Cupa, è sempre più caos

Sul Cupa regna sempre l’incertezza. Appelli, dichiarazioni, repliche ma aldilà delle parole nessun fatto concreto. E’ questa la triste situazione dell’Università Agrigentina a pochi giorni dal 9 maggio. In quella data Senato Accademico e Cda dell’Università di Palermo definiranno l’offerta formativa dell’Università che invieranno al Miur. Da li in poi sarà attesa fino al 15, giorno in cui lo stesso Ministero dell’istruzione Università e Ricerca definirà il piano nazionale e l’attribuzione delle risorse alle singole sedi. Pochi giorni dove i vari Enti, oltre a passarsi la patata bollente, dovranno avere un obiettivo unico: salvare l’istruzione agrigentina.  All’ “inutile gioco al rimpiattino” definito dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto,  ha replicato il presidente della Camera di commercio di Agrigento, Vittorio Messina affermando che nessuno gioca con il futuro del Cupa. A farsi sentire sono stati anche i sindacati. I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil  scagionandosi da qualsiasi colpa vogliono sapere cosa sta succedendo nel rispetto delle famiglie e dei 15 dipendenti, parlando anche di consorzio virtualmente morto.  A chiamare tutti all’ordine è stato infine il Commissario straordinario del Libero Consorzio di Comuni di Agrigento Roberto Barberi che ha chiesto al Presidente del Cupa di convocare un’assemblea straordinaria dei Soci per  il prossimo 13 Maggio, nel corso della quale verranno elaborate le modifiche statutarie per salvaguardare il futuro del consorzio universitario. Insomma dopo fiumi di parole è arrivato il momento di passare ai fatti. Una missione speriamo difficile e non impossibile.

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