Elezioni politiche 2018. In Sicilia il PD esclude dalle liste nomi illustri, polemiche ad Agrigento su Sodano Jr.


Dopo la sonora batosta elettorale rimediata dal PD alle elezioni regionali dello scorso 5 novembre, in Sicilia per il partito di Renzi, in vista delle imminenti consultazioni politiche e dunque di presentazione delle candidature, si è probabilmente scelto di non ripresentare gli esponenti, considerati responsabili del drastico calo di consensi. Ed ecco quindi che dalle liste sono stati esclus, l’ex governatore dell’Isola Rosario Crocetta, il senatore Beppe Lumia, ex presidente della commissione antimafia, fuori anche il responsabile nazionale legalità del Pd Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi. Matteo Renzi, ha voluto che il premier uscente Paolo Gentiloni e il sottosegretario Maria Elena Boschi, si candidassero in Sicilia,  rispettivamente a Catania e Taormina. Anche nell’agrigentino è polemica soprattutto per la candidatura alla Camera nel collegio uninominale di Franco Sodano, figlio dell’ex sindaco di Agrigento Calogero. 

Tonino Moscatt, deputato uscente, non verrà ricandidato, la sua collega di partito Maria Iacono invece, dalla Camera dei Deputati correrà per uno scranno  al Senato. 

Ma è proprio sulla scelta di Sodano che la segreteria provinciale del PD di Agrigento rivendica il diritto, sancito da un proprio documento sottoscritto dai circoli, nel quale,per la scelta dei candidati si chiedeva  il coinvolgimento del territorio. “Un appello – dicono dal PD di Agrigento – caduto nel vuoto. Abbiamo appreso i nomi dei candidati tramite gli organi di stampa senza nessuna possibilità di confronto”. Aggiunge il segretario Provinciale di Agrigento Giuseppe Zambito che in riferimento alla scelta del partito di schierare il figlio dell’ex sindaco Sodano dichiara:”Nulla da ridire sul piano personale, preoccupa, invece, essere venuti a conoscenza delle sue simpatie per la destra di Nello Musumeci e la sua militanza in Generazione Futuro di Gianfranco Fini. Comprendiamo – continua il segretario del partito -che in una coalizione gli alleati rivendichino spazio e che Agrigento sia stata “ceduta” in quota “Civica e Popolare” della Lorenzin, ma riteniamo che ciò non possa in nessun modo giustificare scelte che sono culturalmente distanti dai valori del centro sinistra e che stridono con la nostra storia. 

Ho fatto presente tale situazione a Lorenzo Guerini chiedendogli – conclude Zambito –  di intervenire con urgenza per scongiurare che il malessere già diffuso comprometta ulteriormente la già difficile campagna elettorale del Partito Democratico. 

Intanto in casa forza Italia, Marco Campione, presidente di Girgenti Acque, si tira fuori dalle consultazioni.  “Ho ringraziato il Presidente Silvio Berlusconi e il Coordinatore Regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè per la proposta, ma – ha detto l’imprenditore coinvolto in diverse vicende giudiziarie-  non potendo assicurare l’impegno che la carica imporrebbe, il mio senso di responsabilità e di rispetto mi obbliga a rinunciare”.