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Una legge organica che guardi ai reali bisogni dei pensionati; che attenzioni il problema della non autosufficienza e dell’assistenza sanitaria; che presenti al suo interno interventi di contrasto alla povertà e l’abolizione dei ticket sanitari. Questa la manovra legislativa chiesta dalla Federazione nazionale pensionati della Cisl di Agrigento, alla Regione Sicilia, tramite l’attivazione di una petizione popolare. Una situazione di povertà della categoria anziana e non solo che sta assumendo proporzioni allarmanti, come ci dice Giuseppe Augello della FNP CISL: “ Ci troviamo di fronte ad una povertà che non si vede. Un’indagine della caritas dimostra invece che è reale, che il 50% dei siciliani e dei nuclei familiari vive alla soglia della povertà, con la difficoltà di giungere a fine mese, nella vera condizione di povertà”. Ed una legge di politiche sociali e di integrazione socio-sanitaria ci sarebbe per la verità, la 328 del 2000, definita Legge quadro dell’Assistenza, mai attuata dalla Regione, che invece si era dotata di un’altra disposizione legislativa, la n.10 del 2003, cosidetta Legge sulla Famiglia, definita dall’organico della Csl, addirittura priva di finanziamenti e di norme programmatiche. E dire che, tra Riforma del Titolo V della Costituzione e Legge sul Federalismo, gli strumenti per attuare manovre organiche di politica sociale, la Regione li avrebbe, secondo Giuseppe Augello: “ Si fanno investimenti a pioggia….però senza un indirizzo preciso e non si sa dove vanno a finire, se vanno realmente ai poveri”. Un atto di denuncia, oggi da parte della Fnp Cisl, ma anche un appello a tutti i pensionati e alle persone in gravi difficoltà economiche e assistenziali, di Agrigento e della Sicilia, a partecipare a questa petizione popolare indetta insieme a Cgil e Uil. Chiunque infatti può già recarsi nelle rispettive sedi delle federazioni e rilasciare lì la propria firma di consenso. A breve anche l’allestimento di appositi gazebo. E nel frattempo dalla voce di un pensionato iscritto alla Cisl, Paolo Bunone, sentiamo i disagi quotidiani della categoria: “ Con la pensione che si riceve non si riesce nemmeno a fine mese a comprare il pane per mangiare”.