Differenziata, Agrigento “conquista” il 70,73%

Agrigento conquista ancora percentuali sulla raccolta differenziata. 

Dal 69,06 per cento dello scorso dicembre, la città è passata – per quanto riguarda gennaio – al 70,73 per cento. Numeri che , ancora, una volta fanno stocere il naso a tantissimi agrigentini che sui social sono scatenati: “numeri ok, ma la città è sporca”. Questo in sintesi quello che scrivono.  I mastelli non vengono svuotati con regolarità: saltano, spesso, dei turni e l’ immondizia in strada c’è perchè gli incivili ci sono, nonostante l’opera di controllo portata avanti da comune, polizia municipale e le ditte che si occupano della raccolta. L’amministrazione comunale, dopo aver avuto un nuovo “faccia a faccia” con le ditte che si occupa del servizio di igiene ambientale, minaccia sanzioni nei confronti delle imprese. Nonostante tutto , dunque,  la percentuale di raccolta differenziata di Agrigento continua a crescere. Per gennaio scorso, Agrigento ha avviato a recupero un milione 461mila 569 chilogrammi di rifiuti  (erano stati un milione 298mila 390a dicembre), mentre allo smaltimento sono stati inviati 604mila 930 chili (581mila 600 invece i chili del mese prima).  Ritornano a parlare di inciviltà, sono entrati in azione questa mattina intorno alle 6, gli operatori ecologici e i mezzi dell’Iseda, per ripulire, per l’ennesima volta, piazza Ravanusella.

Gli operatori ecologici hanno dovuto lavorare un paio d’ore per raccogliere, con l’ausilio di pale meccaniche, una grossa quantità di spazzatura non differenziata. A piazza Ravanusella infatti, soprattutto nell’area recintata dove sorgeva un distributore di benzina, è ormai uso consueto lasciare, sia di giorno che di notte, ogni tipo di rifiuto in barba ai divieti e alle sanzioni che sono previste. “Per l’ennesima volta – ha commentato l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – ci siamo trovati ad intervenire per piazza Ravanusella, così come facciamo per bonificare altre discariche abusive, e speriamo che questa volta, con una presa di coscienza e di ritrovata civiltà, semplici cittadini e commercianti, non continuino ad utilizzare una strada pubblica come loro pattumiera personale”.