Emergenza rifiuti a Licata, la città è sommersa da tonnellate di spazzatura.

A Licata la  città è  letteralmente sommersa dai rifiuti, a causare l’emergenza è stata  la momentanea chiusura della discarica di Siculiana. Stop che ha portato all’accumulo di centinaia di tonnellate di spazzatura che, dopo la riapertura dell’impianto della ditta Caranzaro si stanno lentamente rimuovendo dalle strade, ma che i limiti imposti dalla normativa vigente, non consentirebbero di stoccare tutti i rifiuti nel sito agrigentino. Un’emergenza anche dal punto di vista igienico sanitario e per ovviare a questo problema, il commissario straordinario del comune, Maria Grazia Brandara, ha chiesto ala Regione il permesso di conferire nelle discariche di Lentini e in quella più vicina di contrada Timpazzo a Gela. 

“Secondo le stime fatte dai tecnici e responsabili del servizio raccolta e smaltimento rifiuti – si legge nella richiesta inviata dal Comune alla Regione –  della nostra città, a parte i rifiuti che si accumulano quotidianamente, c’è una presenza stimata di circa 400 tonnellate sparse su tutto quanto il territorio comunale, che non si riescono a raccogliere e smaltire a Siculiana, per i limiti imposti dalla normativa vigente. Da ciò – hanno aggiunto da Palazzo di Città –  l’iniziativa di chiedere un’autorizzazione straordinaria e temporanea per poter conferire queste circa 400 tonnellate di rifiuti nelle discariche di Gela e Lentini, che hanno già data una certa disponibilità”. 

Per molti contribuenti licatesi, l’emergenza rifiuti è un paradosso, disagi che secondo molti non si sarebbero mai verificati  quando nella città del Faro il servizio di nettezza urbana era comunale e gratuito. 

L’emergenza rifiuti, crea forti disagi anche all’immagine di una città che punta molto sul turismo e 

in attesa di un pronunciamento dei competenti dipartimenti regionali, su iniziativa delle locali associazioni dei titolari dei bed and brakfast, degli esercenti, di Confcommercio e CNA,giovedì prossimo la città scenderà in piazza per un sit in di protesta.