigento, nonostante l’ateneo di Palermo avesse chiuso le porte completamente.

Il Cua contro la Regione

E’ braccio di ferro tra il consorzio universitario di Agrigento e la Regione. Il Cda del Cua ha deliberato d’impugnare davanti al Consiglio di giustizia amministrativa il decreto regionale relativo al protocollo d’intesa che è stato firmato tra gli assessori Alessandro Baccei e Carlo Vermiglio e le tre università statali siciliane, che di fatto priva della propria competenza i territori in cui insistono i Consorzi universitari, delle loro prerogative di programmazione e di definizione di politiche di sviluppo del decentramento universitario. Lo ha dichiarato il Cua attraverso una nota stampa. “Nell’ordinanza emessa dal Tar – si legge – emerge che i consorzi universitari siciliani abbiano provveduto alle modifiche statutarie previste dal decreto assessoriale che subordinano la concessione dei contributi Regionali previo adeguamento degli statuti dei consorzi. In realtà nessun consorzio universitario, fatta eccezione per quello di Trapani, ha provveduto a tali modifiche, non condividendone i contenuti dello stesso protocollo d’intesa”. “Peraltro, l’Assemblea regionale siciliana con un ordine del giorno approvato da tutti i gruppi parlamentari, – aggiungono dal Cua – ha invitato l’assessore Baccei a disdettare tale protocollo d’intesa senza indugio alcuno e ad attivare da subito un tavolo di confronto tra l’amministrazione regionale, le università operanti in Sicilia e i Consorzi universitari siciliani per la individuazione di alcune linee guida alle quali ispirare una riforma organica sui consorzi”.

Cupa, Cda passa alle vie legali

Il Cda del polo universitario di Agrigento passa alle vie legali. Nei giorni scorsi ,come si ricorderà, l’Università di Palermo ha notificato al Consorzio universitario una ingiunzione al pagamento della somma di 9 milioni di euro che secondo la stessa Università sarebbero dovuti per il pagamento di docenti incardinati al polo di Agrigento fino al 2010. Il vice presidente del Cupa, Giovanni Di Maida, afferma: “ il Cda sta procedendo dando  mandato ad un legale per difendere le ragioni del Consorzio sia in ordine all’ingiunzione sia per quanto riguarda un risarcimento dei danni che chiederemo  all’Università di Palermo per altri aspetti. La vicenda del contenzioso con l’Unipa non è per niente una novità ed è nota a tutti da ormai diversi anni , essendoci stati incontri ufficiali, assemblee degli studenti, atti formali da parte del Cda facilmente rintracciabili sul sito istituzionale del Consorzio , per non parlare dei mezzi di informazione che puntualmente in questi anni hanno affrontato questa vicenda”. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Università Palermo chiede 9 milioni al polo di Agrigento

9 milioni di euro. È la cifra che l’università di Palermo ha sollecitato al Polo staccato di Agrigento. Si tratta di debiti causato dai corposi canoni annuali che i gestori della sede distaccata devono restituire alla sede centrale del capoluogo.

Il rettore Fabrizio Micari batte cassa e così per il Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento si prospetta un nuovo colpo che potrebbe portare alla chiusura.

La struttura di contrada Calcarella non nagiga certo in buone acque. Per l’anno 2016-2017 , fino allo scorso mese di ottobre, sono stati solo 100 i nuovi iscritti, c’è un bilancio in carenza tanto da lasciar presagire anche il rischio di una riduzione del personale oggi in servizio. L’univesità di Palermo ha deciso di chiudere 4 corsi su 5 di quelli che si svolgevano ad Agrigento, svuotando di fatto l’offerta formativa. L’unica “concessione” che potrà esserci da Palermo è solo un nuovo corso in architettura triennale che, però, è ancora da formalizzare. Per gli studenti del cupa, dunque, non sembra esserci pace e il rischio che l’università ad Agrigento possa chiudere i battenti preoccupa e non poco. A rischio c’è il diritto allo studio di numerosi ragazzi agrigentini. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

CUPA, SI CONTINUA A SPERARE

Qualcosa comincia a muoversi all’interno del Polo universitario di Agrigento. Ebbene si, stando al risultato dell’ultima riunione che si è tenuta dentro le mura dell’università, si sarebbe aperta una piccola speranza per gli studenti agrigentini che fino a qualche giorno fa hanno fatto i conti con la possibile chiusura del Cupa.  La Camera di commercio, con il suo presidente, Vittorio Messina,  nell’ultima seduta, ha deciso di rientrare   nel “Cupa” con lo stanziamento   di 50 mila euro per contribuire alle spese di gestione del Consorzio universitario. Messina, chiede pero’ un dialogo con il comune di Agrigento , socio di maggioranza. Intanto, questa mattina, due rappresentanti gli studenti hanno incontrato il sindaco Calogero Firetto ricevendo rassicurazioni sulle sorti del Cupa.

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Venerdì prossimo nuova riunione al Cupa

L’Assemblea dei Soci del Consorzio universitario di Agrigento ha recepito il recesso dell’ex Provincia da socio di maggioranza del Cupa. Venerdì prossimo, 27 maggio, si svolgerà un’ altra riunione dell’ Assemblea dei Soci, e, a meno di sorprese, l’ Assemblea eleggerà il nuovo Consiglio d’ amministrazione. Tra i favoriti alla presidenza del Consorzio universitario vi è Enzo Sardo, ex componente del Consiglio di amministrazione del Polo universitario, ex sindaco di Racalmuto e candidato non eletto alle amministrative del 2014. Ed ancora sulla crisi al Polo universitario di Agrigento interviene il Comune di Sciacca, impegnato a valutare la propria permanenza all’interno della compagine societaria dopo che l’opposizione ha presentato una mozione per fuoriuscire dal Cupa. L’assessore, Maria Antonietta Testone, afferma : “I nostri iscritti sono pochissimi e noi contribuiamo con 30 mila euro. E’ una cifra che inizia ad avere un peso. Per il prossimo anno accademico l’offerta formativa è ridotta ai soli corsi di Servizio sociale e Archeologia. Pertanto è giusto e opportuno valutare se rimanere soci oppure no”.

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L’ex Provincia esce dal Cupa

Questo e’ uno dei tanti scontri verbali che hanno caratterizzato l’assemblea dei soci del consorzio universitario di Agrigento. I diverbi sullo stato di salute del Cupa, sui debiti, sul mancato finanziamento, e piu’ in generale sul futuro e la sopravvivenza dei corsi, hanno animato il dibattito, in presenza di tanti studenti e lavoratori preoccupati per le sorti del consorzio universitario. Polemiche e battibecchi, sui punti da trattare all’ordine del giorno, tra il commissario dell’ex provincia regionale, Roberto Barberi, socio di maggioranza del Cupa, il presidente della Camera di Commercio, Vittorio Messina e il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto.  Al termine dell’infuocata assemblea, verbalizzata dal notaio Silvio Scaglia, l’unica e sostanziale decisione presa dai presenti, ha riguardato la presa d’atto del recesso dell’ex Provincia dal Cupa, che passa la patata bollente al comune di Agrigento.

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CGIL: ASSOLUTAMENTE DELETERIO CONTRAPPORRE DIPENDENTI PROVINCIA A CUPA

“Troviamo francamente deleterio e profondamente sbagliato contrapporre lavoratori della ex provincia alla questione CUPA – dicono in un nota Massimo RASO e Matteo LO RASO”. Il Segretario della CGIL e il RSU CGIL del Cupa, ritengono che  non sia questo il punto. “Come Sindacato – auspicabilmente in modo unitario – dobbiamo batterci sia per uscire da questa condizione di precarietà e di incertezza in cui versano gli ex dipendenti della provincia, in modo particolare quelli precari sia per salvare il CUPA e con esso la prospettiva di garantire il diritto allo studio e una prospettiva di sviluppo per questa nostra terra”. “Più che dividere i lavoratori ed alimentare una inutile quanto dannosa “guerra dei poveri”  occorre concentrare ogni sforzo per costringere il Governo della Regione a rispettare gli impegni assunti. Noi continuiamo a sperare che nella convocata riunione del 20 il “Libero Consorzio” si presenti con la delibera di rientro nella “governance” del CUPA per poter ripartire.

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POLO UNIVERSITARIO DI AGRIGENTO, INCONTRO TRA I SOCI DAI TONI ACCESI 

Una riunione dai toni accesi quella che si è svolta questa mattina  al Polo Universitario di Agrigento  per salvare il salvabile. Un incontro di vitale importanza  per il Polo agrigentino  dopo la chiusura dei tre corsi di laurea  in Architettura, Giurisprudenza e Beni Culturali. Presenti tutti i soci e anche quello di maggioranza, ovvero il Libero Consorzio Comunale che nei mesi scorsi   aveva manifestato la volontà   di recedere. Oggi la presenza dell’Ente ha suscitato non poche polemiche tra i membri della tavola rotonda in quanto si è trattato per cosi dire, di una presenza assenza.  L’ex Provincia  infatti non si è pronunciata sulla posizione  che intende assumere  tra il revocare  o meno la delibera di fuoriuscita dal Cupa con la relativa partecipazione di 744mila euro. Tutto questo ha fatto scatenare gli animi , un comportamento non compreso  e nemmeno giustificato dai presenti che hanno sospeso l’incontro rinviandolo alle ore successive. Dunque sono momenti di alta tensione quelli che si stanno consumando dentro le mura del Cupa e ai quali anche gli studenti partecipano con apprensione.

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Il futuro del Cupa, domani assemblea dei soci

E’ stata convocata per domani mattina, venerdì 13 maggio, al Consorzio universitario di Agrigento, l’assemblea dei soci.  All’ordine del giorno vi è la deliberazione sull’offerta formativa per il 2016 – 2017, da trasmettere successivamente a Palermo, e il varo di piano di gestione, da concordare ovviamente con il Consiglio di amministrazione, al fine di definire esattamente i soci e il loro relativo impegno economico, confidando nel promesso sostegno stabile da parte della Regione. Al contrario di quanto accaduto lo scorso 3 maggio al Cupa di Agrigento, dovrebbero essere presenti anche il socio di maggioranza, che è l’ ex Provincia di Agrigento, e la Camera di Commercio. Nel frattempo oggi si sono riuniti in assemblea i lavoratori e gli studenti del Consorzio universitario di Agrigento. Si e’ discusso del paventato taglio dei corsi di laurea in Giurisprudenza, Architettura e Beni culturali al Polo universitario di Agrigento, ed è stato evidenziato il debito di 3 milioni e 334 mila euro a carico dello stesso Polo universitario di Agrigento verso l’Ateneo di Palermo. Secondo le intenzioni del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo di Palermo, a fronte dei tagli, si manterrebbero ad Agrigento solo i corsi di laurea in Servizi sociali, che è un triennale, e poi il magistrale di Archeologia.

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Cupa, è sempre più caos

Sul Cupa regna sempre l’incertezza. Appelli, dichiarazioni, repliche ma aldilà delle parole nessun fatto concreto. E’ questa la triste situazione dell’Università Agrigentina a pochi giorni dal 9 maggio. In quella data Senato Accademico e Cda dell’Università di Palermo definiranno l’offerta formativa dell’Università che invieranno al Miur. Da li in poi sarà attesa fino al 15, giorno in cui lo stesso Ministero dell’istruzione Università e Ricerca definirà il piano nazionale e l’attribuzione delle risorse alle singole sedi. Pochi giorni dove i vari Enti, oltre a passarsi la patata bollente, dovranno avere un obiettivo unico: salvare l’istruzione agrigentina.  All’ “inutile gioco al rimpiattino” definito dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto,  ha replicato il presidente della Camera di commercio di Agrigento, Vittorio Messina affermando che nessuno gioca con il futuro del Cupa. A farsi sentire sono stati anche i sindacati. I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil  scagionandosi da qualsiasi colpa vogliono sapere cosa sta succedendo nel rispetto delle famiglie e dei 15 dipendenti, parlando anche di consorzio virtualmente morto.  A chiamare tutti all’ordine è stato infine il Commissario straordinario del Libero Consorzio di Comuni di Agrigento Roberto Barberi che ha chiesto al Presidente del Cupa di convocare un’assemblea straordinaria dei Soci per  il prossimo 13 Maggio, nel corso della quale verranno elaborate le modifiche statutarie per salvaguardare il futuro del consorzio universitario. Insomma dopo fiumi di parole è arrivato il momento di passare ai fatti. Una missione speriamo difficile e non impossibile.

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CRISI AL CUPA 

Si prevedono tempi difficili per il Polo Universitario agrigentino dopo che è stata disertata la riunione prevista per ieri e che era decisiva per deliberare sull’offerta formativa 2016/2017. Assenti i rappresentanti della Camera di commercio e dell’ex provincia regionale di Agrigento. A presentarsi soltanto il sindaco di Agrigento,Lillo  Firetto, e Maria Giglia, dell’ordine degli architetti di Agrigento.  Un ordine del giorno fondamentale quello che doveva essere trattato e il cui annullamento ha suscitato il malumore da parte dei membri dell’Ateneo che hanno pubblicato una nota con la quale affermano :’Della notevole importanza del punto all’ordine del giorno dell’Assemblea i soci erano ben consapevoli essendo stata allegata alla convocazione la richiesta dell’Ateneo, con la relativa imprescindibile tempistica. Così come gli stessi erano e sono pienamente consapevoli del fatto che l’attuale Consiglio D’Amministrazione , in regime di prorogatio, non avrebbe potuto deliberare sull’offerta formativa, come invece aveva responsabilmente fatto in passato, in mancanza di una precisa assunzione di responsabilità da parte dei soci.   Il CDA del Cupa all’unanimità stigmatizza tale comportamento che privilegia interessi particolari ed egoistici a scapito dell’interesse generale degli studenti, delle loro famiglie, del territorio”.  Si teme adesso, a seguito della vicenda, che  , con grande probabilità non si attiveranno per l’anno accademico 2016/2017 i Corsi del Polo agrigentino.

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Lunedì Open Day all’ Unirversità di Agrigento 

Lunedì prossimo, 2 maggio, al Polo Universitario di Agrigento si terrà l’evento “Open day”. Sarà presentata l’offerta formativa per l’ anno accademico 2016 – 2017, e in particolare del corso di laurea in Architettura. Saranno fornite informazioni sulle modalità di iscrizione alle prove di accesso e ai corsi di studio, sulle borse di studio e sui servizi del Polo universitario in genere. Inoltre, per l’ anno accademico prossimo sarà attivato anche il corso di laurea di Magistrale in Archeologia.

 

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