fbpx

La sezione misure di prevenzione presso il Tribunale di Palermo sulla scorta delle risultanze investigative prodotte dal Reparto Operativo – Nucleo Investigativo – del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, ha emesso un provvedimento di “confisca” di beni del valore complessivo di circa 5 milioni di euro, giudicati tra le disponibilità economico-imprenditoriali riconducibili a Francesco Ferranti, nato a Carini, 63 anni,  imprenditore e prestanome affiliato alla famiglia mafiosa di Carini. L’imprenditore era stato tratto in arresto in un blitz scattato all’alba dell’1 dicembre 2007, al termine di un’indagine antimafia condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo e del R.O.S. (Raggruppamento Operativo Speciale), relativa alle dinamiche interne al Mandamento di “San Lorenzo – Tommaso Natale” (a capo del quale vi era il Boss Salvatore LO PICCOLO), riconosciuto storicamente come uno dei più potenti all’interno di “Cosa Nostra” tanto da estendere la propria influenza criminale anche sulle famiglie mafiose della zona occidentale della provincia tra cui Cinisi e Carini. In quell’occasione erano finiti in manette anche di maggio Gaspare, nato cinisi classe 1961, reggente della locale famiglia mafiosa, passalaqua Calogero Giovanbattista, nato carini classe 1931, elemento di spicco della locale famiglia mafiosa, dalfone Paolino, nato a palermo classe 1949, affiliato famiglia di carini. L’accusa era per tutti di associazione mafiosa finalizzata alla commissione di omicidi, narcotraffico, estorsioni, controllo di appalti e forniture per opere pubbliche e impiego di denaro, beni o utilità d’illecita provenienza, nonché appartenenza alla rete di fiancheggiatori del boss allora latitante Salvatore Lo Piccolo. Subito dopo l’arresto i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno messo in atto una complessa e minuziosa attività investigativa e, attraverso una vasta serie di accertamenti economico – patrimoniali sul conto del Ferranti, hanno individuato i beni ottenuti grazie al reimpiego di denaro di illecita provenienza da parte di “Cosa Nostra”. A seguito di queste risultanze investigative la Sezione Misure di Prevenzione presso il Tribunale di Palermo, aveva disposto nell’aprile del 2010, nei confronti del Ferranti, il sequestro di vari beni pari ad un valore di 6 milioni di euro. Ora, a distanza di un anno è scattata la confisca per i seguenti beni: impresa individuale “Ferranti Francesco”, operante settore agricolo e colture olivicole, con relativo complesso beni aziendali, avente sede in Carini; quota pari al 50% della societa’ “Opus Immobiliare s.r.l.” operante nel settore immobiliare ed edile, avente sede in Carini; societa’ edile “Torre s.r.l.”, con relativo complesso beni aziendali, avente sede in Carini; societa’ edile “Ferranti costruzioni s.r.l. unipersonale”, con relativo complesso beni aziendali, avente sede in Foligno (Pg); due ville site in Carini; 50% di un’ abitazione di tipo popolare, sita in Carini; 14 appezzamenti di terreno, siti in Carini; multi proprieta’ sita in Vedelago (Tv); un libretto bancario. Nel medesimo contesto, il Tribunale ha disposto a carico di Francesco Ferranti, l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 3 anni e 6 mesi.