Diritti negati, il Tg 5 si occupa del calvario di una maestra di Favara

In un Paese paralizzato dalla burocrazia, dove dilaga la corruzione, i cittadini onesti per ottenere i propri diritti, spesso ricorrono alle denunce pubbliche tramite i media nazionali, nell’auspicio che le segnalazioni, grazie al clamore mediatico, possano trovare una risposta. Questo è stato il caso, ad esempio, di un’insegnante di Favara, che grazie all’intervento del TG5 e nello specifico del giornalista agrigentino Carmelo Sardo, ha potuto rendere noto il calvario a cui è sottoposta. Prima di addentrarci nella storia che la signora ha raccontato all’inviato di Mediaset però, occorre contestualizzare l’ambiente in cui questo accade. Siamo in Provincia di Agrigento, dove è in corso l’inchiesta “La carica delle 104”, l’indagine che vede coinvolte oltre un centinaio di persone, mira a fare luce su un presunto giro di truffe attuate da soggetti che, mediante certificazioni mendaci (ottenute grazie alla disponibilità di alcuni operatori sanitari) hanno usufruito i benefici previsti dalla Legge 104 che, nel caso degli insegnanti, serve ad ottenete l’assegnazione di una cattedra nella Provincia di residenza. Uno scandalo, questo dei furbetti delle 104, che vede proprio in Favara e Raffadali i centri più attivi nell’organizzazione dei rilasci delle certificazioni false che attualmente sono al vaglio della Magistratura. Fatta la dovuta premessa, passiamo ad esaminare il caso della signora Carmen. Una vita felice per la giovane docente, che con sacrifici, dopo un breve periodo da precaria, riesce finalmente ad ottenere la cattedra in una delle Province del Nord. Poi, con l’arrivo della prima figlia, il trasferimento provvisorio in Sicilia. IL calvario della signora Carmen però nasce con l’arrivo di Filippo, un bambino affetto da una rarissima encefalopatia e che proprio per la situazione clinica, necessita di assistenza continua. La mamma, inizia quindi a chiedere al Ministero dell’Istruzione di poter lavorare in un luogo vicino al proprio bambino. Richieste che non sono mai state accolte. Grazie ad una Legge, Carmen, comunque riesce a lavorare per tre anni alla Procura della Repubblica di Agrigento come cancelliere. Scaduti i 36 mesi però, Carmen è tornata ad insegnare a Palermo, centro distante circa a 3 ore di macchina dalla sua abitazione. Poi arriva la riforma della “Buona Scuola” di Renzi e paradossalmente, la mamma (insegnante di ruolo) che da circa 6 anni chiede al ministero di essere trasferita in una scuola della sua Provincia per poter essere vicina al figlio gravemente malato, non ottiene una cattedra nell’agrigentino perchè i posti, 52 per l’anno scolastico in corso, sono stati assegnati ad altrettanti docenti precari in possesso della famosa 104 personale. Carmen, anche lei è in possesso della 104, ma non quella personale, quindi ai fini della graduatoria, la mamma che al ritorno dal lavoro da Palermo anziché riposare è costretta a rimettersi in viaggio per Canicattì per portare Filippo in una struttura di riabilitazione, non può lavorare nella sua zona. Per esigenze che tutti, tranne lo Stato, comprendiamo, la mamma è spesso costretta ad usufruire dei congedi, in totale sono di due anni quelli concessi per la carriera degli insegnati. La signora Carmen li ha già quasi esauriti e da maggio prossimo, se le cose non cambiano, sarà costretta a lasciare il mondo dell’insegnamento. La signora si sente una vittima del sistema, gli abusi che negli anni si sono fatti dei benefici legati alla 104, dovrebbero far riflettere soprattutto chi, ottenendoli in modo illecito, toglie inesorabilmente il diritto a chi ne ha estremamente bisogno. L’auspicio naturalmente è che la dignità della lavoratrice e mamma, venga presa in considerazione dallo Stato che a volte, consentiteci, sembra quasi favorire i furbetti rispetto alla gente onesta che chiede solo ciò che gli spetta.

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