Crack dei supermercati, funzionario Unicredit. “Burgio ci doveva 26 milioni”.

Altra udienza, in Tribunale, del processo riguardante l’imprenditore di Agrigento, Giuseppe Burgio, 52 anni, finito, circa un anno e mezzo fa, in manette con l’accusa di bancarotta fraudolenta.A deporre in aula il funzionario dell’Unicredit, Salvatore Lo Re, che nel 2010 era responsabile pro temore dell’ufficio recupero crediti. Lo Re ha dichiarato testualmente che “le imprese legate a Giuseppe Burgio erano debitrici di 26 milioni di euro”, ed ha parlato dei rapporti intercorrenti fra l’ex “re dei supermercati” e l’istituto bancario.Burgio, dopo un anno e mezzo di carcere, nelle scorse settimane ha ottenuto gli arresti domiciliari.  Il collegio presieduto dal giudice Luisa Turco ne ha disposto l’accompagnamento al tribunale con la scorta della polizia penitenziaria che, anche ieri, lo ha prelevato dalla sua abitazione per poi fare il percorso inverso quando si è conclusa l’udienza, che si è celebrata nonostante lo sciopero degli avvocati penalisti proprio perché l’imputato è detenuto. Lo Re, rispondendo al pm Russo e all’avvocato Ida Giganti che compone il collegio difensivo dell’imputato insieme alla collega Carmelita Danile, ha ricostruito i rapporti con la banca del gruppo Burgio. “Le imprese di Burgio erano prossime al fallimento e lui fece sapere che avrebbe fatto delle operazioni che gli avrebbero dato liquidità, ma così non è stato” Secondo la Procura di Agrigento, l’imprenditore, che recentemente è stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari, avrebbe distratto fondi per 50 milioni di euro attraverso una serie di operazioni finanziarie.