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Non ci sta Legambiente all’individuazione della via di fuga dal centro storico, elaborata definitivamente il mese scorso dagli enti preposti, dopo una serie di tavoli tecnici indetti dal Prefetto di Agrigento Umberto Postiglione. Una soluzione, che è ancora solo in fase progettuale e non ancora approvata, dal costo orientativo di due milioni di euro, non condivisa, dunque, dall’Associazione, che ipotizza presunte speculazioni edilizie in agguato, oltre che un errato impatto concettuale con la vivibilità del centro storico. «La via di fuga c’è da sempre», dicono i componenti di Legambiente: «E’ la stessa via Duomo, adeguatamente sistemata». La via di esodo elaborata dagli enti, invece, comprende la sagomatura di tre case lungo la via Oblati, e la realizzazione di una nuova circonvallazione che scorrerà giù dalla collina su via XXV Aprile, sfociando poco dopo il cinema Ciak, a due passi dall’innesto con il viadotto Akragas. Un percorso finalizzato a consentire in caso di calamità naturale alla gente di sfollare «tranquillamente» e ai mezzi di soccorso di transitare rapidamente, con l’obiettivo di snellire il traffico quotidiano in quel centro storico, dove anche il transito di pochi mezzi crea inevitabilmente ingorgo, determinando una grande difficoltà di fatto anche del soccorso di un ambulanza del 118. Il tracciato scelto può essere suddiviso in due parti distinte, dove un primo tratto risulta meno agevole per via della ridotta ampiezza stradale di soli tre metri circa, percorribile a senso unico. E da qui che nasce l’esigenza di sagomare con demolizioni parziali uno o più edifici. Partendo da piazza don Minzoni si percorrerà la discesa Seminario e quindi la via Oblati fino a raggiungere la via Santa Marta. Il secondo tratto è meno complicato. Si tratta infatti di un sito con una larghezza sufficiente a consentire il doppio senso di circolazione. Dalla via Santa Marta sotto l’Istituto Gioeni, si raggiungerà il piazzale che separa il retro del Seminario dall’Istituto delle suore di Maria Ausiliatrice (Villa Galluzzo) e da lì, si scenderà sul versante nord – ovest della collina fino a raggiungere la sottostante via XXV Aprile, nelle vicinanze del cinema Ciak.