fbpx

Mentre la città si prepara ad assistere ad un altro sciopero, previsto per lunedì e martedì prossimo, per via del mancato recepimento degli stipendi degli addetti alla raccolta dei rifiuti, un tavolo di lavoro riunitosi ieri, approda ad una serie di conclusioni propositive. “Efficacia degli interventi, efficienza delle strutture chiamate ad intervenire, tutela della salute”. Sono questi, infatti, i punti cardine del piano per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, elaborato nell’incontro, a cui hanno preso parte, il presidente di Confindustria Agrigento Giuseppe Catanzaro e Giancarlo Alongi componente di Assoambiente, l’assessore provinciale all’Ambiente Stefano Castellino accompagnato dai dirigenti del settore, il rappresentante dell’Arpa Giuseppe Maragliano, nonché i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.
Tra gli argomenti su cui si è puntato l’accento, il costo sostenuto dal cittadino, comprensivo, si è detto, degli oneri dell’intero ciclo: dalla fase della raccolta fino al trattamento dei rifiuti negli impianti di trattamento o di smaltimento per i rifiuti destinati alla discarica. “Il cittadino deve poter pagare di meno e ciò può avvenire grazie all’innovazione ed alla ricerca, hanno affermato ieri i partecipanti alla riunione; due elementi, questi, che le aziende del settore presenti nell’agrigentino hanno già sviluppato e hanno addirittura esportato in Italia ed all’estero diventando modello da seguire per le imprese di altre aree geografiche”. Si è parlato così, di raccolta porta a porta; di attenta analisi dei costi; di un modello che trovi d’accordo parti sociali e istituzioni che devono sollecitare investimenti e innovazioni in un settore che conta in provincia di Agrigento oltre 1000 addetti e imprese capaci di competere anche sui mercati esteri . “La crescita del settore – è stato rilevato – premia anche i controllori (ARPA e Provincia)” .
“Tutto è possibile se vi è da parte dei cittadini il rispetto delle procedure di conferimento e se vi è un’opera di vigilanza da parte delle amministrazioni comunali”. Ciò consentirà di ridurre il numero degli operatori addetti allo spazzamento delle strade recuperando, senza aggravio di costi, il personale aggiuntivo necessario allo svolgimento di tale tipo di servizio”. E’ questa in sintesi la conclusione a cui sono approdati Confindustria, AssoAmbiente, Sindacati e Provincia, insieme.