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Nel giorno delle dimissioni annunciate di Elio Cordaro, secondo assessore della giunta Zambuto a lasciare l’amministrazione per motivi di lavoro, una cosa è ormai certa: a breve non solo la giunta comunale passerà da 10 a 6 componenti ma la compagine amministrativa subirà un rilevante rimpasto.
Ma cosa cambierà negli equilibri politici della giunta Zambuto? Il sindaco non si sbilancia anche se respinge con forza e boccia le indiscrezioni che parlano di una nuova giunta monocolore Udc, il suo nuovo partito.
Intanto non appena sarà convocata la prossima seduta del Consiglio comunale, il primo punto all’ordine del giorno dovrà essere l’elezione del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Carmelo Callari.
Ma anche nell’assise cittadina continuano le rivoluzioni degli equilibri politici.
Ultimo in ordine di tempo il passaggio dei consiglieri Andrea Cirino e Davide Lo Presti dal Pdl a Forza del Sud, il nuovo partito nato dalla corrente Miccichè Cimino.
Il Pdl pertanto perde pezzi ma rimane il primo partito in consiglio rappresentato da 8 consiglieri. A seguire il Partito popolare d’Italia domani gli ex Udc che hanno seguito la corrente Cuffaro. Per loro 7 i rappresentanti in consiglio.
Seguono i 3 consiglieri di Futuro e Libertà e altrettanti del Pd.
Questi i gruppi più numerosi in consiglio: e proprio i numeri saranno fondamentali per l’elezione del nuovo presidente che potrebbe continuare a essere vicino al ministro Alfano, ma non escluse novità.
Un quadro che non preoccupa comunque il sindaco Marco Zambuto.