fbpx

Che si tratti un omicidio, ormai, non esiste alcun dubbio. L’uomo trovato sotto il cavalcavia di contrada “San Marco” di Agrigento, una sorta di tunnel realizzato per consentire, al di sopra, la realizzazione della rete ferrata utilizzata per il passaggio dei treni sulla tratta Agrigento – Porto Empedocle., che per qualche ora ha nascosto il cadavere. I carabinieri lo hanno identificato in Francesco Vasile, 71 anni, residente nella zona del Cimitero di Agrigento, noto alla comunità perchè trasportava bombole di gas. Un uomo senza pregiudizi di polizia, “pulito” in una sola parola. Del fascicolo d’inchiesta si sta occupando il sostituto procuratore Luca Sciarretta, che ha già disposto l’autopsia per accertare come l’uomo sia morto prima di essere stato bruciato: apparentemente non si rilevano, infatti, tracce di arma da fuoco. Occorrerà dunque capire se il tunnel di contrada San Marco sia il luogo reale del delitto o se in quel posto Vasile è stato traportato. Naturalmente, ma i periti impiegheranno molto poco, bisognerà sapere se l’uomo è stato prima ucciso e poi bruciato e stabilirne le modalità.

L’omicidio – questo va detto – rientra nella tipica e classica casistica della criminalità comune, spicciola. Le prime indagini, infatti, sembrano escludere ogni coinvolgimento di criminalità organizzata. I carabinieri del capitano Giuseppe Asti e del Reparto operativo del capitano Nicolò Pisciotta, dopo una serie di interrogatori e indagini che si sono protratti per tutta la notte,  sembrano avere le idee chiare e sembra altresì che abbiano individuato alcune piste utili che potrebbero portare nelle prossime ore all’individuazione dell’assassino. Un filone investigativo prevalente sugli altri porta dritto ad una contesa per una questione di soldi.