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E’ nato ieri, tra le polemiche e le contestazioni dei berlusconiani per la prima volta fuori dal governo, il Lombardo Quater.
La nuova maggioranza è formata, come noto, da Mpa, Pd, gli ex An di Futuro e Libertà, l’Api di Rutelli e dall’Udc di Casini (cioè senza i cuffariani): governo composto esclusivamente da assessori tecnici.
Una seduta all’assemblea regionale quella di ieri nella quale, dai banchi del centrodestra, sono volati insulti a Lombardo accusato di aver dato vita a un ribaltone.
Questo il quadro finale del Lombardo Quater: del nuovo governo, in quota Pd, faranno parte il docente di economia Mario Centorrino, l’ex dirigente regionale Pier Carmelo Russo, l’ex componente della giunta di Confindustria Sicilia Marco Venturi, tutti e tre confermati dal precedente esecutivo.
Confermati anche l’avvocato Gaetano Armao e i magistrati Massimo Russo (ex pm della Direzione distrettuale antimafia) e Caterina Chinnici (figlia del giudice assassinato da Cosa nostra nel 1983). Tutti è tre sono riferibili direttamente a Lombardo come l’imprenditore agricolo catanese Elio D’Antrassi che è uno dei nuovi ingressi.
In giunta entra il commissario nazionale antiracket e antiusura Giosuè Marino che è stato anche prefetto di Agrigento. Debutto pure per Andrea Piraino docente di giurisprudenza palermitano attribuito all’area dell’Udc di Casini. L’Api di Rutelli sarà rappresentata da Sebastiano Messineo, professore all’università dell’Aquila. Due gli assessori di area finiana: i burocrati della Regione Letizia Di Liberti (già commissario prefettizio ad Agrigento) e Gian Maria Sparma .
Ma Futuro e Libertà ha pressato a lungo per la conferma di Nino Strano che ha subito però il veto del Pd.
Il voto finale all’Ars sul nuovo governo è atteso per martedì quando anche verranno rese note le deleghe.
Dalle accuse di ribaltone Lombardo si difende così.
Rimangono però in sospeso, infatti, due dei nuovi assessore perché a rischio di incompatibilità. Sono i dirigenti regionali Gian Maria Sparma e Letizia Diliberti entrambi in quota Futuro e libertà.
Per le nuove disposizioni del ministro Brunetta, esiste infatti l’ipotesi che se i due dirigenti accettassero di fare l’assessore, ricoprendo quindi un incarico politico, a conclusione del mandato non potrebbero più riprendere il ruolo dirigenziale.
Il governatore Raffaele Lombardo in merito sta avviando delle verifiche per valutare cosa fare. Letizia Diliberti sembra intenzionata a non accettare di entrare nella giunta, il suo posto lo prenderebbe Marco Salerno. Ma pure lui è un dirigente regionale e dunque il problema si riproporrebbe.

Un pensiero su “Ecco il Lombardo quater”
  1. Nonostante l’alto profilo dei tecnici, credo che questo nuovo Governo Lombardo non sarà l’ultimo e non giova a nessuno.
    Se volete trovate una mia riflessione al seguente indirizzo:
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