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Uno stabile sito in via Carmine, nel centro storico di Favara, è crollato all’alba di oggi. Sul posto sono immediatamente giunti i vigili del fuoco e i carabinieri. Nell’immobile abitava la famiglia Bellavia composta da cinque persone. I genitori, Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, sono stati estratti subito dalle macerie. L’uomo è rimasto lievemente ferito ed è rimasto sul posto a dare manforte ai soccorritori, mentre la donna è stata trasportata in ospedale di Agrigento in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. Sotto le macerie, inizialmente, sono rimasti i tre figlioletti di 12, 11 e 3 anni. Marianna, la secondogenita, e Chiara Pia, la più piccola, sono state estratte morte dai soccorritori. Giovanni, 12 anni, è stato estratto vivo e trasportato immediatamente all’ospedale di Agrigento. Le sue condizioni non sono gravi “Apriremo un’inchiesta a carico di ignoti – ha dichiarato Renato Di Natale, procuratore della Repubblica di Agrigento – ma al momento la cosa che più ci interessa è che si salvino i due bambini. Fino a questo momento non abbiamo ipotizzato nessun reato, neppure quello di disastro colposo. È ancora troppo presto. Siamo in una fase iniziale”. “In tutti i centri storici di tante località del Mezzogiorno – ha detto Umberto Postiglione, prefetto di Agrigento – la situazione è questa. Si tratta di case in parte abbandonate e abitate da persone in difficoltà. Adesso verificheremo insieme alla magistratura le responsabilità”. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia del tragico bilancio del crollo di una palazzina a Favara, ha chiesto al prefetto di Agrigento di rappresentare alla famiglia Bellavia i suoi sentimenti di partecipazione al dolore per la perdita delle piccole Chiara e Arianna. Lo rende noto un comunicato del Quirinale. “Ho seguito con apprensione le operazioni di soccorso seguite al crollo di una palazzina a Favara, apprendendo con profondo dolore della morte delle piccole Arianna e Chiara. La prego di far pervenire ai familiari il più profondo cordoglio mio e dei colleghi senatori”. È quanto scrive il presidente del Senato Renato Schifani nel messaggio inviato al prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione.