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Il 2012 è stato, sotto troppi punti di vista un’ anno da dimenticare, sicuramente un anno nero per l’occupazione in provincia di Agrigento”. E’ il bilancio che , in sintesi, traccia la Cgil agrigentina del 2012. Il segretario generale, Massimo Raso afferma:

E’ stato l’anno l’anno della messa in discussione dell’ITALCEMENTI a Porto Empedocle, con una CIG che non lascia presagire nulla di buono per il futuro e per il quale occorrerebbe una ripresa della mobilitazione unitaria e cittadina che sembra essersi smarrita.

E’ stato l’anno del disastro nel settore edile. I dati diffusi dalla Cassa Edile parlano chiaro: “ negli ultimi quattro anni le ore lavorate sono diminuite del 26 per cento, qualcosa come 1 milione e 300 mila di ore in meno. (…)

Scende anche il numero di operai calato del 19 per cento che, in valori assoluti significa che si sono persi 1.580 posti di lavoro”

E’ stato l’anno di tante battaglie per difendere il diritto al lavoro, al rispetto dei contratti, al salario, in tutti i settori: dai forestali agli operatori ecologici, dai dissalatori alle forze dell’ordine, dai bancari ai chimici, passando per metalmeccanici e trasporti, fino ai Pensionati.

E’ stato l’anno della ripresa della iniziativa forte nelle Scuole per Studenti e Insegnanti.

L’anno dei tanti “SIT IN” e degli Scioperi Generali: non c’è stata categoria che non ha dovuto “scendere in piazza”: la CGIL ha fatto la sua parte, come sempre e continuerà a farla.

E’ stato l’anno del “cambio della guardia” alla CGIL, a seguito della decisione di Mariella LO BELLO di candidarsi a Sindaco della Città, siamo riusciti a metabolizzare tutto questo e ad andare avanti.

 

A livello nazionale

Di fronte all’evidente acuirsi della crisi economica del Paese, all’allargarsi dell’impoverimento (che colpisce particolarmente la popolazione anziana), di fronte alla crescita della mobilitazione sociale, il Parlamento ha modificato alcune delle parti peggiori della proposta del Governo.

In particolare è stata ridefinita l’iniziativa di carattere fiscale (che sarebbe costata circa 400 euro annuali per una coppia di lavoratori e circa 300 per una coppia di pensionati) anche superando l’aumento dell’aliquota del 10% dell’Iva.

Rimane aperta la questione dell’aumento dell’aliquota “ordinaria” dell’Iva (già portata dal Governo al 21% con effetti molto negativi) prevista per luglio 2013, che dovrà assolutamente essere evitata nella prossima legislatura.

Non si può, comunque, che rimarcare criticamente il fatto che l’unico intervento, alla fine, di sostegno fiscale sia relativo al carico familiare, sia pure in relazione al reddito, e non alla condizione dei lavoratori e dei pensionati in generale su cui pesa, oggi, la stragrande maggioranza dell’imposizione sul reddito.

Il Parlamento ha poi ridotto l’impatto previsto per la finanza locale sia riducendo il taglio dei trasferimenti che alleggerendo il Patto di Stabilità.

Viceversa non c’è stata alcuna limitazione degli ulteriori tagli al Fondo sanitario nazionale e questo determinerà che, per la prima volta, non verrà sottoscritto il “Patto per la salute”, e cioè l’accordo di gestione interistituzionale, fra Conferenza delle Regioni e Governo.

Va segnalata anche la ricostituzione di alcuni Fondi sociali nazionali, a partire da quello per la non autosufficienza, anche se in misura del tutto inadeguata. Mentre continua la politica dei tagli per l’istruzione, l’università e la ricerca pubblica. Il Parlamento ha, inoltre, migliorato la proposta di introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, che il Governo aveva dovuto avanzare in quanto, ormai, assunta dal concerto europeo.

Quest’introduzione è sicuramente un fatto politico significativo e testimonia come, anche a livello europeo, la semplice riproposizione della politica dell’austerità sia ormai in grave difficoltà.

 

Da ultimo, grazie all’iniziativa della CGIL, sia a livello generale che delle categorie, sono stati realizzati parziali ma significativi risultati sulle ricongiunzioni onerose, sulla proroga per gli sfratti e per i precari della pubblica amministrazione (con l’obiettivo di salvaguardare occupazione e qualità dei servizi), circa gli interventi per le popolazioni terremotate in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

In particolare è dovuto alla nostra ostinata azione il rifinanziamento fino a 1,7 miliardi per gli ammortizzatori in deroga nel 2013.

La CGIL ribadisce la necessità di una nuova politica economica che affronti la più grande emergenza del Paese: l’aumento della disoccupazione oltreché della precarietà. Sia nei termini del ritorno di quella di lungo periodo (in particolare ma non solo nel Sud), sia nell’esplosione di quella giovanile, sia nel consolidarsi di un basso livello dell’occupazione femminile.

 

In tal senso il Direttivo nazionale convoca l’Assemblea nazionale di Programma per il 30 e 31 gennaio a Roma, nel cui ambito verrà presentata al Paese la proposta di un secondo “Piano del Lavoro” della CGIL.

 

A livello Regionale

Abbiamo un nuovo Governo, con cui ci confronteremo e di cui possiamo valutare solo i primi passi. Siamo fiduciosi, ma siamo anche sicuri che avremo orecchie attente ed una disponibilità al confronto mai avute prima.

Ci attendono scelte importanti su questioni che ci trasciniamo irrisolte da anni: precari, macchina burocratica, acqua, rifiuti.

La presenza nella compagine governativa di Mariella lo Bello ci inorgoglisce e ci responsabilizza, ma non fa deflettere la tradizionale “autonomia” della CGIL dalla politica: giudicheremo i fatti, stando dalla parte del mondo del lavoro e spingendo per soluzioni che portino a casa risultati per chi rappresentiamo e nell’interesse della Sicilia.

 

A livello Provinciale

Ci attende un 2013 di impegno: si tratta di trasformare i tanti “tavoli” attivati in percorsi più fattivi e concreti per far ripartire l’economia in questa provincia.

Per “cantierare” il “cantierabile” e definire un progetto industriale serio e credibile per questa Provincia.

Registriamo i timidi passi fatti da alcune antiche questioni: dalle infrastrutture agli annunciati investimenti industriali, ma sono segnali troppo timidi!

Occorrerebbe un ruolo più deciso da parte di tutte le forze economiche e sociali in grado di intavolare con il nuovo Governo della regione e con quello che uscirà eletto a livello nazionale, più stringenti relazioni e risultati sulle emergenze del nostro territorio: centri storici, sviluppo termale, infrastrutture scolastiche e civili, investimenti turistici, rilancio del sottosuolo avendo a cuore le ragioni della salute e dell’ambiente, credito. Alcuni dei tanti titoli.

Su questo la CGIL Agrigentina si spenderà con tutte le proprie forze da sola ed insieme a quelle forze che ci staranno.

L’attività politica organizzativa della CGIL partirà – come ogni anno – da SCIACCA, dove il 4 Gennaio commemoreremo la figura di ACCURSIO MIRAGLIA assassinato dalla mafia il 4 gennaio del 1947, per ribadire il nostro fermo NO alla mafia, vero ostacolo allo sviluppo di questa nostra terra.

Continueremo con un seminario dei nostri quadri sulle novità previdenziali legate all’avvio dell’ASPI e della MINI – ASPI e con la INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE di VILLASETA.

A metà Gennaio pensiamo di convocare gli “STATI GENERALI” della CGIL AGRIGENTINA per definire insieme a tutta la nostra rete sindacale, la strategia del Sindacato per il 2013 ed un rinnovato assetto organizzativo nel territorio.

 

Ai Lavoratori Agrigentini, con particolare attenzione a chi oggi è più debole nel mercato del lavoro, ai disoccupati, ai pensionati ed alle loro Famiglie, giunga l’augurio affettuoso e sincero della CGIL insieme all’appello affinchè si stringano e rafforzino il nostro sindacato ed i valori per i quali ci battiamo da oltre 100 anni: solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale!”

Alfonsa Butticè