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“E’ davvero incredibile pensare di potere ospitare centinaia di profughi nella stessa struttura in cui alloggiano oltre 600 agenti di polizia. Eppure è quanto si è verificato alle porte di Milano: quattrocento immigrati hanno trovato sistemazione nel residence Ripamonti, a fare da nuovi vicini di pianerottolo agli agenti di polizia, che perciò si trovano a svolgere un servizio di ordine pubblico non retribuito anche nelle ore di riposo”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia. “L’incomprensibile decisione del Viminale – spiega Maccari – pone dei seri problemi di sicurezza per i colleghi milanesi. Non esiste infatti una netta separazione tra la parte dell’edificio destinata ai profughi e quella destinata al personale di Polizia: una promiscuità che causa continui stati di tensione tra gli immigrati e ciò rappresenta non solo un enorme disagio, ma anche un pericolo continuo per i poliziotti, che di fatto restano in servizio 24 ore su 24, e non si vedono garantito il diritto sacrosanto a trascorrere in serenità e sicurezza le ore di riposo. Le ragioni elettoralistiche continuano a prevalere rispetto al buonsenso. Il Governo continua a scaricare le decisioni ‘scomode’ sulle spalle dei poliziotti, approfittando del loro senso del dovere fino a calpestarne i diritti più elementari e a metterne a rischio la stessa incolumità”.