L’incendio di balle di plastica, gli esami dell’Arpa: non c’è stato inquinamento

Continuano le indagini per comprendere la natura dell’incendio scoppiato venerdì scorso , alla zona industriale di Agrigento, nella sede della ditta Ekot, che si occupa di trattamento e smaltimento di rifiuti speciali ed industriali. Ad andare a fuoco sono state alcune balle di plastica piazzate dinnanzi i capannoni.

Hanno impiegato, complessivamente, 20 ore i vigili del fuoco per riuscire a spegnere l’incendio.Già nella notte fra venerdì e ieri, i carabinieri della stazione di Aragona hanno fatto intervenire l’Arpa che ha effettuato i propri rilievi tecnici. Si temeva, di fatto, che dal gigantesco rogo potesse essersi sprigionata – trattandosi di plastica – diossina. Sabato pomeriggio, però, è arrivata – dall’Arpa – la buona notizia: non c’è stato inquinamento. L’informazione scaturita dagli esiti degli accertamenti, in maniera informale, è stata comunicata proprio ai carabinieri.

Incendio alla zona industriale di Agrigento

Non è bastata un’intera notte di lavoro ai vigili del fuoco per spegnere del tutto il maxi incendio divampato ieri sera in un capannone di proprietà dell’azienda Ecot che si occupa della raccolta di plastica proveniente dalla differenziata. Siamo nella zona industriale di Agrigento. I vigili del fuoco sino riusciti a circoscrivere il “fronte” incandescente ma ancora questa mattina erano a lavoro. L’ incendio ha distrutto le balle di plastica ammassate all’esterno. Sul posto anche i carabinieri di Agrigento che hanno avviato le indagini per stabilire l’esatta causa che ha scatenato un vero e proprio inferno. Non si esclude la matrice dolosa. Potrebbero essere le immagini delle telecamere di video sorveglianza a dare maggiori dettagli agli inquirenti. Le fiamme ieri sera erano molto alte in piena zona industriale, la colonna di fumo era visibile anche dalla SS 189.

L’intervento dei vigili del fuoco è stato tempestivo e le fiamme non sono riuscite ad arrivare, appunto, ai capannoni dove sono custoditi diversi mezzi: trattori e camion. Insieme ai vigili del fuoco a lavoro anche anche alcuni operai per spostare il materiale.

Zona ASI di Agrigento. In assenza di controlli si alimentano le discariche abusive

Probabile che da quando l’Irsap ha intensificato i rapporti con gli investitori stranieri, abbia tralasciato alcune problematiche presenti sul territorio. Ci spieghiamo meglio, a poco meno di cento metri dalla sede direzionale dell’Istituto di cui è commissario regionale la narese Maria Grazia Brandara, nell’agglomerato industriale di Agrigento – Aragona, c’è uno slargo, il cui toponimo indica piazza del Lavoro, che da diversi anni è stata trasformata in una discarica abusiva che accoglie rifiuti di ogni genere, anche speciali come l’eternit. Nell’Ottobre 2015, l’allora neo commissario Brandara, aveva addirittura diffidato per due volte nello stesso mese, i Comuni di Favara, Agrigento e Aragona, affinchè gli stessi provvedessero alla bonifica dell’area. Pochi mesi dopo, anche per effetto delle sanzioni elevate a danno di alcune aziende che abbandonavano in piazza del Lavoro i propri rifiuti, l’intera zona venne ripulita, ma da allora, in assenza di adeguati controlli, la discarica è tornata ad alimentarsi, il tutto naturalmente a discapito dell’ambiente e del decoro. Azioni simili, perpetrate da gente priva del senso civico e che quindi non rispetta le regole, se non viene bloccata con le adeguate sanzioni, probabilmente si sentirà autorizzata a ripetere questi gesti che danneggiato soprattutto i cittadini e le aziende oneste. Forse è il caso di dire, che l’Irsap che oltre a volgere lo sguardo verso oriente, sarebbe opportuno che si affacciasse al davanzale delle proprie finestre e osservando il degrado, tirare le orecchie ai comuni competenti per intimare agli stessi di provvedere nono solo alla bonifica ma anche al controllo dei propri territori.

 

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