Erosione della costa ai piedi della 640 ad Agrigento: le soluzioni progettuali di Anas

Non solo il costone di Via Vincenzella, per il quale (è di notizia di ieri) il dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana,  ha stanziato trecentomila euro per un intervento di somma urgenza: iei la IV Commissione territorio e ambiente dell’Ars, presieduta da Giusi Savarino, ha discusso sui danni causati dal dissesto idrogeologico ad Agrigento. Un incontro volto ad individuare le azioni da eseguire per far fronte al fenomeno dell’erosione della costa ai piedi della 640. L’Anas, presente all’incontro, nel ribadire di aver già “segnalato il fenomeno alle amministrazioni competenti, invitando a provvedere alla messa in sicurezza del costone ”  ha tenuto a sottolineare che “il fenomeno erosivo non interessa, purtroppo, la sola statale 640, ma anche un importante agglomerato residenziale immediatamente a monte della strada, che poterebbe essere interessato in caso di aggravamento del fenomeno”. La falesia, come monitorato da Anas, ha subìto un arretramento di oltre 15 metri nel periodo compreso tra il 1994 e il 2012. “L’ arretramento- ha continua Anas- è dovuto unicamente all’erosione delle onde e delle correnti marine. Proprio in quel tratto, infatti, non sono presenti i frangiflutti a mare che ridurrebbero sensibilmente il fenomeno erosivo”. Nel corso della riunione è stato inoltre completamente escluso, dalla società autostradale- che il fenomeno possa essere attribuito alle acque piovane provenienti dal tratto stradale, che risultano efficacemente convogliate nelle opere di presidio idraulico predisposto da Anas. Come concordato durante la riunione tenutasi lo scorso 18 marzo, si è proceduto a verificare l’impatto sull’erosione delle cosiddette acque di scorrimento, provenienti dalle aree non di competenza Anas che si trovano a monte della strada statale. In seguito a tali verifiche, Anas ha portato all’attenzione degli uffici competenti un progetto finalizzato alla realizzazione di una trincea drenante, a protezione della piattaforma stradale, atta a convogliare le acque a monte delle pertinenze Anas in un tombino di scolo posto a valle della statale. In seguito alla riunioneè stato stabilito che Anas, oltre alla realizzazione della trincea, si farà carico anche della progettazione e realizzazione di una vasca di decantazione delle acque provenienti dalla piattaforma stradale e del progetto di ripristino delle opere di intercettazione e regolare deflusso delle acque. La Conferenza dei Servizi è convocata per il prossimo mese di giugno.Secondo la tesi dell’ANAS l’unico responsabile dell’erosione sarebbe, dunque, il mare, mareamico non la pensa allo stesso modo, si legge in una nota della stessa associazione ambietalista. “Tanti altri fattori partecipano al disastro – dice mareamico-che è sotto gli occhi di tutti: il dissesto idrogeologico, il mancato drenaggio delle acque piovane e la mancata manutenzione dei luoghi. Quanto ipotizzato dall’ANAS, è solo una tesi che ha lo scopo di scaricare le colpe sugli altri”, conclude mareamico.