Ex Province, frenata dell’Ars sulle elezioni: a giugno non si vota più.

Arriva una frenata dall’Ars: le elezioni degli organismi dei Liberi Consorzi di Comuni e delle Città Metropolitane, che erano state fissate per il 30 giugno, sono state rinviate al 30 aprile 2020. Decisiva l’approvazione di un emendamento a firma di Vincenzo Figuccia e altri, in base al quale le elezioni per ragioni procedurali e di tempo non potranno tenersi entro il 30 giugno. 

Proseguiranno, dunque, per tutto il 2019 e per una parte del 2020 i commissariamenti delle ex province, oggi Liberi consorzi di Comuni. Tra questi anche quello di Agrigento. “Nelle scorse settimane – afferma Vincenzo Figuccia, primo firmatario dell’emendamento – insieme al collega Danilo Lo Giudice e ad un centinaio di sindaci, abbiamo fatto una marcia che si è conclusa davanti la presidenza della Regione per chiedere la calendarizzazione di un ordine del giorno che garantisse un impegno da parte del governo regionale a chiedere le risorse aggiuntive per salvare le province. Di fatto, i 150 milioni di euro accordati dallo Stato, sono un primo passo ma chiediamo che vengano concesse per intero le somme. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto il rinvio delle elezioni di secondo livello che adesso non avrebbero giovato a nessuno considerato che al momento, si tratta di enti assolutamente inutili”.
Il Pd attacca Musumeci. “Dopo una campagna elettorale per le Europee passata a promettere a sindaci e consiglieri un ruolo negli organismi di Liberi Consorzi e Città Metropolitane- dicono il capogruppo Giuseppe Lupo e il parlamentare regionale del Pd Antonello Cracolici- ecco che il centrodestra getta la maschera ed al primo voto invia le elezioni di un anno”. Questo invece il commento dei deputati del M5S all’Ars.
“Siamo alla farsa – afferma il capogruppo pentastellato, Francesco Cappello – con il Presidente della Regione e la sua maggioranza che procedono in direzione diametralmente opposta, e che, soprattutto, non tengono in nessuna considerazione la barca di soldi spesi per separare le elezioni amministrative dalle Europee proprio per consentire ai Comuni che andavano ad elezioni di poter partecipare alle elezioni per le ex Province”.