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Si sono avvalsi  quasi tutti della facoltà di non rispondere gli indagati raggiunti dal provvedimento di fermo, disposto dalla Procura di Agrigento, nell’operazione contro i vertici di “Girgenti Acque”. Questo l’esito degli interrogatori davanti il Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. Si tratta di Marco Campione, presidente “Girgenti Acque” difeso da un pool di avvocati, Pietro Arnone, presidente “Hydortecne”; Calogero Patti, dipendente “Girgenti Acque”; Angelo Piero Cutaia, direttore amministrativo “Girgenti Acque”; Giandomenico Ponzo, direttore generale “Girgenti Acque”; Calogero Sala, direttore tecnico e produzione Girgenti Acque; Francesco Barrovecchio,  responsabile tecnico “Hydortecne”. L’unico a rispondere alle domande è stato Igino Della Volpe, 63 anni, membro del consiglio di amministrazione di “Girgenti Acque”, per lui non è stato convalidato il fermo emesso dalla Procura di Agrigento. Lo ha deciso di Gip di Taranto che ha accolto la richiesta del difensore, Daniela Posante. Igino Della Volpe, difeso dall’avvocato, ha respinto le accuse, secondo cui avrebbe fatto parte di una associazione a delinquere. “Io stesso avevo criticato la gestione dell’azienda che si occupa del servizio idrico”, ha detto. Il primo a comparire davanti al Gip Francesco Provenzano, nei locali del carcere di contrada “Petrusa”, è stato Pietro Arnone. L’indagato, difeso dall’avvocato Giuseppe D’Acquì, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha voluto rilasciare lo stesso alcune dichiarazioni spontanee, con cui ha respinto le accuse, dichiarandosi innocente.