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Cresce la paura e l’insofferenza nel centro storico di Agrigento, da parte dei residenti che chiedono un’azione più repentina. Nulla è cambiato nella zona del palazzo Schifano, crollato lo scorso 13 marzo, e niente potrà cambiare a breve nel luogo delle macerie del palazzo Lo Iacono Maraventano, sbriciolatosi all’alba del giorno di pasquetta. Nonostante oggi sia stato disposto il dissequestro delle macerie, infatti, per la loro rimozione si dovrà attendere una serie di interventi tecnici di messa in sicurezza, per evitare soprattutto che collassino gli edifici adiacenti all’unico muro rimasto in piedi.

E non conforta i residenti l’esito della riunione che si è svolta la notte scorsa a Palazzo d’Orleans, tra la deputazione agrigentina e il Presidente Lombardo. L’obiettivo è quello di una strategia unitaria per salvare il centro storico di Agrigento, partendo dalla richiesta di una procedura di emergenza, che prenda spunto dall’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in materia di Protezione civile, n° 3450 del luglio 2005. Ma non si sente rassicurato neanche il Primo Cittadino di Agrigento, che guarda alla situazione di emergenza attuale.

Il finanziamento di due milioni di euro di cui parla Lombardo furono assegnati nel 2010 al Genio Civile e non al Comune”, conclude Zambuto. Alcuni degli abitanti sfollati nelle scorse settimane, sono ospitati in un albergo a spese del comune; altri da parenti e amici.