Chiusura della galleria Spinasanta. Giuseppe Pane: “Ci metterete in ginocchio”

“Ci metterete in ginocchio”. Questo è il grido di allarme che Giuseppe Pane imprenditore di Raffadali , in rappresentanza di un cospicuo gruppo di commercianti ed artigiani di concerto con la Confesercenti provinciale, lancia per la chiusura della galleria Spinasanta direzione Raffadali.  “Già il nostro territorio – continua Pane –  è martoriato da una viabilità da terzo mondo, adesso questa scellerata decisione porterà al collasso tutti gli operatori economici dell’entroterra. Certamente la messa in sicurezza della galleria è priorità assoluta ma la regolare manutenzione dell’infrastruttura  nel corso degli anni avrebbe evitato tale disagio. In ogni modo si poteva valutare il doppio senso di marcia in una unica galleria. Ovviamente l’Anas, ente gestore, non si sogna di riunire in  un tavolo tecnico  i vari sindaci e le associazioni per cercare di trovare soluzioni che riducano al minimo il disagio”.

“Chi deve arrivare a Raffadali o In uno dei paesi dell’entroterra da Licata, – aggiunge Pane – e non conosce le scorciatoie, fidandosi delle sole indicazioni stradali, deve percorrere la ss115 dei scrittori, arrivare fino allo svincolo per la Favara nord/zona industriale essendo il viadotto Petrusa chiuso, ritornare in direzione Agrigento, infine vista la chiusura della galleria entrare ad Agrigento percorrendo la via Imera ed il quadrivio Spinasanta con attese che in orario di punta con le aperture delle scuole può far ritardare il percorso di almeno 60 minuti, un vero e proprio pellegrinaggio”.

“Non è assolutamente una condizione accettabile – conclude Giuseppe Pane – e alla luce di ciò chiedo per nome e per conto dell’imprenditoria locale, che una delegazione dell’Anas, incontri i sindaci dei paesi dell’entroterra coinvolti  e le associazioni con in testa Confesercenti, per trovare immediate soluzioni e date certe, dato che per come recita il comunicato, la data del 30 novembre si deve considerare solo per procedere ai rilievi, mentre eventuali interventi di manutenzione saranno successivi, dunque non traspare una reale data di riapertura della canna ammalorata. Confidiamo pertanto nel buon senso delle istituzioni e della politica per far sì che non si dia il colpo finale alla nostra già moribonda situazione mettendoci ulteriormente e definitivamente in ginocchio”.