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Questa mattina la Città di Agrigento si è svegliata tra i rifiuti, con la gran parte dei cassonetti stracolmi. I cittadini, infatti, nonostante lo sciopero annunciato, hanno continuato a conferire i rifiuti solidi urbani. Il problema a monte è sempre lo stesso, il mancato pagamento degli stipendi agli addetti alla raccolta e allo smaltimento. Ma soprattutto la mancata liquidità nelle casse delle società, della Gesa, dei comuni e, ancor di più, dei cittadini. Sembrerebbe, che ad essere moroso nei confronti di Gesa, sia in primo luogo il dipartimento regionale sui rifiuti che avrebbe dovuto versare nelle casse della Società d’Ambito, un milione e mezzo di euro per il pagamento degli stipendi di settembre. Ma le aziende che fanno parte dell’associazione temporanea di imprese avanzerebbero dalla Gesa addirittura circa 10 milioni di euro, e le imprese, come riferito dall’Iseda, non sono più in grado di affrontare la situazione. Dallo scorso mese di aprile non ricevono liquidità da parte dell’Ato Gesa Ag2 e un contratto prevede l’obbligo di anticipare soltanto due mesi e in situazione come queste, non si trovano disponibili neanche le banche. Tra i morosi nei confronti di Gesa, ci sarebbe anche il Comune di Agrigento, che dal 2005 ad oggi avrebbe maturato un debito di circa due milioni di euro, per non aver pagato la relativa tariffa dovuta per le varie strutture comunali oltre che per le scuole che sono di pertinenza di Palazzo dei Giganti. L’amministratore unico di Gesa Teresa Restivo ha più volte dichiarato di essere impegnata nel cercare di risollevare le casse della società, incassando ad esempio la tarza rata della Tia relativa al 2005, quella che non sarebbe dovuta essere pagata dai cittadini, che in effetti, non la stanno versando. Dunque i contribuenti non pagano, la Gesa non ha la liquidità per pagare le ditte e le casse dei comuni, che secondo disposizioni regionali dovrebbero reintegrare quello che non pagano i cittadini, piangono.

A tutto questo si aggiunge la già annunciata intenzione della Ditta Catanzaro di chiudere i cancelli della discarica di Siculiana prevista per il 17 novembre,