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Domenica prossima sarà la prima domenica di luglio che per gli agrigentini significa la prima domenica di San Calò. Quest’anno le limitazioni dovute al codiv-19 hanno fermato i festeggiamenti. Niente processioni, niente abbracci alla statua, il Santo nero non sarà tra la sua gente , tra i suoi devoti che aspettano un intero anno di poter guardare il simulacro , con gli occhi pieni di lacrime , un misto tra gioia ed emozione. Una devozione tanto sentita quella degli agrigentini per il Santo Eremita. Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto Maria Rita Cocciufa, ha deciso che tutte le messe in programma dal 3 al 12 luglio prossimi si svolgeranno a porte chiuse e saranno trasmesse in TV o attraverso la rete internet. “Allo stesso modo, le difficoltà nella gestione degli intensi flussi di fedeli non consentono- è stato ribadito- allo stato, di far svolgere le altre tradizionali manifestazioni quali la benedizione del pane.” Oltre le forze dell’ordine , all’incontro in prefettura, presenti i rappresentanti della Chiesa agrigentina, Don Melchiorre Vutera (Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Agrigento) e Don Giuseppe Veneziano (Rettore Santuario di San Calogero) e l’Associazione dei Portatori di San Calogero e della Confraternita. In un primo momento era stata valutata l’idea di un sistema di prenotazioni ma secondo l’unanime opinione dei presenti alla riunione risulterebbe molto difficile da gestire e non sarebbe scongiurato il rischio di assembramenti all’esterno del Santuario, circostanza che a quel punto – come anche confermato dall’Associazione Portatori – renderebbe particolarmente problematico, se non impossibile, garantire l’ordine ed il distanziamento sociale tra i fedeli, vista la calorosa devozione della comunità agrigentina. Il servizio di ordine pubblico all’esterno del Santuario verrà comunque assicurato con adeguati presidi delle Forze di Polizia e della Polizia Locale.