“Corrotto con 40 palme” 4 mesi a D’Orsi

Quattro mesi di reclusione per l’accusa di corruzione: secondo i giudici l’ultimo presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, si sarebbe fatto dare da un vivaista quaranta palme del suo negozio, destinate alla sua villa di Montaperto, in cambio di un appalto consistente nella vendita all’ente di tutte le piante dell’attività, prossima alla chiusura.

La sentenza è stata emessa nel pomeriggio. Il pubblico ministero Carlo Cinque aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione. Il difensore, l’avvocato Daniela Posante, aveva invece insistito per l’assoluzione sostenendo che “non esiste alcuna prova dell’accordo fra loro o di un nesso fra le palme arrivate a casa di D’Orsi e l’acquisto delle piante fatto dalla Provincia”.La sentenza, dopo una breve camera di consiglio, è stata emessa dal collegio di giudici presieduto da Gianfranca Claudia Infantino.

Il processo è una costola dell’inchiesta principale che ha portato alla condanna di D’Orsi a un anno di reclusione per l’accusa di avere ottenuto il rimborso di pranzi e cene senza che risultasse “adeguatamente motivato” il fine istituzionale.