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Acqua, nucleare e legittimo impedimento: sono questi gli argomenti dei quattro quesiti referendari (due riguardano il servizio idrico) a cui i brianzoli, come il resto degli italiani, saranno chiamati ad esprimersi il 12 e il 13 giugno. Quando si vota. Le urne saranno aperte domenica 12, dalle 8 alle 22, e lunedì 13 giugno, dalle 7 alle 15. Per votare è necessario recarsi ai seggi con un documento di riconoscimento e la tessera elettorale. In caso di smarrimento, l’elettore può richiederne un duplicato presso l’ufficio elettorale del comune di residenza. Come si vota. L’elettore ha la facoltà di votare per tutti e quattro i quesiti referendari oppure solo per alcuni. Affinché il referendum sia valido è necessario il raggiungimento del quorum, cioè deve recarsi alle urne il 50% più uno degli aventi diritto. Trattandosi di referendum abrogativo, se vince il SI vengono annullate le norme sottoposte a referendum, se vince il NO rimangono in vigore quelle oggetto del quesito. In altre parole, votando SI il cittadino si dichiara contrario alla privatizzazione dell’acqua, al ritorno al nucleare e alle leggi sul legittimo impedimento, mentre votando NO esprime la volontà di voler mantenere le attuali disposizioni decise dal governo. Studenti fuori sede. Anche gli agrigentini fuori sede per lavoro o per studio possono votare. possono votare se vengono nominati Rappresentanti dei promotori presso i seggi elettorali. Basta avere con sè la propria tessera elettorale. Per proporsi come Rappresentanti basta contattare il Comitato Referendario più vicino. In questo modo chi vorrà potrà votare anche nel seggio segnalato anche se diverso da quello in cui si è iscritti. Successivamente coloro che hanno segnalato la propria disponibilità riceveranno una delega dai promotori. Per ogni sezione elettorale (e per ciascun quesito), possono essere nominati due rappresentanti, un titolare e un supplente. Quindi, i promotori dei 2 referendum sull’acqua, potranno nominarne 4, mentre il comitato Vota si per Fermare il Nucleare potrà nominarne 2 per seggio. Per chi invece vuole tornare a casa a votare i biglietti ferroviari nominativi a tariffa ridotta sono rilasciati dietro esibizione della tessera elettorale e di un documento di identità (unicamente per il viaggio di andata è ammessa l’autocertificazione). I biglietti hanno un periodo di utilizzazione di venti giorni (stabilito per ogni consultazione) e devono essere convalidati prima di iniziare il viaggio di andata e quello di ritorno. Lo sconto è del 60%. Per i viaggi effettuati con il mezzo aereo sul territorio nazionale, e’ riconosciuta agli elettori un’agevolazione per il viaggio di andata alla sede elettorale dove sono iscritti e ritorno, nella misura del 40 per cento del costo del biglietto. L’importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e ritorno per ogni elettore. Che cosa si vota. Sono quattro i quesiti referendari a cui l’elettore è chiamato ad esprimersi. Il primo riguarda la cosiddetta privatizzazione dell’acqua; il secondo, sempre legato alla risorsa idrica, riguarda i profitti legati alla commercializzazione della risorsa stessa; il terzo riguarda la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano; il quarto riguarda la possibilità del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri di non presentarsi in udienza invocando il legittimo impedimento, cioè l’impossibilità di comparire di fronte i giudici a causa di impegni istituzionali. Eccoli in dettaglio: Primo quesito, scheda rossa: prevede l’abrogazione di norme che consentono di affidare la gestione del servizio idrico a operatori economici privati. Se vince il SI il servizio idrico sarà gestito da enti pubblici, se vince il NO sarà gestito da aziende private. Secondo quesito, scheda gialla: prevede l’abrogazione delle norme che consentono al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti sulla tariffa. Se vince il SI le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti, se vince il NO le aziende private che gestiscono la fornitura di acqua possono decidere il prezzo ed ottenere profitti sulla tariffa. Terzo quesito, scheda grigia: prevede l’abrogazione delle nuove norme che consentono la costruzione e l’utilizzo di centrali atomiche in Italia. Se vince il SI non verranno realizzate centrali nucleari, se vince il NO si potranno costruire centrali nucleari nel nostro Paese.

Quarto quesito, scheda verde: prevede l’abrogazione del legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri a comparire di fronte ai giudici in udienza. Se vince il SI il Presidente del Consiglio e i ministri non potranno appellarsi ad impegni istituzionali per non comparire in tribunale, se vince il NO potranno invocare il legittimo impediemento. La questione del quorum: il quorum indica il numero minimo di elettori che devono prendere parte alla tornata elettorale perché il referendum sia valido e perciò idoneo ad abrogare la disposizione oggetto del quesito: esso è fissato nel 50% più uno degli aventi diritto al voto. Legambiente diffonde un allarme, per il quale è necessaria soltanto un po’ di attenzione: “le schede dei referendum sono di tipo “carta copiativa”; se le sovrapponi, si segnano anche quelle sotto, così poi vengono annullate”.