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“Per più di trent’anni la città dei templi, per il recupero del suo centro storico,  ha  inneggiato all’approvazione del  piano particolareggiato, quale soluzione a tutti i problemi della città antica. Ma, gli architetti, negli ultimi quindici anni,  hanno continuato a ripetere che, in assenza di una serie di politiche complementari, il piano particolareggiato non avrebbe  raggiunto grandi obiettivi. Oggi, trascorsi quattro anni dall’approvazione dell’atteso strumento urbanistico, possiamo affermare che avevamo ragione”. A parlare è il Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Rino La Mendola, che ha già seguito da vicino le vicende del centro storico, nel ruolo di Capo del Genio Civile di Agrigento (dal 2007 al 2010) e di Presidente dell’Ordine Provinciale (dal 1996 al 2010). “Oggi, afferma La Mendola, le istituzioni non inneggiano più ad uno strumento urbanistico, ma ai finanziamenti pubblici, come la panacea di tutti i mali. Allora, anche oggi, affermiamo che, seppure indispensabili per riqualificare gli spazi pubblici o per consolidare gli ipogei  o ancora il versante nord  della collina su cui ricade la Cattedrale, gli eventuali finanziamenti pubblici che dovessero finalmente arrivare non riuscirebbero, ancora una volta, a promuovere il rilancio del centro storico quale cuore pulsante della città, se non si adotteranno contestualmente quelle politiche complementari che auspichiamo oramai da troppo tempo. Politiche che antepongano nuovo consumo di suolo al recupero del patrimonio edilizio esistente e che perseguano il ripopolamento del centro storico, anche attraverso incentivi fiscali ai cittadini che recuperino la  loro casa  o riaprano quelle botteghe che caratterizzavano la città antica sino agli anni 60. Politiche che assicurino servizi agli abitanti della città antica e che promuovano itinerari turistici integrati, non solo finalizzati alla fredda visita dei monumenti, ma caratterizzati anche da soste enogastronomiche, commerciali ed artistico-musicali, con l’obiettivo di  trattenere più a lungo possibile il turista nel centro storico,  promuovendo interessi  economici diffusi  a vantaggio dei cittadini. Tali  politiche peraltro, conclude La Mendola,  potrebbero stimolare aziende private ad investire sul centro storico della città dei templi, sul modello di esperienze positive come quella di Portofino, dove i cittadini che hanno recuperato, entro tre anni, il prospetto della loro casa in centro storico, hanno potuto fruire gratuitamente del materiale di finitura, prodotto da un’azienda che aveva sottoscritto con il Comune un apposito protocollo di intesa”.

Un pensiero su “Centro storico, La mendola: “I finanziamenti non bastano””
  1. SONO D’ACCORDO CON L’ARCHITETTO LA MENDOLA. POTREMMO SEGUIRE L’ESEMPIO DI MARZAMENI (PROVINCIA DI SIRACUSA) PER IL RILANCIO DEL CENTRO STORICO CHE HA UTILIZZATO COME ATTIVITA’ PROPULSIVA IL RILANCIO ECONOMICO E CULTURALE CON INIZIATIVE DI SOSTEGNO CHE HANNO PORTATO MARZAMENI A DIVENTARE UN GIOIELLO.

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