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Confermata la revoca della scorta all’imprenditore Cutrò News Agrigentotv

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Confermata la revoca della scorta all’imprenditore di Bivona, Ignazio Cutrò che è anche presidente nazionale dei testimoni di Giustizia. Il ricorso da lui presentato al Tar Lazio contro la
revoca, da parte della Commissione Centrale, delle speciali misure di  protezione adottate nei suoi confronti e della sua  famiglia è stato  rigettato. Cutrò prende atto della decisione e in una nota accusa lo stato di avergli voltanto le spalle.  “Continuerò a testimoniare gli ideali  di giustizia e proseguirò il mio impegno contro le mafie ed a sostegno  dei testimoni di giustizia – dice- nonostante lo Stato  abbia  unilateralmente voltato le spalle a me, mia moglie ed i miei figli. Le  ragioni della mancata proroga delle speciali misure di protezione non  stanno nel venir meno del rischio pericolo di vita ne tantomeno a causa  delle mie proteste. Nulla di tutto ciò! Io sono ritenuto colpevole di  avere dato voce a chi, con coraggio civile, aveva affidato la propria  stessa vita allo Stato ed in cambio aveva ricevuto da esso solo  sofferenza e isolamento. Alquanto ridicola poi la affermazione che la  famiglia Cutrò- continua la nota- non è esposta ad alcun concreto pericolo di vita. Forse  una passeggiata per Bivona aiuterebbe la Commissione Centrale a  schiarirsi meglio le idee. Sulla mia persona e sulla mia famiglia viene  riversato aspro rancore per non essere scesa a più ” miti consigli” da  parte di chi nelle Istituzioni mi chiedeva di farmi da parte o nella  migliore delle ipotesi di farmi i fatti miei. Ora la mia vita, la mia  stessa vita e quella di mia moglie  e dei miei due amati  figli,  sono nelle vostre mani e in quelle di chi  nelle Istituzioni credono che lo Stato debba fare la sua parte, nella  lotta contro le mafie, fino in fondo senza se e senza ma. Oggi alzo le mani, non in segno di resa, ma per  chiedere a ciascuno di voi di alzare alta la vostra indignazione.”