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Hanno deciso di trasferire la loro protesta dinnanzi gli uffici della Provincia, i giovani allievi della scuola Majorana, che di norma frequentano le lezioni in una sezione distaccata, con il chiaro intento di farsi ascoltare dalle autorità cittadine.
La reazione ai disagi che dichiarano di vivere durante le ore di attività scolastica ha preso avvio lo scorso mercoledì, con presidi dinnanzi i locali di Via Matteo Cimarra. Ma oggi hanno deciso di alzare la voce, allestendo un corteo autorizzato dalle forze dell’ordine, che si è snodato lungo la centralissima via Imera, e che ha inevitabilmente comportato anche problemi al traffico cittadino.
Immancabili i cori intonati dai giovani protestanti, sulle note di più famose melodie, i cui versi inneggiano ad un diritto allo studio non riconosciuto, e che denunciano carenze strutturali e condizioni poco idonee a svolgere attività didattica.
Rivendicano insomma, “una scuola”, dichiarandosi studenti a cui questo diritto sarebbe negato, confortati, dicono, dall’appoggio di alcuni insegnanti, preoccupati però del monte ore di assenza, il cui tetto massimo, con la Riforma Gelmini non dovrebbe superare i 50 giorni. E a chi può pensare che è solo un modo per saltare qualche giorno di lezioni, la replica è immediata.