…C’è chi applica la tassa di soggiorno

L’ordinanza non c’è ma sembra che alcuni titolari di strutture ricettive avrebbero già inserito sui loro portali la previsione del pagamento di una tassa di soggiorno con importi fino a 10 euro. La denuncia arriva da parte di Federalberghi Agrigento. Da una ricerca su alcuni dei maggiori siti di prenotazione on line, come booking.com, emerge come alcune strutture abbiano già calcolato l’imposta di soggiorno con importi variabili nonostante ldovrebbe entrare in vigore il primo gennaio del 2017.

Il condizionale è però d’obbligo visto che la tassa pare essere illegittima: il Bilancio di previsione dello Stato , infatti, per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 stabilisce che nemmeno per il 2017 potrà essere istituita l’imposta di soggiorno. Una cosa è certa, ad oggi la tassa non può essere applicata. La Federalberghi-Confcommercio di Agrigento invita tutti coloro che “stanno provando a scucire soldi ai visitatori della città di Agrigento – dice il presidente , Francesco Picarella- a fare un passo indietro e rispettare i regolamenti comunali anche perché si incorre in reati di carattere penale”. Dal canto suo, il sindaco Lillo Firetto incalza: “Procederemo con una diffida nei confronti di quanti hanno pubblicato il totale del costo per un pernottamento, comprendendo una tassa di soggiorno che non è ancora applicata, né è attualmente applicabile ai sensi di legge. La pubblicazione è una dichiarazione palesemente falsa e altera il mercato. Riteniamo che sia un’azione penalmente perseguibile, ancor più grave qualora la tassa sia già stata riscossa da tali strutture ai danni di ignari clienti. La tassa di soggiorno non può essere riscossa, né una volta riscossa può essere corrisposta in alcun modo all’amministrazione comunale”. La diffida sarà trasmessa alla Procura della Repubblica perché sia valutata la sussistenza di reati nella condotta dei titolari di tali strutture. E , sull’argomento, interviene anche il Distretto turistico valle dei templi: “siamo contrari – afferma l’amministratore, Gaetano Pendolino- ad ogni forma di speculazione e chiediamo da parte di tutti il rispetto delle regole. Banali espedienti contro legge creano un danno all’immagine della città ed in particolare alla qualità dell’intero sistema dell’ospitalità agrigentina”. Il coro è unanime: fare chiarezza e accertare le responsabilità.

 

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