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“È necessario un piano straordinario che veda la piena collaborazione tra governo regionale e nazionale per sanare, una volta per tutte, le reali situazioni di pericolo che esistono nei centri storici di molti comuni dell’Isola. I drammi delle famiglie e le condizioni di grave instabilità economica di molte amministrazioni locali, che non riescono a fronteggiare in maniera adeguata le situazioni di pericolo per la salute pubblica, devono essere affrontate con determinazione e con iniziative concrete”. Con il grido di allarme di Domenico Russello, sindaco di Favara, si è aperto, ieri, il consiglio regionale dell’AnciSicilia, che si è svolto ad Agrigento, su richiesta del presidente, Roberto Visentin, per ricordare le vittime del crollo di Favara. “La tragedia del comune agrigentino – ha spiegato Visentin – ha colpito tutti quanti, come una tempesta. Ha annichilito l’opinione pubblica e anche chi, come me, si trova ad amministrare una città. In questo contesto ci tengo a sottolineare che non possiamo accettare che un sindaco diventi il parafulmine degli errori, delle omissioni e delle mancanze di tutto quello che è successo in passato. Respingiamo, quindi, con sdegno il tam tam mediatico ai danni di Russello che, non solo offende la dignità e la professionalità di un amministratore, ma si poggia su accuse infondate. È troppo facile attribuire ogni colpa a chi si trova, quasi da volontario e senza mezzi finanziari, a capo di una città. È troppo facile imporre per legge ai comuni la razionalizzazione e la definizione di serviziadeguati per la cittadinanza, peccato che tutto questo non venga quasi mai sostenuto da adeguati finanziamenti a supporto degli obblighi che gravano sui comuni”. I lavori del consiglio regionale si sono chiusi con la stesura di un documento in cui il presidente e gli organi direttivi dell’Associazione chiedono un incontro urgente al governo regionale per attivare “un tavolo di lavoro permanente nel quale mettere a punto le azioni necessarie a ristabilire il giusto parallelismo tra funzioni, responsabilità e risorse dei sindaci, al fine di risolvere le numerose questioni che, allo stato attuale, investono tutti i comuni (degrado dei centri storici, precariato, rifiuti, gestione idrica, patto di stabilità)”.