Ecosistema Urbano 2018. Legambiente: “Pessime performance delle città siciliane”

Quanto sono impegnate le città italiane sulle principali questioni ambientali? Quanto stanno facendo per garantire ai loro cittadini elementi come una buona qualità dell’aria, trasporti pubblici efficienti, una gestione ottimizzata dei rifiuti? A rispondere alle domande è Ecosistema urbano 2018 , il puntuale dossier di Legambiente che, da oltre 20 anni, traccia l’evoluzione dello stato di salute dei capoluoghi di provincia italiani. Dall’inquinamento atmosferico a quello acustico, dal clima alla mobilità, dai rifiuti alla gestione idrica, dal verde  pubblico alla questione sociale: gli indicatori usati da Legambiente ci restituiscono un quadro di cui è difficile accontentarsi. A fronte di progressi, a volte anche esponenziali, esistono infatti immobilismi preoccupanti che ci ancorano al passato. Ancora una volta le città siciliane si distinguono in negativo nella graduatoria di Ecosistema Urbano. Agrigento è al penultimo posto tra le città italiane. “Siamo ultrastanchi – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – di leggere i nomi delle città siciliane negli ultimi posti delle classifiche di qualunque dossier di Legambiente. Quello presentato, Ecosistema Urbano, fotografa una situazione che non possiamo più accettare e ricade pesantemente sulla qualità della nostra vita. Catania è addirittura all’ultimo posto, penultima Agrigento, e Palermo è messa pure malissimo. Questo significa che le performance ambientali in Sicilia sono all’anno zero. A fronte di comuni che investono sul solare, contengono lo spreco d’acqua, noi non abbiamo ancora idea di come smaltire i rifiuti. Con il cambiamento climatico in atto, non abbiamo preso alcun provvedimento, strade allagate, strade e muri franati, l’acqua piovana non viene raccolta per uso irriguo, per i danni causati dal maltempo ben due dirigenti del Genio civile di Catania e Palermo si sono dimessi. Una situazione inaccettabile- conclude Zanna-. Regione e Comuni si diano una mossa, la nostra vivibilità deve essere tutelata”.