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La salvezza del centro storico di Agrigento passa attraverso una procedura di emergenza che prenda lo spunto dall’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri numero 3450 del luglio 2005 in materia di protezione civile con la costituzione di un tavolo tecnico tra protezione civile, genio civile e Soprintendenza ai beni culturali. Questo il percorso individuato nel corso della riunione svoltasi nella sede della presidenza della Regione a Palazzo d’Orleans. Ad illustrare come stanno le cose, con una dettagliatissima relazione tecnica, è stato il dirigente del Servizio di Agrigento del Dipartimento regionale di protezione civile Maurizio Costa il quale ha elencato le criticità ed ha fatto il punto su quanto è stato fatto e di quello che occorre fare con urgenza, senza ulteriori dilazioni, per mettere in sicurezza il centro storico e, com’è stato sottolineato, dell’area diocesana. In particolare egli ha riferito che proprio ad inizio di settimana si è incontrato con i tecnici del Dipartimento nazionale che forniranno il necessario supporto. Costa, hanno evidenziato come negli anni gli sforzi si siano concetrati tutti sugli edifici, trascurando però il pendio. Sulla base di questa relazione il si è discusso sul da farsi. In particolare il presidente Lombardo ha detto che «è il momento di affrontare in modo definitivo il tema del dissesto di Agrigento e di tutti i comuni della provincia segnati da problemi analoghi, puntando anche alle risorse che potranno derivare dalla riprogrammazione dei fondi Par Fas e dalla rimodulazione dei fondi comunitari”.  L’argomento verrà portato all’esame della Giunta di governo che dovrà deliberare la richiesta relativa all’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri.