fbpx

Nel segno della cattura dell’ex capo di Cosa nostra agrigentina, Gerlandino Messina, la festa del 197esimo anniversario della fondazione dell’Arma dei carabinieri. Non a caso la scelta è caduta su Porto Empedocle, paese natale del capomafia, arrestato dai militari del comando provinciale di Agrigento, lo scorso 23 ottobre, all’interno di una palazzina di viale Stati Uniti, a Favara. In attesa della festa, in programma lunedì alle 19,30 nel piazzale vicino alla Torre Carlo V, il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Mario Di Iulio, nel corso di una conferenza stampa, presente, anche il capitano Giuseppe Asti, ha tracciato il bilancio degli ultimi 12 mesi. L’emergenza immigrazione a Lampedusa, ha avuto i suoi effetti, diminuite le pattuglie e i servizi, di conseguenza c’è stato un aumento della criminalità. Soprattutto i furti, dai 3701, dello scorso anno, si è passati a 4.058, sono collegati alla riduzione dell’attività di prevenzione. Un altro dato importante viene dagli attentati incendiari, dai 209 dello scorso anno, negli ultimi dodici mesi si è passati a 227. Infine, come spiegato dal colonnello Di Iulio, c’è il racket del cassonetto dei rifiuti. In provincia si bruciano i contenitori per farli riacquistare. Diminuiti gli omicidi, passati da 4 ad 8 e dei tentati omicidi, ridottisi da 13 a 14. Tutti casi risolti, e tutti collegati a liti, dissapori o problemi economici. In diminuzione le rapine. Cresciuti gli arresti e le denunce, passati rispettivamente da 610 a 656 e da 3.635 a 3.925.