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Anatema di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento, contro la mafia
Difficile dimenticare quelle accorate parole pronunciate da Papa Giovanni Paolo II, a Piana San Gregorio, e a ricordarle, oggi, è anche l’Arcivescovo di Palermo e Presidente della Conferenza episcopale siciliana, Monsignor Paolo Romeo, nel commentare l’operazione che sabato scorso ha portato all’arresto eccellente del superlatitante Gerlandino Messina.
“I comportamenti mafiosi sono antievangelici ed è assolutamente inutile, oltre che offensivo, sfoderare Bibbia e santini, invocazioni varie, se poi si sceglie il male nella quotidianità della vita”, dichiara Monsignor Romeo. “I frequenti collegamenti verbali e non solo verbali che uniscono mafiosi e religione sono ben più che fuori posto. Ce lo insegna Cristo e ce lo dice il Vangelo – aggiunge l’arcivescovo di Palermo.”
“Non possiamo accettare la mafia, quella tradizionale, quella violenta, quella dei boss e dei criminali, ma come possiamo restare impassibili o peggio lasciarci coinvolgere dall’altrettanto terribile cultura mafiosa?”. Sono parole, invece, del Capo della Chiesa agrigentina, Monsignor Francesco Montenegro, che ribadisce “il no netto e fermo alla mafia”, ma che soprattutto esprime seria preoccupazione per una mentalità mafiosa, quella, afferma, “di continuare a chiedere il favore al politico di turno o a chiunque rivesta un ruolo di potere”, “alla voglia di predominare continua che emerge quotidianamente, al supermercato, in strada, negli uffici” e “certe volte anche nelle chiese e nelle sacrestie”.
Parla della possibilità di poter sempre scegliere, Monsignor Montenegro, di mancanza di vie di mezzo: “il Vangelo o lo si vive o non lo si vive”.
Per la Chiesa Siciliana, dunque, “lottare contro la mafia non è solo un lottare contro i boss e le cosche, o condannare la mafia dei cosiddetti colletti bianchi, ma “imparare a riconoscere la moderna e silenziosa mafia di tutti i giorni” e “soprattutto di combatterla”.
D’altronde solo poche settimane fa, anche Papa Benedetto XVI in visita a Palermo, ha evidenziato come la mafia è una strada di morte e che è incompatibile con il Vangelo.