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Il convento di San Vito fu edificato nel 1432 a cinquanta passi dalle mura di Girgenti, sulle prime pendici della Rupe Atenea.
I frati lo lasciarono libero nel 1863 per trasferirsi nel convento di San Calogero e dall’anno successivo l’imponente struttura viene così riconvertita a carcere. Fu agevole ed economico, infatti, trasformare le 20 celle, allora esistenti, in celle di reclusione.
Il carcere di San Vito venne chiuso nel 1996 e da quel giorno la struttura è rimasta abbandonata a se stessa.
Il Fai di Agrigento oggi però accende i riflettori sull’edificio per sensibilizzare istituzioni, cittadini e studenti per avviare un percorso di ristrutturazione e riconversione dell’ex carcere.
Sul recupero della struttura il Comune di Agrigento lavora da circa un anno assieme all’Archivio di stato.
Era stata già predisposta una bozza di protocollo d’intesa tra i due enti e l’Agenzia del demanio (attualmente proprietaria dell’edificio).
Un inter interrotto per l’interessamento della Regione ad acquisire dallo stato l’ex carcere di San Vito.