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Gli abitanti del centro storico hanno affisso dei manifesti sui portoni delle loro case per manifestare la loro protesta. E nel giro di poche ore quei cartelli, posizionati sulle loro proprietà sono stati tolti dalla Polizia Municipale perché sprovvisti della marca da bollo e dell’autorizzazione comunale. “Dunque nella nostra città per manifestare il proprio dissenso avvalendosi di un articolo della Costituzione non è possibile se non si è preventivamente pagato il dovuto al Comune” scrive L’Amico del popolo, settimanale cattolico agrigentino, sul suo sito on line, aprendo con la citazione di uno dei nostro fondamentali diritti: Articolo 21 della Costituzione Italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ma Agrigento si sta forse trasformando in un paese dell’America latina? Ma davvero siamo arrivati alla censura anche del pensiero oltre che della parola? chiede lo stesso settimanale. “I fatti di oggi, accaduti nella via Duomo, durante le ore che hanno preceduto l’afflusso di autorità in Cattedrale (che non dovevano essere turbate prima di recarsi in Chiesa alla vista di quei manifesti di protesta) deve farci riflettere ed anche tanto. I residenti del centro, tuttavia, hanno deciso di affiggere i manifesti sui loro cappotti e per poter così manifestare il loro dissenso”.