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Ormai è quasi certo. Nicola Grillo dovrebbe non essere più  candidato a sindaco di Agrigento.
Indiscrezioni danno Mpa, Pd, Fli e Grande Sud impegnati a cercare il sostituto, l’uomo che correrà per loro in queste elezioni.
Di certo c’è quello che oggi ci dichiara lo stesso avvocato: senza alleanza con il Pdl si ritira dalla competizione.
E proprio questo ampliamento della coalizione pare essere irrealizzabile. Non lo vuole il Pd e lo stesso Di Mauro sarebbe contrario.
Strani giochi politici sono in corso. La coalizione guidata dal mpa vorrebbe puntare sempre su candidati senza tessera di partito ma a un mese dalla chiusura dei giochi, quando si è obbligati a presentare candidati e liste, tutto diventa più complesso. Tra l’altro oltre a Grillo, Di Mauro e soci avevano contattato altri soggetti della cosiddetta società civile, ma nessuno di loro si era dichiarato disponibile. E adesso pertanto potrebbe aprirsi la strada per la candidatura anche di un uomo di partito: chissà che non sia lo stesso consigliere comunale Pietro Marchetta, spesso preso in considerazione da Di Mauro.
Intanto con un Grillo svincolato, cambiano i progetti anche del Pdl. Alfano che aveva dato la disponibilità a creare una grandissima coalizione attorno all’avvocato agrigentino adesso vorrebbe puntare su un altro “legale”. Totò Pennica che ieri ha ottenuto il battesimo dell’assemblea di èpolis.
Il Pdl dimostra pertanto di non avere alcuna intenzione di presentare un suo uomo in questa competizione. E i contatti con èpolis vengono implicitamente confermati dal coordinatore Nino Bosco che ci dice: “oggi non c’è nessuna decisione presa, ci sono interlocuzioni e il nome di Pennica non è da escludere”.
Totò Pennica domani terrà una conferenza stampa, presenterà la sua candidatura e allo steso tempo affronterà i temi caldi di queste ore.
I partiti, pertanto, dimostrano di vivere un contesto di crisi. Mentre in questo momento vanno avanti oltre all’uscente Marco Zambuto i soggetti che hanno iniziato la corsa senza l’appoggio degli stessi partiti. Giuseppe Arnone e Totò Pennica.