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E’ morto, dopo una lunga malattia, Giovanni Moribondo, 35 anni il prossimo 5 agosto. Conosciuto per le sue attività d’impresa, ma soprattutto per le battaglie in favore dei disabili, ha combattutto contro un male incurabile, affrontando la sofferenza con grande spirito e voglia di vivere. Lo ricordiamo per essere riuscito a portate “Le Iene”ad Agrigento, per rivendicare il diritto, poi riconosciuto, di accedere in via Atenea anche quando è isola pedonale. Ed è proprio in via Atenea che è stato visto pochi giorni fa, dove era solito incontrare gli amici. Ieri improvvisamente si è sentito male ed è stato trasportato d’urgenza al San Giovanni di Dio, dove le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso. Nel suo profilo Facebook aveva scritto: “Uscire dal letto ogni mattina ed essere grato per un altro splendido giorno…….”. Ricordiamo il suo impegno politico, quando si presentò per il Consiglio comunale. Così spiegò la decisione di scendere in campo: “Il nostro deve essere un impegno serio, votato a risolvere i problemi dei disabili. Ed il mio impegno è inteso a rappresentarli tutti, di qualsiasi colore politico, di qualsiasi estrazione sociale. Non ci siamo tirati indietro quando dovevamo dimostrare al sindaco che certe sue insensate decisioni impedivano l’accesso di molte vie della città per i diversamente abili. E’ nella mente di tutti la opportuna visita, nella nostra città, delle popolarissime Iene che, grazie ad un programma televisivo in una emittente nazionale, ha consentito il ritiro di ordinanze che limitavano la libera percorribilità delle vie cittadine. Agrigento ha bisogno di tutti, di gente che abbia idee, di coraggiosi e di chi vuole spendersi per una città dai molti problemi, ma che rappresenta un investimento culturale e turistico di importanza mondiale”.  Nella foto , Giovanni mentre al largo trae in salvo una tartaruga Caretta Caretta, che ha consegnato alla Capitaneria per affidarla alle cure del centro di Lampedusa.