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Tornano a protestare e a ribadire il loro NO all’aeroporto gli agricoltori di Licata gridando ad ad alta voce che “l’infrastruttura rischia di gettare sul lastrico centinaia di famiglie che vivono di agricoltura. Ci vogliono togliere terra e lavoro- affermano senza mezzi termini”. Una protesta ferma e decisa che il presidente della Cia, Giuseppe Politi , ha potuto constatare con mano incontrando gli imprenditori agricoli della zona che sono da tempo mobilitati per respingere gli espropri dei fondi di una pianura altamente produttiva; sul posto ci sono decine e decine di aziende agricole, attività primaria della città di Licata. La Cia è scesa in campo contro l’infrastruttura: “Siamo a fianco degli imprenditori agricoli -ha detto Politi- pronti a dare battaglia affinchè vengano tutelati gli interessi di chi ha fatto tanti sacrifici e vive della propria attività. Non permetteremo che nella Piana di Licata sorga un aeroporto che non serve- ha continuato- che non rappresenta affatto un volano di crescita economica, sociale e globale per tutto il territorio”. Lo scorso mese di aprile è partito l’iter espropriativo dei fondi di contrada Piano Romano, una zona altamente produttiva; sul posto ci sono decine e decine di aziende agricole e sono 500 i braccianti e gli imprenditori che col “primo volo” vedrebbero azzerato il loro reddito. Di parere completamente opposto è il presidente della provincia, Eugenio D’Orsi, secondo il quale “L’aeroporto in provincia di Agrigento rappresenta un volano di crescita economica, sociale e globale per tutto il territorio.”